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In attesa delle decisioni del Consiglio Federale, il Bari pensa al futuro

Sport & Motori

Comunque vada a finire mercoledì prossimo, il Bari è pronto a pensare al suo futuro. Infatti, dopo aver cambiato status lo scorso anno passando da una situazione dilettantistica ad un’altra professionistica, la società barese ha costruito, mattone su mattone, una squadra di prospettiva che vuole andare avanti per molto tempo. Insieme alla squadra, la società biancorossa ha di fatto, e farà, affidamento sull’allenatore Vivarini – come scrive la Gazzetta del Mezzogiorno –  che ha firmato un contratto che lo lega al Bari per due stagioni grazie all’opzione valida anche l’anno prossimo. Anche se c’è stato lo stop al campionato, i risultati ottimi conseguiti (25 utili consecutivi e secondo posto nonostante i 9 punti di distacco dalla Reggina) insieme alla grande considerazione, hanno cementificato la considerazione verso l’allenatore abruzzese anche perché il Bari ha rispettato le aspettative di questa estate, è la Reggina che è andata ben oltre, dunque tutto è stato rispettato anche tenuto contro che Vivarini ha preso per mano una squadra all’undicesimo posto, in crisi di identità e di risultati, e l’ha portata in alto al secondo posto. Non gli si può imputare nulla se non congratularsi con lui.

Lo stesso allenatore, dunque, anche l’anno prossimo, a prescindere da ciò che ne sarà del futuro per la società, potrà contare – come scrive ancora la Gazzetta del Mezzogiorno – su ben 16 giocatori di proprietà i cui contratti scadono tra il 2021 e il 2024 che rispondono ai nomi di Frattali, Marfella, Ciofani, Berra, Di Cesare, Sabbione, Perrotta, Corsinelli, Hamlili, Bianco, Schiavone, Scavone, Maita, Terrani, Antenucci e Simeri, mentre sono a disposizione anche alcuni calciatori il cui contratto prevede il prestito biennale, come Costa, Folorunsho e D’Ursi, tutti di proprietà del Napoli. Potrà contare anche sui ritorni dai prestiti di Nannini, Esposito, Kupisz, Neglia, Bolzoni e Ferrari. Sono, dunque, ben 25 elementi su cui poter fare affidamento. Insomma, comunque vada mercoledì, non ci sarà rivoluzione, non si ripartirà da zero. Una buona base per ripartire in B o in C, naturalmente con i giusti innesti volti a rinforzare una squadra già di per sé competitiva. In attesa della fatidica assemblea del Consiglio Federale di dopodomani che varerà la decisione finale sulla promozione in B della quarta in classifica (salvo ricorsi), nella speranza che venga cancellata la proposta che prevedeva l’antipatica media ponderata a discapito, almeno, della ripresa del campionato limitatamente ai playoff.

 

Massimo Longo


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