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Def: posizione sul documento di economia e finanza 2020

Economia e Finanza

ROMA – Sul Def, il documento economico e finanziario redatto dal Governo per il 2020, la Conferenza delle Regioni ha espresso una serie di richieste, consegnate in sede di Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica il 7 maggio e al Parlamento il 28 aprile in audizione.
Si richiama in particolare l’attenzione sul fatto che le Regioni intendano salvaguardare gli equilibri di bilancio, che sono molto instabili per le mancate entrate tributarie dovute alla crisi da coronavirus. Nel contempo si ribadisce la volontà di non mettere a rischio i servizi erogati ai cittadini.
Il forte calo delle entrate, che dovrebbe essere compensato per l’emergenza Covid-19, è sottolineato anche nel corso dell’incontro della Conferenza delle Regioni in videoconferenza dell’11 maggio con il Governo.
Si stima per le Regioni a statuto ordinario un non previsto calo di risorse pari a circa 2 miliardi e che dovrebbe essere almeno in parte coperto con il decreto di maggio.
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato quindi un documento concernete la “Posizione sul Documento di Economia e Finanza 2020”.
Al fine di formalizzare il contenuto delle slides consegnate nel corso dell’audizione del 28 aprile scorso, la posizione della Conferenza è stata trasmessa alla Commissione V Bilancio, tesoro e programmazione della Camera dei deputati e alla 5° Commissione Bilancio del Senato della Repubblica.
Di seguito,ì il testo del documento approvato il 7 maggio 2020.

Posizione sul documento di economia e finanza 2020 (Def) 

Le Regioni e le Province autonome illustrano i temi già oggetto dell’Audizione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sul DEF 2020 alla Commissione Bilancio della Camera il 28 aprile scorso: 

Scenario macroeconomico DEF 2020 

L’epidemia causata dal CoVid-19 ha condizionato la previsione macroeconomica del DEF 2020 che è costruita in base all’ipotesi che le misure di chiusura dei settori produttivi non essenziali e di distanziamento sociale vengano attenuate a partire dal mese di maggio e che l’impatto economico dell’epidemia si esaurisca completamente nel primo trimestre del 2021. In tale contesto di incertezza il DEF 2020 aggiorna i dati macroeconomici del 2020 e le proiezioni del 2021

 
 

Preme ricordare le stime appena enunciate dalla Commissione Europea, secondo le quali, l’Italia dovrebbe subire un calo del prodotto interno lordo del 9,5% nel 2020, seguito da un rimbalzo del 6,5% l’anno prossimo. Lo scenario, pertanto risulta essere peggiore rispetto a quello considerato dal Governo. 

Priorità fondamentali delle Regioni e delle Province autonome

Salvaguardia degli equilibri dei bilanci

L’emergenza epidemiologica da CoVid-19 determina minori gettiti sulle entrate di competenza per le Regioni e le Province autonome che mettono a rischio:

gli equilibri di bilancio la realizzazione degli avanzi oltre al pareggio secondo le manovre di finanza pubblica il finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni il finanziamento delle funzioni proprie regionali

Le Regioni e le Province autonome hanno stimato un fabbisogno finanziario di circa 5 miliardi, derivanti da minori entrate per le Regioni a statuto ordinario per circa 2 miliardi e di 3,17 miliardi per le Regioni a statuto speciale e le Province Autonome (in linea con gli accantonamenti sui tributi erariali). 

Le Regioni e le Province Autonome hanno espresso anche in occasione delle Conferenze Unificate per il parere ai decreti legge nn.9, 14, e 18 del 2020 la preoccupazione per la salvaguardia degli equilibri di bilancio, con la richiesta dello stanziamento di un fondo a compensazione integrale delle perdite e di un tavolo tecnico presso il MEF per l’esame delle ricadute sugli equilibri dei bilanci regionali della situazione emergenziale.

Il Governo in tali sedi ha chiesto alle Regioni di attendere le risposte dell’UE sulla possibilità di superare i limiti del Patto di Stabilità europeo impegnandosi per una soluzione nei decreti legge successivi. Nel frattempo il Patto di Stabilità Europeo è stato sospeso e il Governo ha presentato una manovra di 25 mld con il DL 18/2020 e si accinge a varare una manovra di 55 mld il Nuovo DL “maggio”.

 Si ricorda che, gli enti territoriali secondo l’art.119 della Costituzione non possono finanziare spesa corrente con debito e sono tenuti al rispetto dell’equilibrio di bilancio previsto dalla legge n. 243/2012 (art. 9) – non possono fare deficit – oltreché al rispetto degli obiettivi di finanza pubblica stabiliti dalle precedenti manovre finanziarie. Inoltre la legge 243/2012 introduce specifiche disposizioni anche all’articolo 11 e all’articolo 12 che non possono essere eluse.

