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La Commissione Europea salva l’UE con la “Next Generation”

Economia e Finanza

Di Luigi Benigno

La Commissione europea adotta una misura di sostegno quasi insperata, a causa delle resistenze messe in campo da Paesi Bassi, Austria, Danimarca e Svezia.

Questa importante misura per un importo di 750 milioni di euro va ad aggiungersi alle altre misure messe in campo Sure, Mes, Bei e Bce, con un intervento complessivo di circa 3000 miliardi di euro. Bisognerà capire come i 1.100 miliardi previsti per il prossimo bilancio pluriennale saranno distribuiti tra il  2021-2027; come saranno resi disponibili e soprattutto quando gli importi previsti con le altre misure.

Diventa cruciale adesso la tempestività della disponibilità dei fondi.

Il recovery fund, ribattezzato dalla Commissione europea Next Generation Eu metterà in campo 750 miliardi, di cui 250 prestiti e 500 sovvenzioni (a fondo perduto).

Le diverse misure previste dal nuovo strumento sono

– Recovery and Resilience Facility (RRF), circa 560 miliardi che saranno ripartiti tra sovvenzioni e prestiti e legati alla realizzazione di riforme; uniche condizionalità poste.

– React-Eu: 55 miliardi veicolati attraverso la politica di coesione verso i territori più colpiti dalla crisi;

– Un fondo da 40 miliardi a sostegno dei territori più in difficoltà nell’affrontare la transizione ecologica;

– Fondo agricolo per lo sviluppo rurale: dotazione supplementare di 15 miliardi per azioni in linea con il Green deal;

– Solvency Support Instrument: 31 miliardi che potrebbero mobilitarne oltre 300 per sostenere, già a partire da quest’anno, le aziende sane prima della crisi;

– InvestEU (ex Piano Juncker): dotazione aggiuntiva di 15,3 miliardi affinché, insieme alla Strategic Investment Facility, possa mobilitare 150 miliardi d’investimenti;

– Eu4healt: nuovo programma europeo per la sanità dotato di 9,4 miliardi;

– RescuEu: rafforzamento della protezione civile europea;

– Horizon Europe: 11 miliardi di dotazione aggiuntiva per sostenere la ricerca in Europa;

– Azione esterna: dotazione aggiuntiva di 16,5 miliardi per interventi nei Paesi vicini, soprattutto nei Balcani.

Si spera che i negoziati siano rapidi al fine di rendere effettivi gli interventi adottati prima dell’ulteriore aggravarsi della crisi economica, per arginare la recessione in atto con una decisa inversione di rotta.


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