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La Cina: due miliardi all’Oms per combattere il coronavirus

Cronaca

Alla 73esima assemblea dell’Oms il presidente cinese Xi Jinping annuncia una donazione di”2 miliardi di dollari” all’ organizzazione per combattere il coronavirus e che se Pechino dovesse trovare un vaccino contro il Covid-19 ne farebbe “un bene pubblico mondiale”. La Cina, poi si difende da ogni accusa (“Abbiamo agito con trasparenza e rapidita’”), mentre 100 paesi chiedono un’inchiesta sull’origine dell’epidemia. “Ci vorra’ un’indagine esaustiva basata su scienza e eseguita con professionalita’, ma solo quando l’emergenza sara’ sotto controllo’, replica Pechino.

“Sospensione dei pagamenti a servizio del debito per i paesi piu’ poveri”. Lo propone il presidente cinese Xi Jinping approfittando della sessione d’apertura dell’Assemblea mondiale della sanita’ (Ams), organo decisionale dell’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms). La riunione si e’ aperta per la prima volta in formato “virtuale”. “La Cina e’ anche pronta a collaborare con la comunita’ internazionale per rafforzare il sostegno ai paesi piu’ colpiti, in modo che possano superare le attuali difficolta’”, ha aggiunto il leader cinese. Nell’occasione, Xi ha sottolineato la necessita’ di aiutare in particolare i paesi africani a contrastare la pandemia. “La Cina – ha ricordato – ha inviato un’incredibile quantita’ di aiuti medici a oltre 50 paesi dell’Unione africana. Cinque team di esperti medici cinesi sono stati inviati nel continente, 46 squadre cinesi sono di base in Africa e contribuiscono agli sforzi locali per il contenimento della pandemia”.

 Xi ha anche annunciato che la Cina ha deciso di stanziare due miliardi di dollari per i prossimi due anni per contribuire alla risposta globale alla pandemia di coronavirus. “Per rafforzare la cooperazione internazionale contro Covid-19, voglio annunciare che la Cina garantira’ due miliardi di dollari nei prossimi due anni per contribuire alla risposta all’emergenza e allo sviluppo economico e sociale nei paesi colpiti dalla pandemia, specialmente quelli in via di sviluppo”, ha affermato Xi. Il presidente cinese ha anche garantito oggi che il suo paese ha agito in maniera “trasparente, responsabile e pronta” nella sua risposta alla pandemia di coronavirus, condividendo informazioni con gli altri paesi. “In Cina, dopo aver compiuto enormi e dolorosi sacrifici, abbiamo cambiato il corso della pandemia e protetto le vite e la salute del nostro popolo. Abbiamo agito con apertura, trasparenza e responsabilita’”, ha spiegato Xi sottolineando che tutte le informazioni sono state condivise con la comunita’ internazionale “tempestivamente”. Ora, secondo il leader cinese, occorre fare “tutto il possibile per il controllo e il trattamento del Covid-19”. “E’ questa la nostra primaria urgenza. Dobbiamo mettere la gente al primo posto”. A questo proposito, Xi ha evidenziato in particolare la necessita’ di bloccare la trasmissione del virus attraverso le frontiere e di condividere le informazioni apprese. Il presidente cinese ha quindi elogiato la risposta all’emergenza dell’Organizzazione mondiale della sanita’. 

 In occasione della riunione annuale dell’Ams, almeno 122 paesi hanno deciso di firmare una bozza di risoluzione preparata dall’Unione europea su iniziativa dell’Australia per un’indagine sull’origine del coronavirus e sulla gestione delle prime fasi della pandemia da parte dell’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms). La bozza non fa menzione della Cina, ne’ dell’Istituto di virologia di Wuhan dal quale secondo l’amministrazione statunitense del presidente Donald Trump sarebbe scaturito il primo focolaio dell’epidemia a causa di “un incidente di laboratorio”. Tuttavia, nei giorni scorsi Pechino ha attaccato duramente l’iniziativa parlando di comportamento “altamente irresponsabile” da parte dell’Australia, la cui risoluzione rischia di “danneggiare la cooperazione internazionale nella lotta contro la pandemia e va contro le aspirazioni condivise dei popoli”. Nel testo, ammorbidito rispetto all’iniziale richiesta di Canberra, viene chiesta una “valutazione imparziale, indipendente e comprensiva” anche sulla “risposta internazionale coordinata dall’Oms all’emergenza Covid-19”.

Secondo fonti del governo di Canberra menzionate dall’emittente statunitense “Abc news”, l’Australia sarebbe comunque convinta che il linguaggio della risoluzione “sia sufficientemente forte da garantire l’avvio di un’inchiesta approfondita”. La scorsa settimana l’ambasciatore di Cina nel Regno Unito, Liu Xiaoming, ha dichiarato che la Repubblica popolare “e’ aperta e trasparente, non ha nulla da nascondere e nulla da temere” e che per questo accoglierebbe favorevolmente “una revisione internazionale e indipendente, a patto che venga organizzata dall’Oms”. Una condizione, quest’ultima, che potrebbe tuttavia essere irricevibile per molti paesi membri. Nelle ultime settimane gli Stati Uniti hanno accusato l’Oms di essere controllata dalla Cina, e per questo l’amministrazione del presidente Donald Trump ha deciso di sospendere i fondi – circa 400 milioni di dollari l’anno – garantiti all’agenzia delle Nazioni Unite. 


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