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Il Governo rilancia la burocrazia e l’assistenzialismo

Politica italiana

Editoriale

di Luigi Benigno

Il tanto atteso decreto aprile non vede ancora la luce. Da qualche giorno sul web circola una bozza che contiene le misure, confermate anche dall’esecutivo.

Ebbene, aldilà di imprevedibili stravolgimenti, sembra che il governo ancora una volta si sia concentrato solo su misure tampone annunciando la distribuzione di soldi a pioggia senza prevedere misure per lo sviluppo. Ciò, unitamente alle misure di prevenzione partorite dalla “task force”, riuscirà con buona probabilità solo ad assistere il malato in terapia intensiva.

I sussidi distribuiti a pioggia presto finiranno e i fondi saranno erogati ricorrendo a nuovo debito, con ciò incrementando il già elefantiaco debito pubblico.

Esauriti gli interventi tampone l’economia avrà enormi difficoltà per la pur annunciata ripartenza; lo sviluppo non viene finanziato, quindi il Pil, anche a causa della forte contrazione della domanda, farà molta fatica a recuperare la prevedibile perdita a due cifre entro l’anno.

Le misure di prevenzione per la fase due obbligheranno molte imprese, prime fra tutte quelle del comparto turistico alberghiero, bar e ristoranti, a rivedere i layouts dei locali e a dover dimezzare i coperti. Molte attività non riusciranno a coprire i costi fissi e si darà corso ad una gestione antieconomica da cui potrebbero anche scaturire responsabilità gestorie.

Il nostro Paese subisce imperterrito le radicali scelte “strategiche” di un esecutivo che sta giocando solo in difesa. Ciò è foriero di una probabile rivolta sociale a cui potremmo assistere nelle prossime settimane. Un ristorante medio con 50 coperti e con un fatturato medio di 50 mila euro al mese dovrà necessariamente rivedere il proprio business model con una diminuzione del fatturato almeno del 50%; sarà impossibile assicurare il livello di occupazione, la qualità del servizio ed i prezzi. Potremo assistere ad un repentino aumento del costo della vita che, anche a redditi invariati, farebbe registrare un decremento della spesa per ristoranti, pizzerie, bar etc.

Una spirale mortale sol che si pensi che la chiusura annunciata di molte imprese ridurrà le entrate dell’erario per cui dovrà essere ulteriormente contratta la spesa pubblica, compresi i servizi essenziali, le pensioni e le retribuzioni.

Il governo sta decidendo il destino del nostro Paese e forse ci si dovrebbe chiedere se ne è legittimato.

 


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