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“Il virus c’è ma è sbagliato vedere pericolo ovunque”, dice  Le Foche

Cronaca

L’immunologo dell’Umberto I: in spiaggia, “non c’è motivo di indossare la mascherina tranne quando andiamo al bar dello stabilimento e sono presenti molte persone”

© Davide Pischettola / NurPhoto / NurPhoto via AFP 

“È come se avessimo spento un incendio, restano piccoli focolai e disponiamo di secchi con l’acqua per intervenire. La situazione ora la vedo tranquilla, andrà sempre meglio nelle prossime settimane e nei prossimi mesi se manteniamo precauzioni razionali in certi ambienti chiusi e affollati”. In una intervista al Corriere della Sera, Francesco Le Foche, immunologo del Policlinico universitario Umberto I, invita a mantenere la ragionevolezza, non solo le distanze, “altrimenti non recupereremo la normalità, la vita sociale è fondamentale per l’uomo quindi dobbiamo tornare a viverla”.

“Il virus c’è ma è sbagliato vedere il pericolo ovunque – premette Le Foche – Vedo persone che quando incrociano un altro essere umano trattengono il respiro e guardano a terra. Una paranoia. Bisogna reagire altrimenti entriamo in un contesto negativo dal quale sarà difficile uscire. So di gente che non mette il naso fuori di casa per paura”.

Vacanze in serenità? “Sulla spiaggia lettini e ombrelloni sono organizzati in sicurezza. Non c’è motivo di indossare la mascherina tranne quando andiamo al bar dello stabilimento e sono presenti molte persone”.

In palestra? “Attenzione a non essere fobici. Se la palestra è indoor allora riduciamo il tempo di allenamento, 40 minuti anziché un’ora piena”. Cinema e teatri? Sono stati “organizzati in modo sicuro e non vedo perche’ negare a noi stessi il piacere di frequentarli. Non c’è vita senza cultura”. Prospettive incoraggianti anche per i tifosi del calcio: “Ci sarà il sistema di riammettere gli spettatori negli stadi – spiega l’immunologo – magari dimezzando il numero di posti a sedere. Le partite a porte chiuse non hanno gusto”. 


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