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Fase 2: le ripartenze in attesa delle linee guida

Cronaca

 

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 “Se in una Regione si supera l’indice di contagio, scatteranno restrizioni automatiche”, annuncia il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, in attesa delle linee guida che dovranno essere varate per le riaperture delle attività dal 18 maggio. Le Regioni sono per velocizzare le riaperture.

Altre novità potrebbero arrivare, come le visite ad amici dal 18 e la possibilità di andare nelle seconde case, insieme alla riapertura di negozi, bar e ristoranti. La mobilità tra regioni, invece, dovrebbe scattare dal primo giugno.

“Penso che dal primo giugno ci sarà possibilità di spostarsi da una regione all’altra. E secondo me sarà possibile uscire anche dalla Lombardia”, sostiene Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute: “dal 18 maggio faremo un passo avanti e di questo ne sono sicuro e per fine mese ci sarà maggiore libertà”.

Finora ci sono 12 regioni che hanno meno di 12 infetti, sottolinea Sileri, ma siamo ancora in un periodo di convalescenza.

Le scelte del Governo terranno conto dei dati che arriveranno e relativi ai giorni della riapertura post-chiusura: “le scelte che faremo in questo fine settimana saranno dettate dall’ evidenza scientifica”, spiega il ministro della Salute Roberto Speranza.

“Sì, il primo giugno mi sembra una data ragionevole – afferma il presidente della regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini – per riaprire agli spostamenti tra regioni. Ma spetterà al governo decidere, com’è giusto che sia. Noi avevamo chiesto autonomia decisionale solo sulle riaperture del 18, e l’abbiamo ottenuta. Credo con decisione lungimirante”. 
“Ora che i dati di ieri parlano di 53 contagi su quasi 5 mila tamponi, – rileva Bonaccini –  ho l’orgoglio di aver guidato una regione che ha risposto straordinariamente all’epidemia – spiega -. Poi, tornassi indietro, forse anticiperei di una settimana le chiusure di bar e ristoranti, sebbene sia stato il primo a deciderle in Italia”. Adesso, aggiunge Bonaccini, si pensa a ripartire: “stiamo investendo molto in aiuti alle imprese e al lavoro e investiremo tanto anche nel promuovere la regione. Per noi la Riviera, cioè il turismo, sono fondamentali. Abbiamo fiducia che il governo seguirà i nostri protocolli sulle spiagge. E se l’Inail ne ha scritti altri giudicati inapplicabili dagli operatori, è un problema su cui dovremo confrontarci”.

Le imprese del settore infatti bocciano le linee guida di Inail e Iss. Nei ristoranti 4 metri quadrati a cliente, sulle spiagge ombrelloni a 5 metri di distanza sono ritenuti limiti eccessivi e gli introiti saranno più che dimezzati.

Confcommercio calcola un rischio chiusura definitiva per 270mila imprese nel commercio e turismo, con 420mila posti di lavoro in meno.  E la stagione turistica sarà tutta in perdita, visto che – ad esclusione di chi ha le seconde case – solo il 20% degli italiani potrà andare in vacanza, si calcola, con perdite che potrebbero essere di 120 miliardi da qui a fine 2020.
Per il presidente della regione Liguria, Giovanni Toti, “occorre semplificare le regole. I cittadini non possono lottare con il covid, con le mascherine che non si trovano, con la burocrazia. Il sistema burocratico del Paese e’ troppo farraginoso in ogni sua parte: c’e’ bisogno di semplificarlo. Questa emergenza dovrebbe aiutarci a semplificarlo ma non vedo uno sforzo in questo senso”.
Mentre Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia, ritiene che “oggi sia possibile la libera circolazione di tutti i cittadini. Superando anche il vincolo del rapporto di parentela. Per spostarsi, non sara’ necessario andare a trovare il padre o la madre”, e la libera circolazione “riguardera’ soprattutto i Comuni che confinano con il Veneto. Ne stiamo parlando con il governatore Zaia in modo da facilitare la vita a chi abita nelle aree di confine tra le Regioni”.
“Queste linee guida – evidenzia il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano – sono un po’ generali. Ci sono spiagge con caratteristiche che danno comunque sicurezza, per esempio su altimetrie diverse. Non tutte le spiagge sono come quelle dell’Emilia Romagna. Insomma ci sono location diverse, è chiaro che  bisogna adattare questo principio del distanziamento al contesto reale. Questo è il lavoro che devono fare le Regioni. Quindi dico a tutti gli esercenti degli stabilimenti balneari di non fasciarsi immediatamente la testa”.
I primi a fare il primo tuffo di stagione in Sardegna, saranno, probabilmente lunedì prossimo, i sardi che abitano l’isola, annuncia il presidente della Regione, Christian Solinas: “speriamo di poter riaprire la Sardegna ai turisti nella seconda parte di giugno”.


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