fbpx

Indietro non si torna  

Politica

Mentre la curva pandemica sembra scendere e la letalità virale è in diminuzione, l’instabilità politica nazionale resta una concausa della nostra realtà economico/sociale; ma non solo di quella. Da noi, tanto per evitare facili conclusioni, la politica rappresenta un vincolo per l’economia. Non ci sono scelte: o si trovano delle intese sostanziali o non se ne esce.

La parola”fine” fa paura proprio perché potrebbe mutare i rapporti tra i partiti che, per mesi, sono rimasti in “quarantena”. Da noi, la gestione politica è un “affare” di tutto rispetto e, se l’equità fosse meno formale, anche di prestigio per il Paese. Invece, siamo alle solite. L’economia langue e l’Esecutivo si barcamena. Ma, effettivamente, d’intese differenti non ce ne sono molte. Anche perché questa Pandemia ha accelerato il depauperamento economico nazionale.

 

Se si riuscirà a far fronte al Coronavirus, per evitare lo sbando, rinnovare non sarebbe, poi, la strada peggiore. E’ che in Italia i “cambiamenti”, purtroppo, sono sempre formali, più che sostanziali. Lo abbiamo vissuto sia in Prima, che in Seconda Repubblica. Ora non c’è molta differenza nella sostanza. Mancando iniziative di progetto, non resta che recuperare quello che è ancora fruibile sul fronte politico nazionale. Anche perché sul poco si può ancora contare. Il difficile, a nostro avviso, è trovare il requisito che consenta una “politica” più flessibile nei confronti di chi la crisi l’ha solo subita.

 

Per stare meglio, non si dovrebbe prendere ad esempio chi sta peggio. Mal comune non è mezzo gaudio. Il benessere, che non è solo un fatto sociale, si ha da conquistare con i mezzi che sono tipici di un Popolo e di un Paese. Senza, necessariamente, sostenere un confronto con gli altri. Per cambiare i partiti, c’è da cambiare gli uomini che li rappresentano. Tutto il resto è solo filosofia spicciola. Così le preoccupazioni per il futuro si accentuano. Quando si tornerà, finalmente, alle urne, potremo anche rivedere alcune nostre posizioni.  E’ da tempo che i nostri politici hanno capito che si dovrebbe cambiare.

 

E’ che, almeno per ora, manca una coesa volontà per superare gli intoppi che potrebbero sorgere da parte di chi non intende perdere uno spazio politico che si basa più sugli uomini che sui partiti che li rappresentano. Poi, imprevisto, il dramma del Covid-19 ha fatto la sua funesta parte. Chi sarà chiamato ad assumere il  governo del Paese, dovrà poterlo fare contando su una “lealtà” parlamentare che ha da essere dimostrata e in un’Italia con un’economia stremata. Il 2021, come abbiamo già scritto, potrebbe essere l’anno della rinascita nazionale; ma su basi assai differenti che per il passato. Si dovrà elaborare una “collaborazione”internazionale.

 

In politica, tutto considerato, l’attesa è prolifica se serve per dare corpo a una scelta accessibile. Le novità, sotto questo profilo, ovviamente non ci sono. Anche perché la “salute” del Paese resta di pertinenza della ricerca scientifica. Quella che, secondo noi, non dovrebbe avere “colore” politico.

 

Giorgio Brignola

 

 

 

 

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE