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Una palese ingiustizia pende sul Bari

Sport & Motori

Si è deciso, dunque. Il campionato termina qui, le prime tre dovrebbero essere promosse direttamente, mentre una squadra terza classificata, il Carpi, dovrebbe avere la meglio su una seconda, il Bari. Siamo al teatro dell’assurdo, quello di Samuel Beckett, signori. Così impara il Bari del Presidente De Laurentiis ad arrivare seconda conquistando 60 punti, al di là delle recriminazioni per i punti perduti per strada. Avrebbe dovuto arrivare terzo come il Capri per sperare in un ripescaggio in B. Perché questa, signori, si chiama beffa ed ingiustizia. Ma non si era detto che a far compagnia alle prime tre, sarebbe stata la migliore seconda? Ovvero una tra Carrarese, Reggiana e Bari? E allora cosa c’entra il Carpi che si è piazzato terzo? E quand’anche la si voglia mettere sul’ultima giornata giocata da tutte, vale a dire la ventiseiesima, il Carpi era terzo mentre la Reggiana ed il Bari erano seconde a 54 punti, mentre il Carpi ne aveva 53. Gli emiliani avevano una gara in meno? Bene, e allora andava retrodatata ancora una giornata, nella fattispecie la venticinquesima dove il Carpi era comunque stabile al terzo posto (che è terzo sin dalla ventunesima), la Reggiana seconda ed il Bari anche, mentre la Carrarese era sempre seconda a 45 punti. E allora tanto valeva far rientrare nel gruppo i toscani. Qualcuno deve spiegarci, allora, perché la media punti è stata stabilita inserendo anche una terza classificata se il regolamento prevede che sia la migliore seconda a salire. E allora che si promuova la Reggiana che aveva, ed ha, un punto di vantaggio sul Carpi, 54 punti come il Bari, ma coi parametri migliori dei biancorossi. Questa scelta, ove dovesse essere confermata, proprio non la accettiamo.

Dunque la corsa del Bari rischia seriamente di terminare qui ed un altro campionato infernale sembra essere all’orizzonte di questo travagliato decennio biancorosso. Al male non c’è mai fine per il Bari. De Laurentiis ha già fatto sapere che ove dovesse passare la linea “Carpi”, sarà pronto a una battaglia lunga legale per far prevalere i propri diritti. Giustamente.

L’assemblea di Lega Pro, dunque, approva quel che circolava da settimane. L’emergenza pandemica ha di fatto chiuso la saracinesca al campionato soprattutto perché il danno economico della stragrande maggioranza delle società di C era elevato, tanto da non poter proseguire fino alla fine, posto che si potesse finire considerati i protocolli sanitari che quasi nessuno poteva permettersi e posto che il Governo e la scienza avrebbero dato l’assenso al proseguimento.

L’assemblea ha demandato, dunque, al Consiglio Federale che si svolgerà più in là (della data non si sa nulla, si dice il 13 maggio ma è solo un’ipotesi) le proposte di terminare il campionato e prendere in considerazione i verdetti fin qui emessi sul campo anche se parziali. A cominciare dalla promozione di Monza, Vicenza e Reggina ovvero le squadre al momento prima in classifica, poi ha richiesto il blocco delle retrocessioni e il blocco dei ripescaggi dalla D, mentre parrebbe aperta la porta a i ripescaggi in serie B.

Il tasto dolente riguarda la quarta squadra da promuovere in B. E questa scelta porterà sicuramente a versare molto sangue in sede sia federale che legale. E’ stata, tuttavia (per fortuna) bocciata in partenza l’idea farlocca del sorteggio, a fronte di una scelta relativa al criterio dei meriti sportivi basato sulla  media punti. Una scelta, questa, partorita da una minoranza di società dal momento che c’era un notevole numero di astenute (17) a fronte di 23 favorevoli e di 16 che hanno votato a favore della disputa del playoff light, soluzione, questa, a cui hanno aderito i club più rappresentativi come il Bari, il Monopoli ed il Potenza.

Si parlava del Carpi la cui questione è molto controversa che lascia aperta a più interpretazioni. La media punti, dal momento che si è voluto incorporare la terza in classifica – ovvero il Carpi – è senza dubbio favorevole a quest’ultima che conta il 2,038 punti in 26 gare disputate a fronte di 2,037 della Reggiana in 27 turni e dei 2 del Bari. Potrebbe essere presa in considerazione anche la media ponderata che, anche in questo caso, premierebbe il Carpi anche se il Bari vanterebbe uno score notevole soprattutto con le squadre di testa. Inoltre non appare chiaro se la media debba essere calcolata sulle partite disputate, oppure su un numero di partite paritario tra tutte le squadre partecipanti, perché in questa ipotesi si dovrà tener conto della ventiseiesima giornata dove Bari e Reggiana si troverebbero appaiate al secondo posto in vantaggio sul Carpi, vale dire l’ipotesi di cui abbiamo parlato ad inizio articolo. Ad ogni modo le interpretazioni più istantanee mettono il Carpi in vantaggio rispetto alle altre compagini.

Lascia, inoltre, esterrefatti la scelta della Lega di non citare esplicitamente la quarta promossa. Sulle colonne della Gazzetta del Mezzogiorno ci sono le dichiarazioni di Ghirelli: “La certezza è che si è proceduto in base al merito sportivo, non abbiamo riflettuto sul nome del club promosso, ma una cosa è certa: ho cercato di essere il Presidente di tutti e di mantenere onestà intellettuale. E’ una decisione delicata sulla quale dovrà partire una seria riflessione, Ovviamente ci sono delle indicazioni da cui partire, ma è necessario approfondire. La differenza tra Bari e Carpi? Non penso che possa essere presa in considerazione. E’ necessario procedere con raziocinio tenendo presente che l’organo sovrano è il Consiglio Federale”. E meno male che si è cercato di mantenere una onestà intellettuale e decidere con raziocinio. Non osiamo pensare cosa ne sarebbe stato se si fosse lavorato senza queste caratteristiche. Una cosa appare certa: siamo ad inizio tempesta.

Che Guevara diceva: “Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia, commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo. E’ la qualità più bella di un buon rivoluzionario”. Ecco, forse occorre cominciare a prendere atto dell’ingiustizia che, probabilmente, colpirà il Bari e preparasi al peggio così da soffrire di meno quando, e se, sarà compiuta l’ingiustizia, ma soprattutto perché così, tutto ciò che avverrà di buono sarà tutto guadagnato.

De Laurentiis, intanto, prepara la battaglia legale e da un Presidente come lui ci si può aspettare di tutto considerato che è una persona che non si lascia sopraffare da nessuno. Men che meno da scelte ingiuste.

 

Massimo Longo


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