fbpx

Ripensiamo insieme l’Italia – strategie di volontariato europeo – solidarietà di prossimità – bando La città che verrà

Cronaca

Il Corriere Nazionale per il volontariato

L’abbiamo chiamata la “fase 1+1=3”, quella che ha preso il via il 4 maggio scorso.

L’abbiamo tradotta così perchè la portata relazionale del volontariato è un valore aggiunto che moltiplica i benefici e perchè, inserita in Padova Capitale europea del Volontariato 2020, si fonda su tre elementi indispensabili.

Il protagonismo del volontariato e delle organizzazioni del Terzo settore nel dare le risposte ai bisogni della nuova fase dell’emergenza.

Il coordinamento e la collaborazione tra volontariato, istituzioni e molte organizzazioni profit e no profit, un elemento che già nella prima fase si è dimostrato vincente e che ora diventa caratteristica strutturale.

Un inedito percorso culturale – denominato “Ripensiamo insieme l’Italia” che farà della città quel laboratorio di sperimentazione e produzione culturale utile ad individuare prassi e modalità per la ricostruzione dei tessuti sociali ed economici.

A livello locale, nella nuova fase il progetto “Per Padova noi ci siamo” di CSV, Comune e Diocesi continua con l’azione immediata di risposta alle emergenze, distribuzione di generi di prima necessità e individuazione di azioni di sostegno dei soggetti più deboli.

Ma si implementa di nuove azioni di supporto alla delicata fase di riapertura.

I volontari che hanno dato disponibilità saranno impiegati anche per l’apertura dei 32 parchi pubblici del Comune di Padova, con un ruolo di supervisione per evitare assembramenti.

Per dare risposta ai bisogni dei bambini e degli studenti si stanno cercando spazi utili per i centri estivi, contando su associazioni, parrocchie e cooperative grazie al coordinamento dell’assessorato all’Istruzione.

Con l’esaurimento dei buoni spesa, i beni di prima necessità saranno garantiti grazie alle spese solidali che i cittadini possono continuare a fare in 69 punti vendita della grande distribuzione – Alì, Despar, Pam, NaturaSì, Coldiretti, Tigotà e Lidl – implementate con fondi del progetto.

Prosegue infine l’accoglienza delle 52 persone senza dimora presso “Casa Arcella”, in collaborazione con la Caritas diocesana: un’esperienza di accoglienza notturna e diurna che sta facendo pensare a nuovi percorsi di inserimento sociale per le persone in situazioni di grave emarginazione.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE