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Intervista ad Alfonso Di Rosa, musicista e compositore

Eventi

Intervista effettuata dal nostro redattore della redazione della Lombardia per Il Corriere Nazionale  

Redazione Lombardia – Ollennai 

Intervista per Corriere Nazionale (www.corrierenazionale.net)

  • Redazione Lombardia –

Finalmente dopo tanti appostamenti, sono riuscito ad intervistare l’ing. nonchè musicista compositore, pianista, maestro Alfonso Di Rosa, di origini siciliane dalla provincia di Agrigento e trapiantato ormai da più di 10 anni a Milano. Cominciamo con la prima domanda per meglio conoscere il nostro personaggio.

D – A quanti anni e perché, ha cominciato ad essere attratto dalla musica?

R – Tutto è nato per caso. Ero piccolo, avevo 5 anni e nel giorno del 7° compleanno di mia sorella maggiore le regalarono una tastiera musicale. Una tastiera piccola, di plastica e quando si accendeva si sentiva una ventola iniziare a girare. Mia sorella non accese mai quella tastiera, non la guardò nemmeno.

A me invece incuriosì molto e non passò giorno senza averla accesa almeno una volta. Iniziai a pigiare quei tasti e i suoni che emetteva riempivano la cameretta di un’atmosfera particolare, dolce ed entusiasmante. Da quel momento iniziai ad innamorarmi della musica e iniziai a suonare le melodie  suonate dalla banda musicale durante le feste patronali che si svolgono ancora oggi, ogni anno, nel mio paese di origine, Villafranca Sicula e nei paesi limitrofi, Burgio e Lucca Sicula (provincia di Agrigento).

D – Tutto da solo quindi. Cosa Le dicevano i Suoi genitori di questa Sua passione?

R – I miei genitori, che devo ringraziare ogni giorno, erano entusiasti. Ricordo che mio papà tornava spesso a casa con libretti comprati in edicola con “i primi passi musicali” o qualcosa di simile fino a quando non decisero di portarmi a lezioni di musica in paese. I primi studi andarono bene, iniziai a comporre qualche mia melodia e qualche anno più tardi mi spostai a studiare musica presso una scuola privata nella città di Sciacca per circa 2 anni; qui mi prepararono per gli esami di ammissione in conservatorio.

D – E credo questi esami andarono bene…

R – Superai gli esami di ammissione entrando a studiare all’Istituto musicale Arturo Toscanini di Ribera, pareggiato ai conservatori d’Italia nella classe di Pianoforte della prof.ssa Cinzia Dato. Poi arrivò il giorno in cui finiti gli studi del diploma di maturità scolastica, mi sono trovato a scegliere.

D- Qual è fu la Sua scelta?

R -Il pianoforte ovviamente, ma i miei mi spinsero a intraprendere gli studi universitari lasciandomi libero nella scelta della Facoltà. Ci pensai qualche settimana. Cercavo qualcosa che potevo legare sempre alla musica. Mi piaceva l’idea di registrare ciò che suonavo, componevo spesso a casa e l’unico modo per potermi registrare era un microfono con filo agganciato al “mangiacassette” di mio papà che utilizzava ogni anno per registrare su nastro tutte le serate del Festival di Sanremo. 

D – E da qui cominciò ad interessarsi di Computer ed Informatica ?

R – Sì, il tutto anche legato con l’avvento del mondo Internet all’interno delle case, mio papà a cui piaceva tenersi al passo con i tempi, ne acquisto uno. Ricordo quel giorno come fosse ancora oggi: la mattina arrivò a casa, dopo pranzo collegammo tutti i fili e la sera lo avevo già smontato tutto perchè volevo sapere cosa conteneva quel “case” al suo interno. 

Capii allora che dovevo indirizzare i miei studi su qualcosa di tecnico-scientifico e logico da legare alla parte artistica, storico e culturale del conservatorio. Cercavo qualcosa dove ci fosse da studiare poca teoria ma molta pratica e ragionamento. Parallelamente agli studi di pianoforte in Conservatorio, scelsi così Ingegneria Informatica. 

D – Però… un grande impegno…

R – …sì, infatti. Questa scelta parallela mi creò chiaramente qualche difficoltà nel portare avanti il conservatorio ma con un pò di impegno e con non poche difficoltà e rinunce, portai a termine tutti gli studi universitari superando allo stesso tempo gli esami degli anni in corso in conservatorio.

D – Complimenti. E finiti gli studi universitari, cosa accade ?

R – Erano quegli anni in cui il mercato dell’informatica andava a gonfie vele ed ecco arrivare la mia prima occasione lavorativa che mi porta a trasferirmi a Milano.

D- Era contento di lasciare la Sicilia per Milano?

R – Beh, credo che a chiunque faccia questa domanda la risposta è un netto “no” (ride). Ma sapevo ancor prima di partire che Milano sarebbe stata la città che mi avrebbe potuto aprire tante porte e far conoscere nuove strade, nuovi percorsi. Una scelta non facile ma ragionata per il proseguimento del mio cammino. Volendo associare un detto siciliano, in questi casi in Sicilia si dice “chianci cu un occhiu!” (Piangi con un occhio solo).

D – Quanti anni aveva quando si trasferì dalla Sicilia?

R – 22 anni.

D – E il conservatorio?

R – Ho dovuto interromperlo (per riprenderlo qualche anno dopo).  Iniziai a studiare alla Scuola Civica di Milano ma più che la musica classica qui lo studio si concentrò sul Ragtime, sul Blues e sul Jazz. E io mi lasciai trasportare piacevolmente in questo nuovo percorso musicale scoprendo nuovi orizzonti che arricchirono il mio bagaglio artistico-culturale e creativo. John Mayall, Chick Corea, Keith  Jarret, Billy Cobham, Scott Joplin (per citarne alcuni) entrarono a far parte della mia vita musicale e convivo con loro piacevolmente ancora oggi.

D – Cosa ha fatto appena giunto a Milano?

R – Le prime settimane arrivato a Milano camminavo con uno zaino pieno di CD musicali contenenti le mie composizioni. Convinto di incontrare qualcuno famoso girovagando per la città e consegnare il mio CD: ho pensato poteva essere un buon modo per farmi conoscere. 

Mi trovai quindi in Piazza Duomo ed era tutto delimitato con un recinto in ferro e dentro un grande camion con delle grandi antenne, parabole, videocamere, luci, microfoni: stavano girando un film. Era estate e rimasi sotto il sole tutto il giorno nella speranza poter vedere qualcuno a cui consegnare la mie opere che custodivo preziosamente nel mio zaino. Sfinito dal caldo di luglio e affamato come un bambino mi spostai in un baretto dietro il Duomo alla ricerca del mio pasto.

Mi sedetti e poggiai il mio zaino ai piedi della sedia. Un bimbo continuava a giocare girando intorno ai tavoli fino ad inciampare col mio zaino facendolo cadere e fuoriuscire a terra tutti i miei cd. 

Pensando a tutti i sacrifici che avevo fatto per avere quel mio tesoro dentro lo zaino, ho fulminato il bimbo con il mio sguardo. Ma poi si avvicinò la sua mamma a scusarsi e il caso ha voluto che quella signora fosse una persona della produzione del film che stavano girando in Piazza Duomo. 

Colsi l’occasione e consegnai alla signora una delle copie del mio cd. Si prese i miei contatti, ci salutammo e tornai a casa festoso come se avessi vinto al superenalotto.

D – Che successe dopo?

R – Due giorni dopo ricevetti una chiamata, una signorina che mi disse: Salve Alfonso, la chiamo dalla produzione Mediaset, stiamo girando un nuovo film, qualora fosse interessato stiamo iniziando i provini. Andai a fare il provino, mi scelsero. Il Natale successivo su Canale 5 passarono quel film, “Finalmente Natale” con la bravissima Maria Amelia Monti e il fuoriclasse Jerry Scotti. Quella notte di Natale il mio telefono squillò tutta la notte ma non per farmi gli auguri ma per dirmi “…ma eri tu in TV su Canale 5 ? Ti ho visto nel film, possibile ?”.

D – Dopo questa esperienza cinematografica che è successo?

R – Qualche anno più avanti decisi di far conoscere le musiche composte negli anni passati e iniziai a candidare le mie composizioni a dei concorsi.

La composizione “Oltre il Cielo e Le Nuvole” si aggiudicò il premio della critica al Contest Musicale organizzato a Palermo nel 2012 (vedi questo Link e quest’altro link) e nel 2014 fui selezionato come compositore tra i 12 artisti per l’esibizione dal vivo al concorso “Una voce per il Mediterraneo” organizzato a MILO (CT), all’anfiteatro Lucio Dalla” da Red Ronnie (vedi questo link).

