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“L’essenza della vita è la famiglia”

Arte, Cultura & Società

di Adriana Domeniconi  

Assistiamo, purtroppo, ad un mondo capovolto dove, nella maggioranza dei casi, questa società odierna si diverte ad instillare nei bambini, fin dalla più tenera età, preconcetti contro la famiglia, la genitorialità, la fede religiosa, la differenza tra un padre e una madre. Alla ribalta della scena si insinua, sempre di più, strisciante come un serpente velenoso, un relativismo che non lascia scampo ad alcun valore.

Un assioma, questo, esternato frequentemente per far emergere e rispettare le diversità; questa è la giustificazione che viene elargita a coloro i quali si domandano il motivo di accentuare certi atteggiamenti o modus vivendi non consoni alla normalità che accompagna la crescita e la vita dei bimbi! Mai riflessione risulta essere più falsa e tendenziosa perché è una verità mascherata ed artefatta da un desiderio di omologare tutto incitando gli insegnanti nell’espletare l’arte educativa di raccomandare ad appiattire la preferenza per i maschi per il calcio o la Formula1 rispetto alle femmine e di rendere tabula rasa il diritto alla propria identità negando la figura di “Uomo e Donna”, trattati come pura astrazione.

Oggi, grazie alle dinamiche e dettami di un certo governo e di una gran parte di classe di intellettuali “radical chic”, nelle scuole si è teso ad incoraggiare la diversità, a non dare più per scontato che l’orientamento sessuale sia eterosessuale, ad invitare in classe gay o trans per dimostrare la loro esistenza. Ed ecco quindi che sono entrate in vigore le linee guida per gli insegnanti che hanno avuto il compito di mettere in evidenza la diversità e liquidare la famiglia tradizionale considerata “stereotipo da pubblicità”

Con un colpo di spugna è stata cancellata tutta la letteratura per bambini : dalle fiabe di Cenerentola che danza con il principe e Biancaneve che viene baciata dal suo principe, materiale per loro chiaramente omofobo; vietato insinuare anche che il re torni a casa dalla regina, infatti questo punto di vista può tradursi nell’assunto che un bambino da grande si innamorerà di una Donna e la sposerà facendo sottintendere questa prospettiva come un enorme periglio! Questi intellettuali radical chic invitano a combattere l’omofobia anche in modo interdisciplinare: in alcuni libri di matematica mi è capitato di leggere tale testo: “Maria e i suoi due papà comprano due lattine di coca cola, se ogni lattina costa due euro, quanto hanno speso?” Questo voler accentuare certe situazioni scaturisce, secondo il mio modesto parere, nel voler ghettizzare la famiglia tradizionale per far emergere le cosiddette “famiglie arcobaleno” in nome dell’Amore” da donare ad un bimbo. Ma il vero Amore è quello che non conosce “egoismo”, quello che mette in pratica la “rinuncia” ad un proprio desiderio per far prevalere il bene della persona amata, per non farla sentire derisa o “diversa”.

Infatti dobbiamo tutelare la visione “bambinocentrica” che pone al centro di questa situazione il bambino che non deve perdere i suoi punti di riferimento che per natura sono un PAPA’ e una MAMMA E NON DUE FIGURE SURROGATE! Lo affermano eccelsi psicologi e professionisti del settore; in primis Maria Rita Parsi, psicopedagogista, che ha redatto molteplici saggi, scritti e testimonianze riguardo i suoi studi sui bambini .

Quindi, specialmente nelle scuole, bisognerebbe tornare ad un insegnamento scolastico modulato sul proporre situazioni in cui si presuma che un uomo ami una donna, che i due genitori siano un maschio e una femmina e non il contrario! In questa nostra società odierna ancora troppo spesso ci si dimentica che uno dei compiti del docente non è solo quello di impartire lezioni al discente, ma instaurare con lui un feeling psicologico per intuire così i suoi disagi adolescenziali, che sono molteplici, e non solo, incentrare e basare tutto sull’aspetto e   il problema dell’orientamento omosessuale, come oggi, si tende a mettere in pratica.                                          

di Adriana Domeniconi


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