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Lo stato siamo noi

Politica

Alzano Lombardo. Bergamo.

Durante i giorni più neri della crisi Covid-19, nel paese della Val Seriana, duramente colpito insieme ai suoi vicini Nembro e Albino, la presenza costante delle sirene delle ambulanze si accompagnava ad un silenzio irreale. La sensazione era opprimente. Le strade erano deserte, i negozi tutti chiusi, le case per lo più vive ma sbarrate, ancora prima del Lock-down ufficiale dell’8 marzo, giorno in cui buona parte del Nord al mattino si è risvegliato “zona rossa”. La paura del contagio totale ( con buona pace dei complottisti e dei Pappalardi vari) aleggiava nell’aria e faceva sì che i provvedimenti delle autorità, altrove vissuti come opprimenti e lesivi delle libertà, ad Alzano venissero intesi come tardivi ed insufficienti. La presenza della comunità però, dello Stato, era più viva che mai.

Tricolori si affacciano a tutt’oggi dalla quasi totalità dei balconi, messaggi di speranza  e gratitudine nei confronti del personale sanitario e dei soccorritori fanno capolino da molte finestre. I volontari della Protezione Civile, sottolineando la parola VOLONTARI, sono stati onnipresenti in tutti i luoghi dove c’era bisogno di qualcuno che incarnasse lo Stato, la comunità. Qualcuno che desse corpo alle risposte che lo Stato metteva in campo durante l’emergenza. Assistenza, aiuto, sostegno, soccorso…questi e molti altri sono stati i doni di queste persone durante un momento di umana paura. Facile chiudersi in casa e lamentarsi. Meno facile uscire ed agire.

Medici, infermieri, operatori sanitari e tecnici, operatori del 118, forze di polizia ed esercito. A loro il merito di aver compiuto con spirito di abnegazione alle loro funzioni in un momento in cui, ora più che mai, le loro azioni davano corpo allo Stato. Tutti i lavoratori che hanno adempiuto al loro dovere, al loro ruolo, nel periodo nero del contagio, sono lodevoli e meritevoli di encomio. Ma una cassiera, un farmacista, un negoziante…tutti loro danno corpo alla cosiddetta “società civile”. Mentre i sopraddetti medici, poliziotti, operatori del soccorso etc…loro, con la loro funzione pubblica, col loro ruolo istituzionale… nell’emergenza più che mai hanno dato corpo, sangue e fatica allo Stato Italiano. Loro sono stati e sono la Repubblica. Le nomine che il Presidente Sergio Mattarella ha di recente fatto a Cavalieri al Merito della Repubblica Italiana vogliono esprimere proprio questo ( tra loro per esempio Elena Pagliarini, l’infermiera della celeberrima foto di lei accasciata esausta sulla tastiera del computer mentre lavorava in reparto), vogliono dire a tutti : grazie di aver incarnato lo Stato, di aver dato corpo e realtà agli ideali di solidarietà e altruismo che l’Italia da sempre rappresenta in un mondo occidentale ( ed in un Europa, ahi noi..) di cinici burocrati e finanzieri.

Benedetto Croce, celebre filosofo abruzzese attivo nella prima metà del Novecento, scriveva nel 1942 il trattatello “ Perché non possiamo non dirci Cristiani”. Lui da laico liberale metteva al centro della coscienza culturale europea i valori della cultura cristiana. Il detto di Cristo “ama il prossimo tuo come te stesso”, il codice morale  che ha ispirato la nostra cultura giuridica, morale e sociale, è stato appieno vissuto e incarnato da questi eroi. A loro, dalla Valle Seriana, dal Lodigiano e da tutte le zone colpite dal virus subdolo e vigliacco, un grazie di cuore. Ci hanno ricordato che non bisogna solo lamentarsi, ma agire. Come diceva il presidente americano J.F.Kennedy “ non chiederti cosa il tuo paese può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese”…

La speranza è che anche chi ricopre le più alte cariche si ricordi di questo. Che non dei reganti, ma che  rappresentano il popolo, danno corpo alla democrazia, e dovrebbero ispirarsi al bene di tutti, e non ai propri interessi particolari.

Matteo L. Pascucci


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