fbpx

Misure per intercettazioni, ordinamento penitenziario e giustizia, allerta Covid-19

Cronaca

La Conferenza delle Regioni del 21 maggio, che si è svolta in videoconferenza, ha espresso il parere favorevole in sede di Conferenza Stato-Regioni, con le osservazioni contenute nel documento inviato per via telematica al Governo e di seguito qui riportato.
Si tratta delle “misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l’introduzione del sistema di allerta covid-19”.
In particolare per quanto riguarda l’App immuni, la Conferenza delle Regioni evidenzia l’importanza strategica che questo strumento può avere sulle attività sanitarie gestite dalle Regioni, quindi la Conferenza delle Regioni richiede ai Governo di condividere quanto prima tutte le informazioni esistenti e di formalizzare in un documento di “visione strategica” gli obiettivi a breve e a medio/lungo periodo che si intendono perseguire, nonché il funzionamento dell’applicazione e una roadmap delle azioni che dovranno essere messe in atto.
Di seguito il link per scaricare il documento ufficiale della Conferenza.

Posizione sull’articolo 6 – sistema allerta covid 19 – del disegno di conversione in legge del decreto-legge 30 aprile 2020 n. 28, recante 
“misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l’introduzione del sistema di allerta covid-19”

Parere, ai sensi dell’articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281
Punto 6) Conferenza Stato-Regioni

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni.

L’applicazione denominata APP IMMUNI, che dovrà cercare di aiutare a contenere l’epidemia in atto, è stata scelta dal Governo a seguito di apposito avviso pubblico. Dalle informazioni fino ad ora rese disponibili si sa che questa APP dovrebbe trattare dati in forma anonima, ma non si è a conoscenza se essa debba essere destinata a diventare uno strumento di supporto al Dipartimento di prevenzione e finalizzata all’attività di “intervista e reperimento dei contatti dì prossimità”. Si ritiene condivisibile l’adozione di un’unica APP nazionale per il tracciamento dei contatti, anche possibilmente interoperabile a livello europeo in modo da permettere – attraverso le misure di sorveglianza sanitaria – d’interrompere l’eventuale catena di contagi “importati/esportati” da confine a confine.

Restano però ad oggi ancora inevase alcune domande.

Dalle informazioni apprese dal Ministero della Salute l’assistito che volontariamente scaricherà questa APP abiliterà il proprio telefono a far funzionare Immuni, quindi a registrare con il bluetooth gli incontri ravvicinati e, nel caso il soggetto interessato sia trovato positivo al coronavirus SARS-COV-2, riceverà dai servizi di sanità pubblica un codice di sblocco e, se lo digiterà, farà scattare il sistema di notifiche per avvertire la rete delle persone con le quali è entrato in contatto fisico recentemente. I soggetti che riceveranno la notifica saranno avvisati di rivolgersi ai propri medici di medicina generale al fine di avere indicazioni su quali azioni devono essere messe in campo. Una sorta di pre-filtro. Pare non ci siano interazioni di tali procedure con i sistemi regionali e con le diverse strutture e presidi del Servizio Sanitario Regionale.

Stante queste premesse, occorre cercare di intervenire affinché un’applicazione digitale di contact tracing, qualora non opportunamente integrata con i servizi sanitari territoriali, possa diventare un appesantimento tecnico/amministrativo per le strutture sanitarie, senza peraltro raggiungere appieno il suo obiettivo di contribuire alla netta riduzione della pandemia in atto.

Considerata l’importanza strategica che questo strumento può avere sulle attività sanitarie gestite dalle Regioni, la Conferenza richiede ai Governo di condividere quanto prima tutte le informazioni esistenti e di formalizzare in un documento di “visione strategica” gli obiettivi a breve e a medio/lungo periodo che si intendono perseguire, nonché il funzionamento dell’applicazione e una roadmap delle azioni che dovranno essere messe in atto. 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE