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Le misure di contenimento imposte dal governo hanno prodotto un azzeramento delle entrate fiscali

Economia e Finanza

di Luigi Benigno

Il Ministero dell’economia e delle finanze ha registrato nel mese di maggio 2020 il un fabbisogno per lo Stato di 25,5 miliardi di euro

Nel mese di maggio 2020 il saldo del settore statale si è chiuso, in via provvisoria, con un fabbisogno di 25,5 miliardi di euro, in peggioramento di circa 24,5 miliardi rispetto al risultato del corrispondente mese dello scorso anno (949 milioni). Il fabbisogno dei primi cinque mesi dell’anno in corso è pari a circa 74,4 miliardi, in aumento di circa 41,8 miliardi rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2019. Sul sito del Dipartimento della Ragioneria del Dipartimento del Tesoro è possibile reperire i dati dettagliati.

Nel confronto con il corrispondente mese del 2019, il saldo ha risentito della forte contrazione degli incassi fiscali, sulla quale ha inciso il prorogarsi delle sospensioni dei versamenti tributari e contributivi disposte dai provvedimenti legislativi emanati al fine di contenere l’emergenza Covid-19.

Dal lato della spesa si segnalano i maggiori prelievi dell’INPS per l’erogazione delle indennità previste dal “decreto Cura Italia” e i maggiori trasferimenti alla Protezione Civile per sostenere le misure legate al contenimento dell’emergenza.

La spesa per interessi sui titoli di Stato presenta una leggera riduzione di circa 300 milioni.

La drastica riduzione delle entrate fiscali comporta la necessità di riduzione degli impieghi per garantire i servizi pubblici, gli stipendi, il welfare.

Il governo sembra a corto di idee. Dopo gli annunci delle misure nazionali e comunitarie sembra sia calato il sipario. Purtroppo il tempo che trascorre invano non fa presagire nulla di buono; procrastinare le misure di “distanziamento sociale” impedisce oggi di protestare nelle piazze ma non di certo impedirà il malcontento sociale che, come una bomba ad orologeria, potrebbe sfociare in una rivolta sociale.


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