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Soffocato durante l’arresto in Texas, video di un anno fa svela un altro caso Floyd

Estero

Soffocato durante l’arresto in Texas, video di un anno fa svela un altro caso Floyd

Nel marzo 2019 un afroamericano di 40 anni fu bloccato dopo che in auto non si era fermato all’alt della polizia. Morì mentre veniva immobilizzato e implorava: “Non respiro”.  

© Seth HERALD / AFP  – Proteste Floyd

Un altro video shock, un altro afroamericano che viene arrestato, immobilizzato con violenza, che dice “non respiro, non respiro” senza essere ascoltato, e poi muore sotto gli occhi degli agenti. È successo il 28 marzo 2019 ad Austin, Texas, ma le immagini, girate dalla body cam di uno dei poliziotti, sono state diffuse solo oggi e, probabilmente, inaspriranno ulteriormente la tensione. Perché le scene che riprendono l’arresto e la morte di Javier Ambler, afroamericano di 40 anni, se possibile sono ancora più agghiaccianti di quelle di George Floyd, che hanno portato milioni di americani a manifestare nelle ultime due settimane.

Ambler viene bloccato dopo non essersi fermato con l’auto all’alt della polizia. La macchina finisce contro un albero, l’afroamericano esce a braccia alzate, ma viene immobilizzato e messo a terra, poi ammanettato. Ambler dice “non respiro, non respiro”, un agente gli ribatte: “Non fare resistenza”. E lui: “Non faccio resistenza, non riesco a respirare, ho avuto un problema cardiaco”. Ma gli agenti gli stanno sopra. Poi, all’improvviso, l’afroamericano non da’ più segni di vita. Le immagini mostrano, in primo piano, un agente sollevargli la palpebra dell’occhio, che non mostra segni di vita. Gli tolgono le manette, provano a fargli la respirazione artificiale, ma è inutile. Ambler è morto, senza che nessuno sapesse come era davvero andata. Fino a oggi, con la diffusione del video.

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Pochi giorni dopo l’omicidio di George Floyd a Minneapolis, un poliziotto del New Jersey spara al ventottenne Maurice Gordon, fermato per eccesso di velocità

I dubbi di Trump sull’anziano atterrato a Buffalo

Il presidente Donald Trump ha sollevato il dubbio che l’anziano spintonato dai poliziotti a Buffalo e finito in ospedale, cercasse in realtà l’incidente. “Il manifestante – scrive su Twitter – potrebbe essere un provocatore Antifa. Il 75enne Martin Gugino avrebbe tentato di ostacolare le comunicazioni di polizia per bloccarle. Ho visto, lui cade molto più violentemente di come è stato spinto. Potrebbe essere una montatura?”.

L’uomo risulta ricoverato in ospedale in condizioni “serie ma stabili”. Dopo essere caduto, Gugino aveva perso sangue. Sulla rete gira una ricostruzione fotografica cospirazionista, secondo cui il rivolo di sangue che si allarga sul marciapiede, dietro la testa del manifestante, sarebbe in realtà un effetto voluto dallo stesso anziano, “utilizzando una pompetta” 


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