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Medio Oriente:sostenere economia palestinese significa lavorare per pace

Estero

 

Maeci
 

“Migliorare le condizioni dell’economia palestinese significa investire nella pace e nella stabilità, anche se oggi purtroppo si assiste a un deterioramento della situazione che potrebbe mettere completamente in discussione gli Accordi di Oslo”. Lo ha dichiarato la Vice Ministra degli Affari Esteri Marina Sereni intervenendo alla video riunione dell’Ad Hoc Liaison Committee, nato nel 1993 dall’Accordo di Washington con l’obiettivo di portare allo stesso tavolo americani, israeliani, palestinesi, oltre ai principali attori e organizzazioni internazionali.

“L’Italia – ha spiegato la Vice Ministra – è preoccupata dalla prospettiva di annessioni unilaterali da parte israeliana di porzioni della Cisgiordania e della Valle del Giordano. Se attuato, tale piano metterebbe seriamente a rischio ogni possibilità di ripresa dei colloqui di pace diretti. Al tempo stesso, abbiamo anche preso atto con preoccupazione della decisione dell’Autorità Palestinese di porre fine a tutti gli accordi con Israele e Stati Uniti, inclusi quelli nel settore della sicurezza”.

“L’Italia rimane convinta – ha proseguito Sereni – che l’unica soluzione in grado di garantire pace e sviluppo in Medio Oriente sia quella dei due Stati, negoziata direttamente dalle Parti. L’Italia è partner di lunga data della Palestina e, anche alla luce dell’emergenza Covid-19, quest’anno prevediamo di impegnare oltre 25 milioni di euro a favore dei palestinesi che vivono in Palestina e nei Paesi vicini, con circa 9 milioni di euro destinati a rafforzare i servizi sanitari. Inoltre, è in approvazione un contributo di 8 milioni di euro alla Banca mondiale per la costruzione dell’impianto di dissalazione dell’acqua a Gaza. Tutto questo per favorire una crescita economica palestinese sostenibile e meno dipendente dal sostegno esterno, spianando la strada a un futuro Stato democratico, contiguo e indipendente, che viva fianco a fianco – ha concluso la Vice Ministra – con uno Stato di Israele sicuro e protetto”.

La riunione odierna del Comitato, co-presieduta dall’Alto Rappresentante UE Josep Borrell e dalla Ministra degli Esteri norvegese Ine Eriksen Søreide, ha visto la partecipazione del premier Mohammad Shtayyeh, mentre per Israele ha parlato Yuval Rotem, Segretario Generale del Ministero degli Esteri.


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