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La Garanzia

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In Italia continua il ridotto livello occupazionale. I dati ISTAT non fanno che confermare l’evoluzione di questo pernicioso fenomeno sociale. Mentre nel Paese i sacrifici continuano a gravare sull’economia spicciola, sul fronte del lavoro si continua a vedere ”buio”. Un buio preoccupante. Dati recenti offrono una visione d’insieme che non promette migliori attese. Più del 15% dei giovani (tra i 18 e i 25 anni) non è ancora riuscito a trovare un’occupazione; anche se non stabile. E’ salita anche la percentuale di chi il lavoro l’ha perduto.

Sostenere l’occupazione non è solo un impegno politico; coinvolge anche delle profonde implicazioni sociali. Se, dalle percentuali, si passa ai numeri, il quadro occupazionale è inquietante: più di un milione di senza lavoro e oltre quattrocentomila i sottoccupati. Ma non solo. E’ aumentato il numero d’ore di cassa integrazione a fronte di una crescita della produzione industriale sotto il 2%. Questa Pandemia ha contribuito a complicare la situazione.

 Dietro la recessione, indubbiamente, c’è da indagare anche su una gestione errata delle risorse, favorita da una politica sempre meno interessata alla tutela del sociale. Col Coronavirus, ora, ha una valenza generale e i giovani, ma non solo loro, sono in difficoltà più che per il passato. Il 2021 potrebbe iniziare con un PIL al -10%. Non era mai capitato. Neppure negli anni “bui” del secolo scorso.

In economia spicciola, non sempre la proiezione dei grandi numeri trova oggettivo riscontro. Pur senza voler fare del pessimismo a buon mercato, la fibrillazione economica nazionale continua e la Pandemia pure. Sul fronte istituzionale, ogni previsione resta un rischio sul quale preferiamo non cimentarci. Mancando certe garanzie operative, è inutile formulare delle ipotesi attendibili.

Giorgio Brignola


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