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Quanto conta la speranza?

Politica italiana

L’esperienza drammatica, che abbiamo vissuto e continuiamo a vivere, ha sollevato comprensibili dubbi e perplessità sul nostro futuro che, poi, è quello di tutto il Paese. L’impatto traumatico con la Pandemia ha reso evidenti i problemi socio/economici che c’erano anche prima.

 In questi mesi, abbiamo smarrito gran parte della nostra fiducia sul futuro nazionale. La legittimità di tanti stati d’animo li abbiamo condivisi da subito. Per altri, che non sono pochi, abbiamo preferito riflettere. Per tentare di fornire una cronaca meno dispersiva d’eventi che si sono rivelati in modo concatenato. Per mesi, le notizie sulla pandemia ci hanno accompagnato e il pessimismo, non di rado, ha occupato il posto della speranza. Quasi che quest’ultima fosse spirata come tante vite d’italiani.

 Nelle settimane delle “zone rosse”, abbiamo tentato d’elaborare una risposta razionale a certi dubbi esistenziali. Non ci siamo riusciti. Quasi che, almeno per noi, sembrava che la stessa speranza in tempi migliori fosse morta. A tanti interrogativi non siamo stati in grado di fornire una risposta. La morte ci ha accompagnato e l’incertezza ha avuto la meglio. Col Covid-19, il mondo non sarebbe finito; ma, dopo, sarebbe stato diverso. In meglio o in peggio non siamo stati in grado d’ipotizzarlo.

 Il percorso resta ancora lungo e non privo di possibili “ricadute”. Ma andare avanti è un dovere che ci siamo assunti anche a tutela delle nuove generazioni e di chi continua il suo impegno per sconfiggere, definitivamente, questa Pandemia. La primavera 2020 passerà con la percezione di una confitta dell’umanità nei confronti di un virus letale le cui origini restano, ancora, incerte. Mentre la nostra economia è allo sbando e le difficoltà si fanno, ogni giorno, meno sopportabili, ci muove ancora una certezza: la Speranza sarà, alla fine confortata da una Realtà che sarà parte di una società diversa dall’attuale, ma sempre degna d’essere condivisa.

Giorgio Brignola


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