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Donazione degli organi, avanti con il consenso informato“l’italia segua l’esempio inglese”

Lombardia

 

Il presidente Giuseppe Vanacore: “Riprendere il percorso iniziato dal ministro Giulia Grillo”

MILANO – “La notizia del 18enne di Milano salvato grazie a un doppio trapianto di polmoni ha riportato al centro dell’attenzione un tema cruciale, quello delle donazioni. È giunto il momento che il governo italiano riprenda in mano il tema della donazione degli organi e approvi il regolamento necessario all’entrata in vigore del cosiddetto consenso informato. In questo modo potremo accrescere le speranze di chi attende un organo per il trapianto. Ridurre drasticamente le liste delle oltre 8mila persone che sono in attesa di un trapianto per tornare a condurre una vita il più possibile normale è sicuramente possibile. L’iter legislativo avviato dall’ex ministra della Salute Giulia Grillo si era rallentato anche a causa del coronavirus, ma ora bisogna accelerare”.

Giuseppe Vanacore, presidente di Aned Onlus – L’Associazione nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianti, accende così un riflettore sul tema della donazione degli organi e lo fa a pochi giorni dall’entrata in vigore in Inghilterra di una norma sul silenzio assenso. Una legge, cioè, che considera ogni persona come un donatore consensuale se non ha esercitato in vita – benché informato – il diritto di disporre diversamente.

“Non è quanto avviene al momento in Italia – spiega Vanacore – dove i cittadini devono dichiarare preventivamente la loro posizione favorevole. Si sono fatti molti passi avanti con le dichiarazioni, ancora troppo sono i mancati trapianti per l’opposizione postuma dei parenti. In molti casi sicuramente non in linea con quanto avrebbe disposto in vita l’interessato. Un limite che non aiuta a ridurre le liste d’attesa e che determina la perdita di tante vite umane che sarebbero state salvate con il trapianto”. 

Secondo i dati del Centro Nazionale Trapianti, aggiornati a fine febbraio 2020, attualmente in Italia solo 7,3 milioni di italiani hanno comunicato la propria posizione al Sistema informativo del Ministero della Salute: 5,6 milioni si sono dichiarati favorevoli, mentre 1,7 milioni contrari

“Ciò che preoccupa maggiormente – sottolinea il Segretario Generale dell’Associazione ANED, Emilio Mercanti – è l’incremento del numero di opposizioni alla donazione che si registra in rianimazione, che nel 2019 ha superato quota 31% ad opera dei familiari. Un diritto ad opporsi che non deve essere negato ma che va necessariamente registrato in vita e la cui incidenza verrebbe naturalmente ridimensionata, considerato però l’alto valore umano e di capacità di generare nuova vita del trapianto.  

 


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