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Triggiano, Giuseppe e la sua passione: “voglio fare il professore di mandala nel Centro Mediasan”  

Puglia

di  Myriam Di Gemma 

TRIGGIANO – Giuseppe ha imparato a fare i mandala in un corso di informatica all’Ipsia di Palese, tre anni fa. E da allora, è diventata la sua passione.

“Amo i mandala – dice Giuseppe – perché quando li coloro, mi rasserena. Amo la vita, amo la mia famiglia e amo gli amici. Sono un  ragazzo davvero felice”.

E’ la testimonianza di un ragazzo speciale, che ha 39 anni, ma come ben vedete nella foto, sembra che ne abbia 19.

Ma Giuseppe durante la quarantena, è stato sempre in casa con la mamma, perché il centro diurno socio educativo riabilitativo “Mediasan” di Triggiano era chiuso.

La mamma Rachele ci racconta come  ha trascorso i giorni del lockdown: “Le giornate erano sempre impegnative: Giuseppe non si è mai annoiato. Innanzitutto, la mattina facevamo le pulizie in casa, poi in cucina, abbiamo realizzato tante ricette. Abbiamo preparato la pasta fatta a mano, poi focaccia, panzerotti, pizze, panbrioche, e tanti dolci. Giuseppe ha sempre aiutato, sempre propositivo e solare”. Il  centro diurno dava anche compiti “manuali” da fare in casa come la scarcella per Pasqua.

Il programma della giornata, continuava nel pomeriggio con attività fisica sul tapis roulant, e poi le ore sul PC per i suoi mandala.

Ma durante le serate, sempre un buon film.

In queste serate, Giuseppe si è affezionato a “La Cattedrale del Mare” ed in particolare all’attore protagonista Amau Estanyol. “Mi piace Amau – spiega Giuseppe –  perché ha saputo riscattarsi da un’infanzia difficile”.

Tra i film di animazione Disney, preferisce “Il Re Leone”.

Ma Giuseppe durante la quarantena non ha smesso di videochiamarsi con i suoi amici del centro diurno.

“Mi sono mancati – racconta –  i miei amici Fernando, Francesco, Nicola, Michele, Veta, Agnese e Veronica, la mia amica per sempre.”

Veronica è un’educatrice ma è entrata nel cuore di Giuseppe come amica, quando lei  gli regalò un mandala bellissimo per il suo compleanno.

Ma anche la direttrice del centro diurno, Rosanna Carella e il suo staff (Teo, Giuliana, Claudia, Franca, Anna, Rosanna, Angela e Gaetano) hanno videochiamato i ragazzi ospiti del centro quotidianamente.

“Il centro diurno Mediasan – precisa la mamma Rachele – è come una seconda casa. La direttrice Rosanna e tutti gli educatori ci mettono davvero amore e passione e dedizione. Trattano gli ospiti come se fossero figli propri. C’è grande attenzione anche dalle istituzioni. Per esempio, fa visita spesso anche Annamaria Campobasso, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Triggiano. Come mamma, posso dire indubbiamente che mio figlio è in mani sicure”.

Nel centro diurno gli ospiti fanno tante attivià manuali, praticano sport e cucinano ricette semplici. Giuseppe ricorda con soddisfazione di aver contribuito a preparare la focaccia e la torta di mele. Ma la parte più bella del racconto di Giuseppe è che lui aiuta un altro ospite del centro, Luca sulla carrozzella.

E’ stupendo osservare come in questi centri, si sviluppi solidarietà tra ospiti. Ma forse Giuseppe, allevato con amore e grande passione dai genitori, ha sviluppato maggiore sensibilità e amore verso gli altri in difficoltà.

“Sì, aiuto Luca – spiega Giuseppe – perché ne aveva bisogno e io lo proteggo quando lo spostiamo sul letto”.

Ma l’amore per i mandala, è così forte che Giuseppe intende proporre alla direttrice Rosanna, di fare il professore e fare lezioni ai suoi amici. “Realizzare i mandala, mi fa stare bene e soprattutto colorarli. Per esempio amo molto il colore blu elettrico. E sto preparando un  regalo speciale alla mia mamma per il suo compleanno”.

Oltre al mandala, Giuseppe ha scritto anche una poesia per la sua mamma. La riportiamo integralmente perché è bellissima: “Cara Mamma, grazie perché sono felice, grazie per esserci stata quando avevo bisogno di te anche per le volte in cui pensavo di no. Grazie per avermi riempito il cuore pieno di sorrisi, abbracci e carezze, per l’immenso amore che mi hai sempre regalato. Grazie di essere la mia cucciola”.


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