Le Regioni e le Province autonome sono l’unico comparto della PA che oltre a dover rispettare gli equilibri di bilancio previsti per tutti gli enti territoriali, contribuisce in modo reale agli obiettivi di finanza pubblica con un avanzo (oltre al pareggio) pari a 837,8 milioni per le RSO e con 3,17 miliardi di accantonamenti sulle compartecipazioni ai tributi erariali per le RSS.

Il consolidamento dei conti pubblici delle Regioni e le Province autonome e la partecipazione agli obiettivi di risanamento, costituiscono la base fondamentale per non interrompere il percorso responsabile dell’autonomia.

Realizzazione dell’obiettivo di finanza pubblica richiesto alle RSO dalla manovra nonostante un peggioramento degli obiettivi per lo Stato

 
 
 
 
 
 
Contributi delle RSS in termini di accantonamenti
 

Si rileva che nella scheda redatta dal Dipartimento Affari Regionali in vista di questa seduta della Conferenza permanente per la finanza pubblica, il Governo intende utilizzare le risorse derivanti dal maggior indebitamento per realizzare interventi di potenziamento anche per le amministrazioni pubbliche “che sono chiamate a dare una efficace risposta alla situazione emergenziale” e che durante il graduale rientro del rapporto debito /PIL “misure restrittive di politica fiscale sarebbero controproducenti”. 

In tale contesto, invece le Regioni e le Province autonome si troveranno in assenza di adeguate misure di compensazione, di fronte alla scelta di ridurre la spesa corrente, compresi i livelli essenziali delle prestazioni anziché potenziare le proprie risposte contro la situazione emergenziale ovvero attivare la leva fiscale (attivando misure restrittive di politica fiscale al contrario dello Stato, politiche che peraltro non darebbero il gettito auspicato) ovvero violare le norme per sugli equilibri dei bilanci e /o non rispettare gli obiettivi di finanza pubblica definiti. 

Le Regioni e le Province autonome ritengono che all’interno di una manovra statale in deficit per 55 miliardi (che sommati ai 25 mld del precedente DL 18/2020 definiscono una manovra di 80 miliardi) vi siano gli spazi per la copertura integrale delle minori entrate, costituendo 2 fondi separati per le RSO e per RSS, stante la loro peculiarità giuridica, in maniera tale da rispettare la proporzione 1/3 e 2/3. 

Si sottolinea l’urgenza di individuare la migliore soluzione per le singole Regioni e le Province autonome su questa criticità, in quanto occorre considerare che l’eventuale compensazione ipotizzata a luglio in misura inferiore alla stima prospettata determinerebbe un insostenibile taglio lineare della spesa già a bilancio concentrato nei mesi restanti dell’anno.

Fondo Sanitario Nazionale – Fondo Nazionale Protezione civile

Il DL 18/2020 ha previsto un incremento delle risorse per il Fondo Sanitario Nazionale (+1.410 milioni) e per il Fondo Nazionale di protezione civile (+ 1.650 milioni). È prioritario un ulteriore incremento dei Fondi a fronte dell’emergenza e necessario:

velocizzare l’attuazione del Patto Salute 2019-21 prevedere che i fondi della Protezione Civile siano posti a copertura delle spese delle autonomie territoriali non solo dell’Amministrazione centrale

Fondo Trasporto pubblico locale

Il Fondo Nazionale dei Trasporti nella attuale dotazione di 4,9 mld di euro è sottostimato. le Regioni contribuiscono con risorse aggiuntive fino a circa 6 mld di euro.

Il settore subisce:

la contrazione dei servizi di trasporto pubblico locale e riduzione dell’utenza, in media del 75-80%; la riduzione dei proventi da traffico; lo stravolgimento dell’equilibrio dei contratti di servizio vigenti e rischio di mancata continuità aziendale.

È evidente la necessità di assicurare l’equilibrio economico-finanziario degli operatori del settore.
 

Le Regioni e le Province autonome chiedono un fondo destinato a compensare la riduzione dei proventi da traffico registrati nelle Regioni e le Province autonome a decorrere dall’inizio delle restrizioni imposte alla circolazione delle persone per contenere gli effetti negativi dell’emergenza epidemiologica da CoVid-19 sulle imprese affidatarie di servizi di trasporto pubblico locale e regionale ferroviario, automobilistico e via acqua.

