fbpx

Conte: da lunedi’ si riparte, rischio calcolato ma non il vaccino. Video possiamo aspettare il vaccino. Video

Politica italiana

Dal 25 riaprono piscine e palestre, dal 15 giugno cinema e teatri. “Mi accusano di essere un dittatore, ma il governo ci mette la faccia”. Il Dl riaperture e’ stato firmato da Mattarella. 

“Non possiamo permettercelo”. Il premier Giuseppe Conte non ha dubbi, non si può aspettare il vaccino, non si può per l’economia, già in grande affanno. E allora si deve ripartire, anzi, si riparte, da lunedì 18 maggio, con una progressiva riapertura delle attività commerciali e un allentamento delle restrizioni sociali. “Via le autocertificazioni”, annuncia il capo del governo in conferenza stampa, illustrando il nuovo Dpcm. Si potranno rivedere amici e parenti e ci sarà il via libera agli spostamenti nella regione di appartenenza, mentre per andare fuori regione si dovrà attendere il 3 giugno.

Da lunedì riapriranno i negozi di vendita al dettaglio, i bar, i ristoranti, i parrucchieri, gli estetisti. Riprendono anche le messe e gli allenamenti delle squadre sportive. Dal 25 maggio toccherà a palestre, piscine e centri sportivi sempre nel rispetto dei protocolli di sicurezza. Dal 15 giugno riaprono anche teatri e cinema e le attività ludico-ricreative per i più piccoli e i ragazzi. “Stiamo procedendo alla riapertura con gradualità e prudenza”, sottolinea il premier. “I dati della curva epidemiologica sono incoraggianti, ci confermano che la strada che abbiamo seguito è quella giusta, che gli sforzi collettivi fatti finora hanno prodotto i risultati attesi” quindi “siamo nella condizione di affrontare questa fase 2 con fiducia, ma con responsabilità”.

Riapre anche il dialogo con le Regioni e gli enti locali: “Anche loro dovranno assumersi le proprie responsabilità”. Ma è “un rischio calcolato”, precisa Conte, perché la curva dei contagi potrebbe risalire, e a quel punto sarà il governo a decidere, sempre nels egno della collaborazione. Conte sottolinea che “dobbiamo intenderci con i presidenti delle regioni: qui non c’è nessuno scarico di responsabilità, qui non si gioca con l’emergenza”.

La Lombardia rimane osservato speciale, ma anche in questo caso Conte ribadisce che “non ci sono motivi per non riaprire”. I cittadini, però, dovranno essere sempre responsabili come hanno fatto fino ad oggi. Si lavora sul decreto Semplificazioni, dice il premier. Che poi fa il punto sulle misure già messe in campo: ci sono i 55 miliardi del dl Rilancio. Ci saranno i rinvi delle scadenze a settembre.

C’è anche spazio per parlare di sport, di calcio. “Per dare una data” per la ripresa della Serie A “serve qualche garanzia in piu’ che al momento, da quanto mi e’ stato detto, non c’e’”: il presidente del Consiglio ha confermato l’incertezza sulla ripresa del campionato del calcio rispondendo a una domanda nel corso della conferenza stampa . Il premier ha ribadito che da lunedi’ saranno di nuovo possibili “gli allenamenti degli sport di squadra, quindi anche il calcio”, e ha osservato che sul ritorno della serie A “ci sono tante sollecitazioni”, una chiara allusione anche alla data del 13 giugno indicata dalla Federcalcio. “Il ministro Spadafora e’ molto responsabile”, ha assicurato Conte, “e’ necessario che si realizzino le condizioni per una ripresa in massima sicurezza”. Proprio il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha ricordato di aver risposto “in modo duro al mondo del calcio perche’ pretendevano una data certa non oggi, che sarebbe legittimo, ma tre-quattro settimane fa con gli ospedali pieni”. “Quello che ho trovato inopportuno e’ che sembrava il calcio dovesse andare avanti comunque”, ha spieghato, “si sono fermate le Olimpiadi signori. Ora se ci sono le condizioni bisogna riprendere, ma facendo le cose per gradi. Se i dati ci conforteranno sicuramente riprenderanno anche i campionati di calcio come delle altre discipline sportive. Nessuno ha pero’ la certezza di come si possa ripartire nel modo migliore. Inviterei un po’ tutti a fare meno i fenomeni. Ricevo molti messaggi sui social di calciatori che cercano di esprimere le loro preoccupazioni”.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE