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La mano tesa di Conte all’opposizione. Patto della rinascita

Politica

E’ vero che i dati sul numero di contagi “sono incoraggianti” ma il virus c’è ancora. E’ questa la premessa che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte fa nella conferenza stampa nel cortile di Palazzo Chigi nella quale illustra le priorità del governo: riforma della giustizia perchè i tempi dei processi civili e penali sono “inaccettabili”, riforma del fisco perchè da “inefficiente ed iniquo” diventi giusto e capace di assicurare “una reale progressità delle tasse”, investimenti pubblici e privati, sostegno alle imprese e rilancio del Sud.

Sul capitolo giustizia Conte lancia un “appello” alle forze politiche perchè si realizzino i progetti di legge che sono già nelle commissioni parlamentari e aggiunge di voler aprire il “confronto” anche alle opposizioni sul recovery plan, il progetto di utilizzo dei fondi europei per la ricostruzione economica. Conte precisa che i fondi Ue non sono “un tesoretto a disposizione del Governo in carica ma una risorsa per l’intero Paese”. Conte chiede “scusa” per i ritardi nell’erogazione dei sussidi a sostegno di lavoratori e imprese con la promessa di “pagare più velocemente bonus e ammortizzatori sociali”. E poi c’è il capitolo scuola che, dice il premier, “riaprirà sicuramente a settembre con la didattica in presenza” e aule “rinnovate” .

Intanto c’e’ lo scontro sul sistema di voto. Pd, M5s e Leu vogliono accelerare in Commissione Affari costituzionali alla Camera e arrivare al primo passaggio parlamentare del ‘Germanicum’ entro l’estate. E’ un accordo fatto dalla maggioranza gia’ mesi fa, anche se sul proporzionale con soglia di sbarramento al 5% si sono sempre registrate delle fibrillazioni.

Renzi fa intendere di volersi sfilare. “Noi di Iv – scrive nel nuovo libro – potremmo avere tutto l’interesse ad avere un sistema proporzionale ma diciamo che quel che serve all’Italia e’ l’elezione diretta del Capo dello Stato o del premier. Non si puo’ continuare con un sistema di contrattazioni e trattative esagerate. A me di fare un grande proporzionale, un inciucione non convince”. Ed ancora: “Scriviamo le regole insieme. Modifichiamo la Costituzione per consentire ai cittadini di decidere se, come e quando affidare il destino del proprio Paese, esattamente come ogni cinque anni scelgono a chi affidare il destino della propria della citta’ con l’elezione del sindaco. Sarebbe come votare un ‘sindaco d’Italia’ capace di rappresentarci”.

L’elezione diretta del Capo dello Stato o del premier e’ un cavallo di battaglia anche nel centrodestra che fa capire di essere disponibile a quella che Renzi chiama “la grande Riforma”. Anche FI e’ disponibile a sedersi al tavolo ma Lega e Fdi puntano al voto, “e poi gli italiani – taglia corto Salvini – in questo momento si aspettano lo stipendio”. Leu ricorda a Renzi che l’intesa e’ gia’ stata siglata. Sulla stessa lunghezza d’onda pure il Pd: “Renzi – osserva un ‘big’ dem – ha paura dell’asticella del 5% ma quel testo e’ blindato, non si puo’ sottrarre”. Se pero’ Iv dovesse fare un passo indietro per la maggioranza sarebbe un problema, visto che al Senato i numeri restano ballerini.


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