Piano straordinario investimenti e semplificazione della legislazione nazionale

È prioritario affiancare all’attuale manovra di sostegno alle imprese e famiglie anche una politica di rilancio degli investimenti, che acceleri e accompagni la crescita nel lungo termine.

Le Regioni e le Province autonome ritengono prioritario lo sblocco immediato delle risorse del Fondo per gli investimenti delle Amministrazioni centrali, oltreché non più rinviabile il rilancio delle opere pubbliche, con un nuovo modello di sviluppo di «hub» di investimenti sul territorioche acceleri la programmabilità degli investimenti e la crescita dei territori con l’assegnazione delle risorse alle Regioni e con l’obbligo delle stesse al riparto in data percentuale agli enti locali del proprio territorio; previa condivisione delle priorità con gli enti locali. La sinergia istituzionale fra Stato, Regioni ed Enti territoriali deve essere sfruttata al  massimo e può essere il veicolo per superare la crisi, le stime infatti prevedono un recupero solo parziale dopo due anni dei livelli precrisi dell’attività economica. 

Gli investimenti devono essere generare un congruo surplus di bilancio primario per rendere sostenibile il rapporto «debito/PIL. Questi i settori di particolare interesse:

Pianificazione degli investimenti già programmati in materia di sicurezza, infrastrutture per il trasporto (ferroviarie, stradali, portuali, mobilità sostenibile etc.) e rinnovo parco mezzi (ferroviari, bus, navali) con attenzione alla messa in sicurezza delle Ferrovie ex-concesse; Pianificazione degli investimenti per il completamento del comparto infrastrutturale dei Servizi Idrici Integrati ai fini del risparmio idrico (risanamento reti di distribuzione, riuso delle acque reflue) e della tutela ambientale (collettamento acque reflue, depurazione); Rifinanziamento e razionalizzazione dei fondi in materia di politiche per la casa e abitative nonché il superamento delle barriere architettoniche; Perequazione infrastrutturale; Rete infrastrutture scolastiche; Rete ospedaliera e infrastrutture la salute; Digitalizzazione/Banda Ultra Larga

Si contribuisce alla crescita del Paese anche  attraverso l’accelerazione e il potenziamento delle opere infrastrutturali connesse alla realizzazione dei “Giochi Olimpici  e Paraolimpici 2026 Milano-Cortina”

Sostegno alle imprese

Le Regioni e le Province autonome chiedono un fondo straordinario da affiancare in sinergia alle misure già adottate dalle stesse Regioni anche con fondi propri.

Si auspica il coinvolgimento preventivo delle Regioni: a titolo esemplificativo la scelta di sopprimere anticipatamente e definitivamente la disposizione contenuta nell’articolo 18 comma 1 lettera r) del D.lgs. n. 112/1998 anche nei confronti delle Amministrazioni in cui era attualmente operativa testimonia un mancato coordinamento ed un vulnus nei confronti del principio di leale collaborazione quanto mai necessario in questo momento di emergenza. 

Alle risorse devono essere affiancate azioni per:

Rendere trasparenti e più semplici le procedure che devono seguire i soggetti finanziatori nell’erogazione del finanziamento: emerge il rischio di una disparità di trattamento fra i soggetti destinatari e soprattutto, in considerazione della limitatezza delle risorse a disposizione, non è assicurata la copertura di tutte le esigenze manifestate dalle imprese e, in particolare, di quelle che si trovano in una situazione di maggiore difficoltà e che non hanno rapporti consolidati con le banche. Sfruttare tutte le opportunità offerte dalla normativa in materia di aiuti di Stato: è assolutamente necessario che il Governo si adoperi tempestivamente per procedere alle notifiche generali (c.d. notifiche ombrello) sia con riferimento al quadro temporaneo delle misure di aiuto a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID 19, sia con riferimento all’art 107 2 b del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea in tema di aiuti per i danni dovuti alle calamità

Gli interventi di sostegno alle imprese sono limitati al settore delle garanzie sul credito e non sono previste misure a fondo perduto. 

Per quanto riguarda la cosiddetta fase 2, si propone che, qualora vengano garantite da parte delle imprese chiare misure di sicurezza e, parimenti, il monitoraggio effettuato dal Ministero della Salute risulti positivo rispetto ai parametri, tutte le imprese, assoggettate a detti protocolli, possano riprendere in sicurezza la propria attività:  più in generale, è necessario, superare la disciplina di apertura e chiusura delle attività produttive sulla base dei codici ATECO puntando invece sul precisi protocolli di sicurezza per settore.


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