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Emergenza Covid-19 e Fase 2: Regioni spingono per riapertura in condizioni di sicurezza

Cronaca

On line le tabelle relative alle richieste e agli interventi delle istituzioni regionali

 Da lunedi’ 11 maggio via libera al commercio e dal 18 maggio, scadenza del dpcm, poteri alle Regioni per tutte le riaperture”. Questa, in sintesi, la richiesta delle Regioni al Governo, contenuta in un documento approvato all’unanimità nella seduta odierna della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, come riferito da Giovanni Toti, Presidente della Liguria e Vicepresidente della Conferenza delle Regioni (cfr notizia precedente).
“Come Regioni chiediamo al Governo di ripartire e il potere di farlo secondo i bisogni dei territori – ha dichiarato Toti -. Finiamola con questo tira e molla: il Premier Conte cambi le leggi e noi Regioni siamo pronte. La Liguria è stata la prima a chiudere e ora non può più aspettare”. Guardando a quanto sta accadendo negli altri Paesi europei, Toti ha aggiunto: “Siamo seri e rimbocchiamoci le maniche: la Cancelliera Merkel stamani ha dato alle Regioni tedesche il compito di riaprire come ritengono opportuno nei loro territori. La Francia sta riaprendo, l’Inghilterra, messa molto peggio di noi, sta riaprendo, Israele ha già riaperto, la Svezia non ha mai chiuso. E in molti Paesi  – ha aggiunto  – riaprono anche le scuole. Sono tutti matti? Io non credo, credo invece che sappiano benissimo che se non ripartiamo la crisi sarà  peggio del virus. E non ci saranno mai soldi per tutti: al di là delle stravaganti promesse di sussidi, gli italiani se ne sono già accorti”.
Un’opinione analoga a quella del Presidente dell’Emilia-Romagna e Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. “Se i contagi continuano a scendere, Conte deve anticipare le scadenze che aveva indicato”, spiega in un’intervista alla Stampa. “La situazione odierna non è nemmeno paragonabile a quella di un mese fa. In Emilia Romagna da tré settimane il numero dei positivi è in costante calo e i reparti Covid si vanno progressivamente svuotando. Le do un dato: abbiamo circa 6000 guariti in più rispetto al numero di malati, il differenziale più alto nel Paese”. Attenzione però  “il virus non è sconfitto e abbiamo ancora tanto da fare” è il richiamo di Bonaccini, “ma certo è che siamo in una fase diversa. Non meno delicata, ma certamente diversa”.
“Il governo – prosegue Bonaccini – si è trovato a gestire una pandemia senza precedenti. E lo ha dovuto fare prima di tutti gli altri in Occidente. In due mesi e mezzo il contagio è stato fortemente rallentato, ci si è messi nelle condizioni per avviare la fase 2. Adesso bisogna accelerare per una ripartenza governata e in sicurezza. E serve avere coraggio”.
Come Regioni, spiega ancora Bonaccini, “Abbiamo posto il tema delle aperture differenziate dal 18 maggio, se in queste due settimane il contagio continuerà a rallentare mi auguro ci sia una disponibilità. In Emilia-Romagna stiamo pensando a come creare le condizioni di sicurezza per ripartire in anticipo”.
Il Presidente della Conferenza non scende in polemica con il presidente dell’Anci, Antonio Decaro che aveva chiesto  di smetterla con le riaperture in ordine sparso e le ordinanze selvagge. “In questa crisi non ho mai polemizzato con nessuno. Ho anch’io qualche Comune che emana ordinanze: si tratta di esercitare tutti insiemeuna responsabilità. Io provo a farlo anzitutto non alimentando polemiche e non procedendo per forzature o strappi”.
“Sono convinto – ha aggiunto Bonaccini, questa volta intervenendo a Centocittà su Rai Radio1 – che se continuiamo così noi possiamo anche permetterci di riaprire un po’ prima dei tempi del governo. Ho molta fiducia nelle parole che ha usato ieri il presidente Conte che mi pare abbia aperto a questa possibilita’”.
Riapertura anticipata “per i negozi di vicinato del commercio al dettaglio in sede fissa”: è quanto chiede Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, annunciando su Facebook che invierà una richiesta scritta in tal senso al premier Giuseppe Conte. “Si tratta di poco più di 18000 negozi – scrive – che, naturalmente, dovranno essere sottoposti a tutte le misure possibili per la sicurezza. A cominciare, lo dico subito, dalla necessità di garantire negli spazi chiusi una limitata presenza di clienti”. Il governatore toscano si dice “convinto che la linea giusta sia quella di una ripresa graduale e prudente. Per la Toscana la richiesta di una contenuta e controllata riapertura del settore commerciale è basata sui dati epidemiologici e sulle qualità e sull’efficacia del suo sistema sanitario”.
“Il Veneto è pronto a aprire tutto e subito”. Lo ha annunciato il presidente della Regione Luca Zaia oggi nel punto stampa. “Infatti continua dal 10 aprile il calo dei pazienti ricoverati e in terapia intensiva. Il quadro epidemiologico e sanitario è cambiato completamente – ha spiegato – E quindi oggi in Conferenza delle Regioni il Veneto ha chiesto l’autonomia per poter procedere alle riaperture prima possibile, ovviamente fatto salvo il giudizio del Comitato tecnico scientifico”. 
La posizione portata come Regione Friuli Venezia Giulia durante la Conferenza delle Regioni è che l’11 maggio, seguendo i protocolli nazionali, si possa riaprire il commercio e il 18 maggio tutte le restanti attività””. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, nel corso di una conferenza stampa da Trieste per fare il punto sull’emergenza coronavirus.


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