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Nuovi scenari nella raccolta fondi post Covid-19

Cronaca

Le pandemie hanno talvolta trasformato le società in cui sono comparse e, molto probabilmente, hanno cambiato o influenzato in modo decisivo il corso della storia.

Nel corso dei secoli diverse pandemie sono state vissute dagli uomini, si rammenta la peste di Giustiniano, la peste nera, il vaiolo, l’influenza asiatica, l’influenza di Hong Kong e oggi il COVID-19.

Momenti drammatici che portano con sé delle opportunità.

L’abilità di coglierle farà la differenza nel futuro prossimo delle organizzazioni, specie in quelle più piccole o destrutturate che dovranno cercare di riemergere dal caos.

La domanda che ci poniamo è semplice: come cambierà, se cambierà, il modo di fare fundraising delle nostre organizzazioni nel post Covid-19?

Elena Zanella, consulente per il fundraising, la comunicazione, il marketing condivide con noi la sua vision per il futuro.

“Nel prossimo futuro, prevedo tre scenari probabili su tutti:È probabile che le organizzazioni, in particolare quelle che non lavorano in ambito sanitario, usciranno da questo momento difficile molto indebolite economicamente sia per mancata entratura di doni, sia per l’anticipazione di spese.È probabile che si debba rimettere mano alle strategie ordinarie e ai piani strategici con un ridimensionamento delle pretese e una riformulazione dei modi con un’accelerata sulle soluzioni digitale e una comunicazione più smart almeno per il primo periodo, un primo periodo probabilmente piuttosto lungo.È probabile, ancora, che molte organizzazioni debbano avviare appelli speciali per la propria sostenibilità accantonando parte delle proprie azioni su progetto.” 

Il momento emergenziale senza precedenti diventa stimolo per tornare a riflettere sulla missione, concentrandosi sullo sviluppo di questa oltre il progetto. In questo contesto, il fundraising assume un ruolo sempre più centrale che non può essere nascosto.

Emergeranno chiaramente nuovi ambiti che nel passato hanno accennato il fundraising solo per caso si pensi alla scuola, agli ospedali ad esempio, o all’attenzione alle comunità locali.

Elena, una donna, una mamma, una professionista, le piace insegnare quel che sa e sa che non perde nulla condividendo. Le piace condividere. La sua filosofia consiste nel condividere la conoscenza e le competenze poiché stimola la curiosità e produce effetti benefici al cervello: permette di arricchire la percezione di quel che si conosce e di comprenderne i conseguenti limiti. Per superarli, continua e si racconta: 

“Mai come oggi vedo le azioni correre più veloci della mente. Ritengo opportuno che le organizzazioni si fermino e riflettano seriamente sugli investimenti da fare ora e sul contenuto dei messaggi. Occorre spingere il piede sull’acceleratore per giocare una partita che vedrà vittoriose alcune realtà mentre ne vedrà altre, tante altre, soccombere sotto il peso del virus che per alcune sarà capro espiatorio all’inerzia e per altre semplice acceleratore di una decrescita che in altri contesti temporali sarebbe stata semplicemente più lunga ma comunque inesorabile.

Lo spirito collaborativo, l’acquisizione di competenze crescenti e la capacità di adattamento saranno tratti essenziali per il post emergenza. Ma ciò che deve essere chiaro che il fundraising non è la soluzione ai problemi oggi, bensì un percorso obbligato perché il futuro non ci colga più impreparati.” 

Sarà interessante investigarne l’evoluzione dandosi indicatori e modalità di lavoro già a partire da oggi.


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