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Emergenza Covid-19 e spostamenti interregionali nell’agenda Governo-Regioni

Cronaca

 

On line il monitoraggio delle ordinanze regionali e dei provvedimenti del Governo

Al centro dell’agenda del confronto Governo-Regioni cìè ora il tema degli spostamenti interregionali. “Con la prossima settimana ci avviamo a una sfida sarà ancora più importante perché sarà liberalizzata la mobilita tra regioni e anche quella internazionale. Questo richiederà una capacità ancora più attenta di monitorare e rispondere a focolai”, ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, durante l’audizione in Commissione Bilancio della Camera,

Secondo Alessio D’Amato, assessore alla sanità del Lazio, “Ci sono troppe pressioni, anche sul Comitato tecnico scientifico. Se servirà, prenderemo delle contromisure. Non accetteremo forzature”. “Voi pensate – rimarca in un colloquio con il Messaggero – che, se ci sarà il via libera agli spostamenti interregionali, tutti i milanesi andranno solo in Sardegna? Sapete quanti treni ci sono ogni giorno tra Roma e Milano? Io spero che ci sia grande scrupolo nel prendere le decisioni, vedo troppe pressioni”.  D’Amato non nasconde qualche preoccupazione per un liberi tutti che penalizzi i territori in cui, almeno per ora, la circolazione del virus è stata sotto il livello di guardia. Pensa che in Lombardia e in Piemonte i confini debbano restare chiusi anche dopo il 3 giugno? “Lo dico con grande chiarezza – afferma – ci siamo dati un metodo, si deve decidere sulla base di una serie di indicatori, sui numeri. Se le decisioni saranno prese su riscontri scientifici, non avremo nulla da eccepire. Se invece si cederà a delle pressioni di tipo politico, prenderemo delle contromisure”.

“Io sono totalmente contrario ai passaporti sanitari, sarebbero ingestibili: non si capisce chi  dovrebbe farli, come, quando e in che modo. Bisogna lavorare tutti insieme, siamo un unico Paese e bisogna evitare accuse e  controaccuse”, afferma, a ‘Mattino5’, il Presidente della Regione Emilia-Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini secondo il quale  passaporti sanitari sono “inutili e impossibili da realizzare”.

Certamente occorrerà cautela :”Milano è la seconda città della Puglia”, quindi “è impensabile interrompere questo canale che ci lega”, ha detto il Presidente della Puglia, Michele Emiliano durante un collegamento a La Vita in diretta su Rai Uno, in merito alle polemiche sulle riaperture delle regioni innescate dalla proposta della Regione Sardegna di istituire un passaporto sanitario. “E’ chiaro – ha proseguito Emiliano – che se ci sono situazioni epidemiologiche a rischio, il governo centrale può intervenire prevedendo l’istituzione di zone rosse. Ma, ad oggi, non mi sembra ci siano i presupposti”. “Le Regioni – ha aggiunto – non hanno nessun potere per imporre restrizioni alla mobilità delle persone. Io mi sento italiano, parte di una bellissima comunità. Durante l’emergenza coronavirus abbiamo accolto e curato nei nostri ospedali molti lombardi ma facciamo sempre così, accogliamo tutti, è nella nostra indole. E’ chiaro che bisogna farlo in sicurezza”.

A Timeline, su Sky TG24, il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas commentando le parole del ministro Boccia sull’incostituzionalità del passaporto sanitario per gli spostamenti tra Regioni, ha sottolineato che ‘Non è un tema di libera circolazione delle persone, qui il tema è trovare un bilanciamento virtuoso tra  valori e interessi costituzionalmente garantiti a partire dalla tutela della salute pubblica. Non sto limitando la circolazione delle persone, sto semplicemente evitando che quelle persone che devono, per la loro condizione di positività, avere assistenza domiciliare o ospedaliera e cure, non arrivino in un conteso come quello sardo, nel quale il grande assembramento di milioni di persone che si muovono per ragioni turistiche possa determinare un pericolo per la salute pubblica”. “E’veramente incredibile che si parli di incostituzionalità di una richiesta di carattere sanitario rispetto a mesi nei quali la gente è stata costretta a  restare a casa sempre con la stessa Costituzione, – prosegue Salinas – senza invocare alcuna violazione, addirittura comprimendo libertà costituzionalmente garantite con atti amministrativi”. Naturalmente ”Va trovata una soluzione di sistema con una collaborazione tra lo Stato e le Regioni- ha aggiunto Solinas-, è per questo che da giorni chiediamo allo Stato e al Governo di consentire a tutti i cittadini italiani di poter fare con semplicità un test che dia la possibilità di certificare il proprio stato nel laboratorio più vicino a casa, in una farmacia o presso il proprio medico di famiglia. Non è una richiesta strampalata della Regione Sardegna ma avviene a livello internazionale. Ci dicano il Governo e l’autorità sanitaria nazionale quali test ritengono validi”.

