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Il disordine della liberta’

Politica

In questi tempi d’incertezza sanitaria e di pochezza politica, si confonde, spesso, e non sempre a caso, “Libertà”, con “Disordine”. I due termini, neppure in apparenza, hanno aspetti comuni tali da farli confondere. Sempre che non si voglia, scientemente, farlo. Anche se il “disordine” è figlio dell’incertezza dei tempi; come quelli che, da mesi, stiamo vivendo.

La “Libertà”, individuale e collettiva, è regolata da norme di vita che nascono da una logica generale. Il “disordine” è tutto l’opposto e, se s’insinua con la “libertà”, allora ne deriva il caos; con tutte le sfumature più negative che possono far parte della natura umana. Meglio, di conseguenza, conservare una netta distinzione tra i due termini che, comunque, non hanno nulla in comune. Le differenze, invece, sono molteplici e d’agevole individuazione. Basta essere nello spirito di farlo.

Da noi, il confine tra “libertà” e “disordine” s’è fatto complesso. Questa Pandemia ha contorto il nostro fronte sociale e non solo quello. Quando le esigenze non hanno più limiti circoscritti e la “Libertà” sconfina nel “Disordine”, con rischio anche per altri, allora ci sono principi da rivedere e situazioni da modificare; forse, anche di natura politica. Ben sapendo che non sarà facile. Ma di necessità è opportuno fare virtù. Anche perché, purtroppo, sotto questo profilo tutto il mondo è paese e l’Italia si trova in un periodo di particolare fragilità psicologica ed economica.

Come a scrivere, ove non fosse ancora chiaro, che “libertà” e “disordine” non sono in grado coesistere. Non c’è bisogno di particolari analisi per dimostrarlo. Il “disordine” non è mai partorito dalla “democrazia”. Né viceversa. L’esperienza ci ha fatto capire che l’alternativa sarebbe il “caos”. Cioè una sorta di confusione, dai confini incerti, che ci porterebbe a perdere ciò che ci siamo conquistati e con parecchie rinunce e che già stiamo perdendo per un morbo che viene da lontano. Quando l’incubo del Coronavirus scomparirà, sarà meglio non dimenticarci di questi tempi dove la libertà dei singoli è stata subordinata per la sopravvivenza di molti.

Giorgio Brignola

 


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