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“Le guardie civiche? Inaccettabili. Vanno bene per il Venezuela”

Politica italiana

Carlo Calenda sulla situazione attuale: “Vi è chiaro cosa è successo nel weekend?”

E’ di fuoco la polemica sulla figura degli “assistenti civici” e dopo quello di Achille Serra, l’intervento del leader di Azione non poteva mancare.

“Vi è chiaro- dice il politico in un video – che il commissario Arcuri ha fatto una dichiarazione dicendo ‘con i tamponi e i reagenti per i tamponi non deve succedere quello che è successo con le mascherine’, come se parlasse con un suo amico immaginario, perchè quello che è successo sulle mascherine è responsabilità sua. Ma soprattutto vi è chiaro che il ministro Boccia, quello che non riesce a spendere i fondi europei senza cofinanziamento, che ci sono stati dati dal primo giorno della crisi, dal primo giorno della crisi, ci dice che assumerà 60 mila guardie civiche per controllare i comportamenti degli italiani? Guardie civiche…”.

Ma chi sono gli assistenti civici?  Cittadini che dovranno vigilare sul rispetto delle misure di distanziamento da parte degli italiani.

“Come possiamo pensare che 60mila persone, senza arte né parte e formate chissà come, con un bando che arriverà persino in ritardo, si mettano a girare per l’Italia a dire agli italiani cosa devono fare sulla base di norme di cui nessuno capisce nulla”, afferma ancora.

“Pensiamo sia giusto, lecito, normale che un paese democratico assuma 60mila persone che non hanno nessuna esperienza e che non sono forze dell’ordine per vigilare sul comportamento degli italiani? Questi 3 buffoni, perché di 3 buffoni si tratta, non fanno il loro lavoro. Dicono agli italiani cosa devono fare e lo dicono con tono paternalistico e a tratti severo. Io mi sono stancato parecchio”.

E infine: “questa cosa della guardia civica non può accadere. Deve accadere che ministri e commissari facciano il loro lavoro”.

  • Carlo Calenda è l’attuale leader di Azione, è sulle scene politiche da anni. Ex Viceministro dello sviluppo economico nei governi Letta e Renzi, è stato rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione europea nel 2016 e poi ministro dello sviluppo economico nei governi Renzi e Gentiloni.

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