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Perché Dio si nasconde? La risposta non c’è

Cronaca

“Poiché Dio, se esiste, è nascosto, come dimostra la nostra esperienza e la storia dell’umanità, ogni religione che non cominci riconoscendo questo nascondimento non può essere vera.” (Blaise Pascal).

“Il Dio cristiano è discreto. Ha posto un’apparenza di probabilità nei dubbi che concernono la Sua esistenza. Si è avvolto di ombre per rendere la fede meritoria e, senza dubbio, anche per avere il diritto di perdonare il nostro rifiuto. Occorreva che la soluzione contraria alla fede conservasse verosimiglianza, per lasciare completa libertà di azione alla Sua misericordia.” (Jean Guitton).

Una buona madre, però, non si nasconde ai suoi figli, non si avvolge di ombre. Non teme di costringere i figli ad avere fiducia in lei e ad amarla, non teme di privarli della libertà. Eppure molti pensano proprio questo. Ritengono che Dio manifestandosi agli uomini in modo evidente, li obbligherebbe a credere, li priverebbe della libertà. Ma il ragionamento è debole, soprattutto per un cristiano. Se così fosse, infatti, bisognerebbe pensare che Gesù abbia privato della libertà i suoi apostoli, tutte le volte che ha mostrato loro in modo evidente la sua divinità.

In realtà, non ci sarebbe bisogno che Dio si manifestasse in tutta la sua potenza, basterebbe ci facesse avere un’esperienza analoga a quella che ebbero gli apostoli quando videro Gesù dopo la risurrezione. Oppure analoga a quella che fecero Pietro, Giacomo e Giovanni sul monte Tabor.

Ma non è anche una contraddizione? Si può essere inondati di luce ed essere privati della luce? Essere inondati di libertà ed essere privati della libertà?

Perché Dio si nasconda, non lo possiamo sapere. La risposta non c’è. Ne era ben consapevole Benedetto XVI, che nel suo libro “Gesù di Nazaret”, ebbe a scrivere: “Naturalmente si può chiedere perché Dio non abbia creato un mondo in cui la sua presenza fosse più manifesta; perché Cristo non abbia lasciato dietro di sé un ben altro splendore della sua presenza, che colpisse chiunque in modo irresistibile. Questo è il mistero di Dio e dell’uomo, che non possiamo penetrare” (pag. 56).

Renato Pierri


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