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La crisi del lavoro  

Diritti del Cittadini

Il 2020, anno della Pandemia, terminerà con una percentuale di disoccupazione non inferiore al 18 %; da aggiungere alla percentuale di chi, purtroppo, non ha mai trovato un lavoro. Anche nel primo semestre del prossimo anno, il valore tenderà a salire. Vedremo se, poi, l’UE saprà ridare fiducia alla produttività nazionale senza esose contropartite.

In sostanza, dietro la percentuale che abbiamo segnalato c’è il declino del nostro Paese. Si scrive, ma non sempre a ragione, che la “colpa” della crisi economica è correlata alla Pandemia che ha coinvolto, tragicamente, anche il nostro Paese.

 Da noi l’occupazione, ufficiale, non è stata mai piena. La percentuale dei senza lavoro ci ha sempre accompagnato. Prima della Crisi politica (2008/2015), i senza lavoro erano il 5,8% della potenziale forza occupazionale nella Penisola. Poi, la percentuale è aumentata. In questo tragico 2020, è previsto un suo calo assai consistente. Come a scrivere che, in ogni caso, la percentuale resterà a due cifre e con effetti negativi sulla vita di parecchie famiglie italiane che, con molto pudore, tentavano di tirare avanti senza indebitarsi più di tanto.

Per investire in produttività sarebbe fondamentale avere la compartecipazione dell’UE. Ora, non solo si sono perduti molti altri posti di lavoro, ma anche le strutture che potevano fornirli. Dall’emigrazione degli uomini, si passerà a quella delle aziende.

  In questo sistema tutto da rivedere, ci sono responsabilità recenti, ma anche remote. Il Coronavirus ha solo accelerato il problema. Ma la politica ha avuto la sua parte e i Governi che si sono succeduti hanno fatto il resto. In economia non ci sono vie di mezzo. I compromessi non reggono più. Lo abbiamo costatato da subito. In pochi mesi, l’indice occupazionale è, progressivamente, calato e la flessione sembra continuare. Anche per la “messa in sicurezza” dei posti di lavoro che hanno un costo elevato. D’illusioni non ce ne facciamo e non siamo intenzionati a prospettarle. La crisi del lavoro resterà una realtà che sopravvivrà al Covid-19.  Meglio essere concreti per evitare di fare un ulteriore “passo indietro”.

Giorgio Brignola


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