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La sanità ancora sotto contagio

Cronaca

Il governo è al lavoro su una norma per garantire la fornitura di mascherine gratis a chi sia in difficoltà economica e  per l’intervento dovrebbero essere stanziati appositi fondi nel decreto di maggio.  

Si prevede un accordo per la distribuzione di altri 10 milioni di mascherine alle farmacie, che saranno vendute al pubblico a 50 centesimi più iva.  Sono alcuni dei contenuti annunciati relativi all’l’intesa che sarà siglata tra il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, Federfarma e l’Associazione Distributori di Farmaci (Adf).
Secondo l’accordo, i farmacisti pagherebbero a 38-40 centesimi le mascherine all’ingrosso, con un guadagno di circa 10 centesimi alla vendita per ognuna, raddoppiato rispetto ai mesi precedenti all’emergenza.
In una nota Federfarma ritiene “necessario fare chiarezza in tema di mascherine chirurgiche, tanto più in queste ore in cui il Paese inizia a ripartire con la fase 2” dell’emergenza Covid-19 “e il loro uso è essenziale, insieme al distanziamento fisico e al lavaggio accurato delle mani, per evitare di ritrovarsi tra qualche settimana costretti a una nuova quarantena”.
“A seguito dell’accordo siglato da Federfarma il 1 maggio con il commissario Arcuri – ricorda la Federazione – le mascherine chirurgiche costano al pubblico 0,61 euro (cioè 0,50 + Iva 22%, fino al momento in cui l’Iva non sarà azzerata, come preannunciato dal Governo). Al momento le mascherine sono ancora disponibili presso alcune farmacie, mentre la stragrande maggioranza le ha già vendute proprio in previsione della fase 2”.
“Tali carenze sono dovute a vari motivi”, si spiega: “Quelle con regolare marchio CE sono introvabili sul mercato. Quelle importate con autocertificazione del produttore/importatore, assimilabili alle chirurgiche, che quindi potrebbero andare in vendita a 61 centesimi (talora anche già in giacenza presso i distributori che riforniscono le farmacie), non possono essere vendute senza la conformità da parte dell’Istituto superiore di sanità. Quelle che le farmacie attendono dalla Pubblica amministrazione (al costo di acquisto di 40 centesimi) non sono ancora state consegnate dai distributori intermedi: peraltro l’accordo è stato siglato solo il 1 maggio e vanno considerati i necessari tempi tecnici”.
Il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, evidenzia che nella regione sosno state distribuite “10 mln di mascherine di Grafica Veneta che non abbiamo pagato. In questo momento c’è un contingente mascherine con valori fuori mercato, la produzione nazionale dei dispositivi è strategica ed è necessario sostenerla dal punto di vista finanziario. E’ impensabile che le aziende possano stare sul mercato vendendo le mascherine a 50 centesimi, quando torneranno le mascherine chirurgiche cinesi e asiatiche che costeranno molto meno”.
E’ stata realizzata un’apposita sezione dedicata nel portale web dell’Inail, dove è possibile acquisire tutte le informazioni utili per presentare la richiesta di validazione (per esempio tipologia di DPI, norme tecniche, moduli, faq). La sezione è aggiornata periodicamente, anche con la pubblicazione della lista dei dpi validati in deroga. E’ stata attivata la casella di posta elettronica certificata dedicata all’inoltro delle richieste di validazione dpiart15@postacert.inail.it, unica per tutto il territorio nazionale.
Sono solo 96 i dispositivi di protezione individuale validati fino al 4 maggio su un totale di 2.458 pratiche processate, fa sapere sempre l’Inail sottolineando che si tratta del 4% del totale. Nella maggioranza dei casi le richieste riguardano prodotti che, sulla base della documentazione presentata, non risultano conformi ai requisiti di qualità e sicurezza per la protezione di lavoratori e operatori sanitari.
Per Brusaferro siamo “ancora in fase epidemica” anche se la curva dei contagi è decrescente”. E “i dati mostrano che la percentuale di immuni è ancora molto bassa”. Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, in audizione alla Commissione Affari sociali della Camera, sottolinea le nuove terapie: “fanno parte delle innovazioni. Ci sono molti centri che stanno sperimentando la terapia con il plasma e so che in questo momento le agenzie nazionali stanno mettendo a punto con questi centri dei trial controllati per dare una misurazione quantitativa”. 
“Oggi – spiega Brusaferro – si fanno circa 70.000 tamponi al giorno, numero che crescerà nelle prossime settimane ma inizialmente era molto più basso”. Ad oggi “i tamponi sono l’unico metodo per individuare l’rna virale. Ma una persona oggi negativa può esser domani positiva, e viceversa”.
La Fase 2 sarà “basata su tre gambe: la prima è il monitoraggio a livello nazionale e regionale per intercettare focolai, la seconda è garantire strutture per far fronte alle esigenze delle persone affette da Covid”. Infine vanno “garantiti tutti i servizi sanitari che nella fase 1 sono stati sospesi o limitati” ma “necessari a rispondere al bisogno di salute della popolazione”.
Brusaferro evidenzia come “i dati mostrano che la percentuale di immuni è ancora molto bassa”. Anche se è diversa tra le diverse aree del paese, “globalmente siamo molto lontani dal 70% necessario alla soglia dell’immunità di gregge”. L’obiettivo “è contenere il virus, non siamo ancora in grado di immaginare un’eradicazione, che sarà possibile solo con il vaccino”.
Il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, in Commissione Affari Costituzionali afferma: “E’ previsto un inasprimento delle misure di contenimento in caso di fenomeni che dovessero rimarcare la ripartenza del virus” e sulla carenza di tamponi: “ora non c’è più. E comunque “I tamponi vanno fatti con priorità a sanitari, pazienti ospedalizzati e a coloro i quali hanno sintomi”.
Infine il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, spiega che dall’11 maggio ci sarà l’esame dei dati del monitoraggio del ministero della Salute sul contagio da Covid 19 e in base a quelli dal 18 maggio sono possibili differenziazioni regionali nelle riaperture, anche in base alle linee guida dell’Inail.

E sono più di 260mila i decessi legati al coronavirus nel mondo. I casi di contagio sono invece oltre 3,74 milioni. Nelle ultime 24 ore negli Usa sono morte altre 2.073 persone, superando quota 73mila e scoppia la pandemia in Brasile.


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