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Diritto di visita on line: unico rimedio per separati o divorziati al tempo del Covid19

Diritti del Cittadini

La difficile situazione che stiamo vivendo a causa della pandemia del coronavirus, è ancora più marcata se si parla a riguardo di genitori che sono in fase di procedimenti di separazioni o divorzi, costretti fino a poco fa a vedere i propri figli in spazi neutri. A causa della pandemia, l’impossibilità di raggiungere questi spazi neutri li costringerà piuttosto a vedere i figli solo in videochiamata.

Innanzitutto cos’è lo Spazio neutro? 

Lo spazio neutro è un servizio che si attiva solo a seguito di un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria, a seguito di situazioni conflittuali tra coniugi, condanne a seguito di denuncia per maltrattamenti in famiglia, abusi o violenze, ordini restrittivi verso uno dei due ex coniugi, o addirittura a seguito di procedimenti penali in corso. Il servizio si prefigge l’obiettivo di favorire e sostenere la continuità della relazione tra il bambino e i suoi genitori. Inoltre, si vuole far recuperare, o meglio mantenere e migliorare, la relazione parentale, sostenendo le proprie capacità genitoriali recuperabili attraverso percorsi individualizzati, nel rispetto dei bisogni del minore, quando il conflitto tra i genitori o in base ad altre situazioni compromettono il rapporto tra genitori e figli.

Come avviene l’incontro in spazi neutri 

Di solito il Comune o la circoscrizione d’appartenenza attivano all’interno del proprio territorio di appartenenza, mediante associazioni esperte nel settore, locali a disposizione dei genitori per gli incontri dei figli. Questi ambienti devono essere “neutrali” rispetto al conflitto dei genitori. Si deve trattare di ambienti accoglienti, attrezzati ed organizzati soprattutto con materiale ludico per bambini. L’intenzione è di tutelare in questo modo, il diritto di visita e relazione del minore con il genitore, alla presenza di operatori qualificati.

Normalmente, gli ambienti comprendono delle sale d’osservazione con specchio unidirezionale, muniti di telecamere a circuito chiuso, ma soprattutto con due ingressi, per dare modo ai genitori di non incontrarsi. L’equipe che coadiuva l’incontro è composta di educatori, psicologi, assistenti sociali, questi ultimi sempre in contatto con il Tribunale d’appartenenza che ha aperto la procedura d’intervento.

Cosa si fa all’interno dello Spazio neutro 

Durante questi incontri, il minore, con l’apporto e la collaborazione del genitore, dà spesso sfogo alla fantasia per impiegare il tempo. nel miglior modo possibile. In genere, l’incontro dura un’ora, e le principali attività dell’incontro sono quindi disegni, giochi, puzzle, fiabe ecc.. È indicativo  vedere come il genitore collabora alle attività proposte dal proprio minore. Non si tralascia nulla, perfino i saluti finali hanno la loro importanza, finanche una giusta collaborazione con gli educatori. Attraverso gli educatori, infatti, si possono capire le necessità del bambino. Ad esempio, si potrebbe comprendere cosa possa rassicurare il bambino, magari un giocattolo o semplicemente dei ricordi a lui cari.

Quando è possibile attivare il diritto di visita on line

Il servizio è attivabile ogniqualvolta non possono crearsi le condizioni necessarie per effettuare l’incontro di persona. Una caso tipico è l’attuale pandemia di Covid19, che impedisce al massimo gli spostamenti. A seguito dell’emanazione dell’ordinanza del DPCM denominata #iorestoacasa del 11 marzo 2020, infatti, s’impone in tutto il territorio nazionale Italiano, delle misure restrittive, concernenti la mobilità delle persone. Si è reso necessario quindi, non ostacolando la predetta normativa, la possibilità di trovare metodi alternativi. Una strada utile è quella dell’utilizzo di un telefono smartphone o un tablet, mediante appositi programmi, quali ad esempio Whatsapp o Skype, in grado di effettuare una videochiamata.

Senza dubbio la videochiamata è il mezzo più coinvolgente rispetto alla semplice telefonata, poiché consente una maggiore interazione, e permette perfino cogliere particolari visivi della forma di comunicazione. Certo è che per quanto possibile, tale forma di visita rimane applicabile in via sostitutiva o impeditiva a quella fisica. Va considerata, dunque, come strumento integrativo a supporto dei veri incontri.

In questi momenti di difficoltà, tuttavia, bisogna avere buon senso e responsabilità. È molto importante collaborare tra coniugi e cercare, in modo costruttivo, il bene primario dei propri figli, i quali di certo vivono questo momento con particolare disagio. Sono proprio tali situazioni che danno il vero e proprio senso di famiglia.

In questi giorni viene usato molto questo mezzo di comunicazione telematico, anche per sopperire agli stati d’ansia, del tutto comprensibili. La paura delle malattie in generale, è intrinseca nell’uomo da sempre e specialmente in questo caso in cui, il coronavirus sta letteralmente stravolgendo la nostra vita quotidiana, i nostri progetti e le nostre relazioni. Anche il carico d’informazioni proveniente dai media, spesso contraddittorio, e il vorticoso flusso di notizie su social aumentano tali sentimenti. Una semplice regola da seguire, è quella di tenere in considerazione esclusivamente le comunicazioni ufficiali e i mezzi d’informazione autorevoli, perché l’informazione corretta e da forti autorevoli aiuta a contenere la paura.

L’intervento dello psicologo 

Ad ogni modo, può essere d’aiuto parlarne con uno psicologo se si sente crescere l’ansia. Si tratta di un consiglio pratico e semplice, che qualsiasi genitore può quantomeno tenere in considerazione. Risulta comprensibile che, in alcuni momenti un figlio si rifiuti di parlare con un genitore che vede o addirittura sente poco. Per un bambino è difficile dare un significato alla separazione dei genitori, per questo è fondamentale la presenza di adulti che, con amorevolezza e gentilezza, lo accompagnino in questa difficile fase di cambiamento. Le videochiamate ove possibile, devono essere finalizzate a far crescere il senso di presenza vera e propria, nella vita del minore, facendoli capire, quanto più possibile, che anche in questi momenti difficili i genitori gli sono vicino.

È fondamentale assicurarsi che il minore stia bene, che il genitore collocatario, come stabilito dall’ordinanza dell’Autorità giudiziaria, ottemperi a tutte le esigenze che il bambino richiede. Non serve invece sapere tramite la videochiamata cosa succede nell’altra casa. Il bambino non deve essere il mezzo per scopi diversi dal contatto, e tantomeno costretto a stare attaccato al cellulare. Va però fatta lui capire l’importanza della tecnologia come strumento che garantisce la vicinanza del genitore, temporaneamente lontano. Anche questo tipo di comunicazione rende le relazioni virtuali alquanto profonde e dare quella continuità affettiva fondamentale per uno sviluppo equilibrato del bambino o dell’adolescente.

Tutto questo significa che, soprattutto quando sono piccoli e non hanno un telefono proprio, il genitore deve fare da tramite, senza trovare scuse per impedire al figlio di parlare con l’altro genitore o limitarne le chiamate.

Marcello Marcone


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