L’Emilia-Romagna ‘tifa’ per una apertura generalizzata il 3 giugno e si dice pronta ad accogliere turisti da ogni parte d’Italia. “Questa regione e’ pronta ad accogliere a braccia aperte tutti i turisti da ogni regione, avendo fatto della propria ospitalita’ una bandiera. Da sempre”, sottolinea il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale,Davide Baruffi. “Tutti noi, a partire proprio dell’Emilia-Romagna e dalla riviera romagnola, auspichiamo che le persone possano tornare a spostarsi liberamente, ancorche’ in sicurezza. Sarebbe il segno che l’epidemia continua a perdere terreno”, sottolinea Baruffi in una nota. In Emilia-Romagna, ricorda il sottosegretario, “abbiamo fatto enormi sacrifici per contenere il contagio, a Rimini in particolare. E se oggi i nostri numeri sono incoraggianti, anche in questa provincia prima in difficolta’, lo dobbiamo alle scelte fatte insieme ai sindaci e al comportamento responsabile dei nostri cittadini. I nostri operatori economici, poi, hanno condiviso con noi protocolli molto importanti per poter accogliere in sicurezza tutti i turisti. E siamo anche attenti, perche’ non vogliamo ripiombare indietro, vanificando tutto quanto”. Da domani, afferma poi Baruffi, “ci confronteremo col Governo e con le altre Regioni sui nuovi dati, rispetto ai parametri epidemiologici che insieme ci siamo dati -senza distinzione di colore politico- e insieme decideremo per il meglio. Evitiamo in ogni caso appelli alla ‘disobbedienza civile’. In un tempo ancora segnato dall’epidemia, un sindaco deve avere almeno lo stesso senso di responsabilita’ che stanno dimostrando i cittadini”.

“Sono convinto che si debba ripartire insieme. Del resto, non e’ che il virus si fermi a Sirmione o a Peschiera…”. Lo dice al Corriere della Sera il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, in merito alle polemiche sugli spostamenti tra le regioni. “I test ci servono per fare i piani di sanita’ pubblica. Pero’, sono una fotografia che vale nel momento in cui viene scattata. Secondo gli esperti, i tamponi rilevano la positivita’ dopo 7 giorni dal contagio: io posso essere negativo al momento della prova e ammalarmi tre giorni dopo”, spiega Zaia, che conferma che dal 3 giugno i lombardi potranno entrare in Veneto, “ma comprendo le ansie di Solinas. Parlare e’ facile ma una responsabilita’ non si prende alla leggera. Pero’, nessuno puo’ uscirne come un untore. Mi metto nei panni di un lombardo, non troverei corretto che qualcuno mi trattasse da agente di contagio”.Secondo Zaia “Non aprire a macchia di leopardo”, ma farlo “tutti insieme” perche’ c’e’ bisogno di recuperare e accelerare anche sugli spostamenti tra regioni. “Spero che si possa aprire tutti insieme- dice  Zaia, incontrando oggi la stampa- anche a livello europeo”. Poi, ammette, “capisco la preoccupazione di qualche collega che per istinto materno” e’ portato a voler evidenziare con barriere che restano che “il mio nido, la mia regione è più pulita di qualche altra”, ma per Zaia le Regioni devono aprire tutte assieme anche perche’ c’e’ la necessita’ di aumentare gli spostamenti, dice con il pensiero rivolto a “congiunti divisi da tre mesi”, ma anche ai “parecchi ragazzi” che raccontano al presidente del Veneto che hanno la fidanzata in citta’, come Milano, dove non possono andare. Quanto invece all’ipotesi di riaprire tutto in termini di attivita’, Zaia raccomanda “gradualità e responsabilità”

“Confidiamo che dal 3 giugno i confini della nostra regione possano riaprirsi all’Italia e al mondo”. Lo ha  detto il presidente del Piemonte Alberto Cirio, nel corso della conferenza stampa in svolgimento alla Reggia di Venaria per  presentare il Piano della regione a supporto del settore del turismo. “Con grande soddisfazione, secondo i dati che ci sono stati forniti – ha spiegato Cirio – possiamo dire che i dati, i parametri di  valutazione e riferimento di attenzione per quanto riguarda il virus, sono ampiamente all’interno delle soglie previste. Per questo noi confidiamo che dal 3 giugno i confini della nostra regione possano riaprirsi al resto d’Italia e del mondo”.

“La mia Sicilia ad agosto sara’ una regione a turismo speciale. Ovvio che saremo più penalizzati di altre regioni e pagheremo un conto di questa pandemia più  salato rispetto agli altri, visto il boom di prenotazioni che attendevamo. Ma ce la faremo comunque, puntando su un turismo piu’ autoctono, sui siciliani che tornano a casa dalle altre regioni. Sperando che ci siano le condizioni per accogliere anche gli altri, ovviamente”. A dirlo in un’intervista a “7” del Corriere della Sera è il Presidente della Sicilia, Nello Musumeci.

Secondo Jole Santelli, presidente della Regione Calabria (a “Un Giorno da Pecora” su Radio Rai1) “Si possono chiudere zone dove ci sono focolai, ma è folle chiudere le regioni. Abbiamo imparato a convivere con il virus e credo si sia depotenziato: secondo me estate sarà serena””. Lo ha detto J. Parlando della volontà di Musumeci e Solinas di istituire un passaporto sanitario, Santelli dice che “”i test noi li abbiamo già provati e non si possono fare””. E spiega: “”facciamo il tampone e ci vuole 1 giorno e mezzo per risultato, e poi la persona prende il taxi e si infetta e diventa positiva””. Poi aggiunge “”ognuno ha la sua politica. Io penso che i controlli vadano fatti in partenza e non in arrivo. Spero che il ministero li faccia””.
In diretta  streaming via social il presidente della Regione Campania, Vincenzo De  Luca, sottolinea che “Non abbiamo ancora un criterio semplice  che consenta di attivare la mobilità interregionale. Ci auguriamo che il Governo faccia scelte ragionevoli per evitare la  moltiplicazione dei focolai in tutta Italia”. Per De Luca “e’ ragionevole che un territorio con  moltissimi contagiati abbia ancora delle limitazioni”. “Noi siamo il  Paese dove le questioni di merito, anche le piu’ semplici basate su  criteri oggettivi, diventano battaglia ideologiche”, conclude.


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