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Verso il rinvio della Plastic Tax?

Ambiente & Territorio

di Marco Castelli 

Nel decreto di Aprile, che pur essendo giunti già a Maggio non è stato ancora varato, il Governo starebbe pensando di inserire il rinvio della tanto discussa Plastic Tax che era stata varata con la legge di Bilancio 2020.

La necessità di una tassa sulla plastica e l’attenzione alle tematiche ambientali, fino a pochi mesi fa all’ordine del giorno anche sotto la spinta della giovane svedese Greta Thunberg (e del movimento globale che le si era creato intorno), oggi sembrano cadere in secondo piano. A fine 2019 Coca-Cola HBC Italia annunciava lo stop agli investimenti e alle assunzioni dovuto alle politiche fiscali italiane (le nuove tasse su plastica e zucchero) e il Gruppo San Pellegrino dichiarava un ripensamento sugli investimenti. Le pressioni sul Governo non si sono arrestate e nelle ultime settimane la minoranza, le aziende e le associazioni (Sibeg, Assobibe e Unionplast) hanno continuato a chiedere di rivedere quelle scelte.

La Plastic Tax non ha mai avuto vita facile per via dell’iniziale contrarietà di Renzi oltre che della minoranza e delle organizzazioni interessate, difatti in fase di approvazione si era giunti ad una mediazione. L’entrata in vigore era slittata a luglio 2020 e l’importo di 0,45 centesimi al kg. è ben inferiore a quanto pensato inizialmente.

Oggi, con l’emergenza epidemiologica Covid-19, i dispositivi di protezione individuale in plastica vengono utilizzati quotidianamente da milioni di persone. Questo pare essere divenuto un “cavallo di troia” per le imprese del comparto plastica che chiedono una boccata d’ossigeno in un grave momento di crisi. 80.000 posti di lavoro della filiera sarebbero a rischio e, come spesso accade nell’eterno dilemma ambiente-economia, spesso si tende a favorire la seconda.


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