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Alienazione Genitoriale, i contributi scientifici internazionali

Cronaca

di Marco Castelli

Il fenomeno dell’Alienazione Genitoriale è sempre più dibattuto all’interno della comunità scientifica internazionale e dei Tribunali. Si parla spesso anche dell’eventuale sindrome, la cosiddetta PAS, che si svilupperebbe quando un genitore manipolerebbe il proprio figlio e quest’ultimo svilupperebbe rifiuto, ostilità e perfino odio nei confronti dell’altro genitore.

Cosa si intende per Alienazione Genitoriale

Va precisato che l’Alienazione Genitoriale non è, ad oggi, unanimamente riconosciuta. I contributi scientifici, però, si moltiplicano e potrebbero portare a delineare con chiarezza questo fenomeno. Tentando di semplificare, per Alienazione Genitoriale si intenderebbe una complessa e pervasiva manipolazione psichica a carico del bambino, che sarebbe effettuata dal cosiddetto genitore alienante che mirerebbe a raggiungere l’altro genitore (il genitore bersaglio). Questo potrebbe avvenire, ad esempio, in caso di separazione conflittuale dei genitori, cioè quando due genitori cessano di convivere ed uno dei due tenta di danneggiare la relazione che intercorre tra il figlio e l’altro genitore. Questo atteggiamento consisterebbe in una vera e propria prassi codificata e comporterebbe il rifiuto di un genitore da parte del figlio per ragioni illogiche, esagerate o del tutto false.

Organizzazione Mondiale della Sanità e Parental Alienation

L’Organizzazione Mondiale della Sanità avrebbe già inserito il termine indice “Parental Alienation” nella nuova versione dell’ICD-11, la classificazione internazionale delle malattie che definisce l’universo di disturbi, lesioni e altre condizioni di salute correlate. A tal proposito, secondo la psicoterapeuta d’oltremanica Karen Woodall, nonostante la protesta di alcune associazioni finalizzata ad impedire l’inclusione dell’Alienazione Genitoriale nell’ICD-11, l’Organizzazione Mondiale della Sanità non si sarebbe inchinata alla pressione della disinformazione e alle false notizie. Secondo la dottoressa Woodall, dunque, l’Alienazione Genitoriale sarebbe stata finalmente riconosciuta per il problema di salute mentale che è realmente, anche grazie all’attività del Parental Alienation Study Group guidato dal professor William Bernet.

Come avverrebbe l’Alienazione Genitoriale

Qualche mese fa nel sito web della Colorado State University è stato pubblicato un articolo, riferito alla ricerca della psicologa sociale Jennifer Harman, ove si spiega la differenza fra le varie strategie che un genitore alienante porrebbe in essere. Innanzitutto si fa la distinzione tra quelle dirette e quelle indirette: le prime, in un Tribunale, sarebbero più facili da dimostrare a differenza delle seconde. Fra le strategie dirette, ad esempio, si ritroverebbero azioni come prendere decisioni unilaterali sul figlio (violando le Ordinanze del Tribunale), ostacolare il tempo che il figlio dovrebbe trascorrere con l’altro genitore, rendersi telefonicamente irreperibile, inviare al genitore bersaglio continui messaggi ed e-mail ostili. Le strategie indirette, invece, consisterebbero ad esempio nel parlare male al bambino dell’altro genitore, nell’isolare socialmente l’ex coniuge, nel raccontare al bambino eventi falsi, nell’urlare contro il genitore bersaglio in presenza del bambino ecc.

Perché un genitore tenterebbe di alienare l’altro

Qualche mese fa il quotidiano svizzero “Le Temps” ha riportato un’intervista allo psicologo e autore francese Jean-Pierre Cambefort il quale, innanzitutto, precisa che – a suo dire – la PAS (Sindrome da Alienazione Genitoriale) sarebbe ancora poco riconosciuta nell’area sud dell’Europa per motivi di sacralizzazione della figura materna. Secondo Cambefort, il genitore alienante soffrirebbe di un profondo disturbo psichico, di un grave senso di abbandono, anche se potrebbe apparire in forma. Anche quando il genitore alienante è colui che lascia il coniuge, rimarrebbe inconsciamente dipendente dalla sua approvazione, avrebbe paura di riuscire ad essere felice senza di lui. In poche parole, il genitore alienante tenterebbe di annientare il genitore bersaglio utilizzando il figlio come strumento. Secondo Cambefort, 3 casi di alienazione su 4 sarebbero opera della madre, con conseguenze impressionanti (tanto per il genitore bersaglio che per i bambini) che la magistratura dovrebbe sempre più riconoscere.

L’identikit del presunto genitore alienante

La psicanalista francese Valérie Bisogno, in un articolo dello scorso gennaio, ha fatto luce su come si potrebbe riconoscere un presunto genitore alienante. Generalmente si tratterebbe di quello che in Italia viene definito genitore collocatario, ovvero del genitore con cui vive prevalentemente il bambino. Si tratterebbe di una persona che ama porsi in una posizione dominante, sarebbe bugiarda, aggressiva ed opererebbe sistematicamente per rovinare il genitore bersaglio. Nelle situazioni più lievi gli incontri tra il figlio e l’altro genitore non verrebbero ostacolati, tuttavia il figlio mostrerebbe i primi sintomi di insoddisfazione. I problemi crescerebbero se il figlio dovesse percepisce chiaramente l’odio del genitore alienante nei confronti del genitore bersaglio fino ad arrivare al punto in cui gli incontri con quest’ultimo diventerebbero sostanzialmente impossibili. La relazione emotiva tra il figlio e il genitore bersaglio diventerebbe patologica e risulterebbe irreparabilmente danneggiata.

L’identikit del presunto bambino alienato

A seguito di una manipolazione psichica, secondo la dottoressa Bisogno, il bambino comincerebbe a denigrare il genitore bersaglio utilizzando espressioni esagerate e a disprezzarlo per ragioni incoerenti. Le idee del bambino si adeguerebbero a quelle del genitore alienante perché quest’ultimo lo influenzerebbe in modalità subdola e insidiosa. Il bambino comincerebbe a soffrire di disturbi del sonno, ad andare male a scuola e, una volta adulto, potrebbe diventare a sua volta un genitore alienante. L’ascolto del bambino, secondo la dottoressa Bisogno, potrebbe consentirgli di manifestare i suoi sentimenti e di avviarsi gradualmente ad un ritorno alla realtà.

 

Lo scorso febbraio, presso il Parlamento europeo, si è tenuta un’importante conferenza a tema Alienazione Genitoriale, organizzata dal Prof. Klaus Buchner (ÖDP – Gruppo Verdi); vi hanno partecipato numerosi studiosi e studiose del fenomeno. Al contempo, in Australia, il Consiglio della Contea di Clare, così come altre 13 Autorità locali, ha presentato una mozione indirizzata al Governo e finalizzata a considerare l’Alienazione Parentale una forma di abuso sui minori. Il Consiglio ha chiesto ai vari Dipartimenti interessati (Salute, Giustizia ecc.) di riconoscere formalmente l’Alienazione Parentale e di renderla un reato punibile dalla legge.

 

 

 

 

 

 


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