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La prova del nove sulla riapertura delle scuole sarà l’Esame di Stato

Arte, Cultura & Società

Ne è convinto Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato rappresentativo Anief. Intervistato da Orizzonte Scuola, il sindacalista autonomo annuncia che dopodomani proprio sul tema del diritto alla studio nella tutela della salute Anief per gli esami di Stato in presenza è stata convocata dall’amministrazione centrale, assieme alle altre sigle rappresentative, per un incontro con la ministra dell’Istruzione. “Come sindacato – ha detto il sindacalista – stiamo preparando delle linee di indirizzo per tutelare la sicurezza degli studenti, dei commissari e di tutto il personale scolastico che sarà impegnato nella vigilanza e nell’accoglienza”.

Il sindacalista autonomo illustra anche i motivi del suo dissenso per le divisioni delle classi a settembre, per le voci di aumento dell’orario frontale dei docenti e per la decisione di licenziare il personale docente con contratto in essere, ad iniziare dai maestri con diploma magistrale, anche dopo che è stato immesso in ruolo con riserva con tanto di anno di prova superato. Tutte circostanze contro le quali annuncia l’ennesima battaglia sindacale.Garantire la sicurezza negli Esami di Stato in presenza: è questo il tema dell’incontro di dopodomani tra la titolare del Mi e i rappresentanti dei dipendenti della scuola: “Porteremo le nostre proposte”, scritte nero su bianco, “sul tavolo del Ministro”, ha assicurato il professor Marcello Pacifico.

Di sicuro, secondo il leader dell’Anief, non è possibile pensare a un rientro a scuola con metà degli studenti in aula e l’altra metà ancora a distanza: “Non è per niente fattibile – dice il sindacalista – perché il governo ha quattro mesi di tempo per ridefinire gli organici in base ai metri quadri di ampiezza delle aule, garantendo il metro di distanziamento e portando le classi a 12-15 alunni, ma non perché bisogna turnarle, bensì per garantire un criterio di sicurezza che deve diventare ordinario e non più straordinario”.


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