Nel 2014 fui selezionato dal concorso organizzato dalla “Ricordi Music School” in occasione di Piano City Milano classificandomi secondo su 32 pianisti presentando musiche originali (vedi questo link, trafiletto a pagine 7 nella sezione “Rotonda della Besana”). Al termine di quella esibizione si avvicinò un signore che mi propose per l’edizione di Piano City Milano dell’anno successivo di esibirmi nella sua villa privata. Così nel 2015 proposi il mio “Concerto Fotogramma”, un viaggio musicale tra mie composizioni originali e colonne sonore di film (vedi questo link, trafiletto a destra a pagina 8).

Ripresi gli studi in conservatorio ma ero troppo legato al metodo della mia insegnante dei primi studi al Conservatorio di Ribera e pertanto tornai a cercarla, mi preparò nuovamente, ho rifatto un nuovo esame di ammissione ed entrai a studiare al Conservatorio di Reggio Calabria dove lei insegna da diversi anni e dove studio ancora oggi Pianoforte Classico da circa 5 anni. Per il proseguimento e il perfezionamento dei miei studi musicali sto valutando di trasferire il mio conservatorio qui al Nord Italia, a Milano o nelle zone limitrofe. Credo che la vita sia un viaggio infinito, nessuno può sapere mai cosa ci riserva il nuovo giorno in arrivo; pertanto non escludo che un giorno potrò ancora cambiare città o che viaggerò laddove mi porterà la musica.

D – Cosa mi dice della Sua esperienza milanese ?

R – Da quando sono arrivato, Milano ogni giorno offre sempre qualcosa di nuovo, una continua scoperta.  Mi ha dato la possibilità di conoscere importanti personalità del mondo politico e culturale, tra questi il sen. Ignazio La Russa, il sociologo e scrittore prof. Francesco Alberoni, persone con cui ho instaurato un bellissimo rapporto e per le quali nutro profonda stima. Il prof. Alberoni nonostante la “giovane” età dei suoi primi 90 anni compiuti il 31 dicembre scorso, è una persona che riesce a sorprenderci ancora oggi con le sue visioni del futuro sulla società e i saggi consigli che riesce a dare a noi più giovani. Ed è proprio alla festa dei 90 anni del prof. Alberoni, dove tra le tante personalità vi erano l’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini e il fondatore di “Cultura e Identità”, Edoardo Sylos Labini, la scrittrice psicologa dott.ssa Cristina Cattaneo, ho conosciuto il produttore Salvo Nugnes dove la conoscenza inizialmente si fermò lì, nel dialogo conoscitivo e scambiarci i nostri contatti. Qualche mese dopo ci siamo risentiti e dedicò un po’ del suo tempo alle mie composizioni che durante il percorso artistico avevo pubblicato come archivio sul mio canale Youtube dove, per ringraziare Milano si trova anche la composizione che le ho dedicato.

D – Come è arrivato l’invito per Venezia ?

Con Nugnes siamo entrati subito in sintonia. Mi ha proposto di suonare a Venezia il prossimo 23 luglio, in occasione della ProBiennale, organizzata da lui stesso e presentata da Vittorio Sgarbi con la partecipazione di grandi personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, dell’arte e della politica. La ProBiennale di Venezia sarà il primo grande evento con visibilità internazionale per il rilancio dell’Italia attraverso l’Arte, la Musica e la Cultura nella speranza che il COVID-19 da lì in poi possa rimanere alle spalle.

Con Nugnes ogni giorno ci scambiamo informazioni su come meglio rendere musicale, spensierato, sorridente, divertente, immersi nell’arte e nella cultura la ProBiennale.

D – Può svelarci qualcosa sull’organizzazione ?

Guardi, non posso. Ma posso darle un anticipo che riguarda la mia esibizione e che ancora non ho dato nemmeno a Salvo. Credo gli farà piacere sapere di questa novità leggendo questa intervista…

D – Non ci tenga sulle spine, di cosa si tratta ?

R – Sto componendo il brano “Venezia” che suonerò per la prima volta dal vivo il 23 luglio prossimo direttamente durante l’evento ProBiennale.

Ringrazio vivamente l’ing. musicista pianista Alfonso Di Rosa, per la bella intervista concessami, augurandogli tanta fortuna per Sua futura e brillante carriera. Ad maiora semper.

 


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