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Contro il coronavirus è meglio lavarsi le mani che indossare i guanti

Benessere & Medicina

Secondo l’Oms i guanti non offrono una protezione totale e si rischia di trasmettere il coronavirus da una superficie all’altra o di contagiarsi toccandosi la faccia. Ma per lavarsi bene le mani esistono regole precise

Coronavirus Oms guanti igiene mani

© ROBERT MICHAEL / dpa-Zentralbild/Pool / dpa Picture-Alliance via AFP 
– L’Oms sconsiglia l’uso dei guanti contro il coronavirus

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) non raccomanda l’uso di guanti da parte delle persone in pubblico come misura preventiva per impedire la diffusione del coronavirus. Come sottolinea l’organizzazione in una sezione del sito, rispondendo a una domanda sulla necessita’ di usarli quando si va a fare la spesa, “indossare guanti in spazi pubblici non sostituisce la necessità per l’igiene delle mani, né offre alcuna misura aggiuntiva di protezione contro il Covid-19 rispetto all’igiene delle mani”.

Per l’Oms, “i guanti non offrono una protezione totale contro la contaminazione delle mani”, perché il virus può passare “attraverso piccoli difetti dei guanti stessi o durante la loro rimozione”; cos come è possibile, con le mani guantate, passare il coronavirus “da una superficie all’altra” o contagiarsi “toccandosi il viso.

Sacchetti, guanti e soprattutto mascherine sono stati i prodotti all’ordine del giorno durante la pandemia. Le regole per  smaltirle in modo corretto

Soprattutto in ambito assistenziale, ma anche nella comunità, lavarsi le mani correttamente impedisce la trasmissione dei microrganismi responsabili di molte malattie infettive, dalle più frequenti come l’influenza e il raffreddore, a quelle più severe come le infezioni correlate all’assistenza (ICA).

In particolare, durante l’emergenza pandemica da Cobvid-19 è di cruciale importanza lavarsi correttamente le mani, a casa, nei luoghi di cura, in comunità, al fine di evitare il contagio con il coronavirus SARS-Cov-2, ridurre la sua trasmissione e limitare il rischio di co-infezione con altri microrganismi.

Come bisogna lavarsi le mani

Il ministero della Salute ha pubblicato un vademecum su come lavare le mani per garantire un’adeguata pulizia e igiene attraverso un’azione meccanica. Per l’igiene delle mani è sufficiente il comune sapone. In assenza di acqua si può ricorrere ai cosiddetti igienizzanti per le mani (hand sanitizers), a base alcolica.

Se si usa il sapone è importante frizionare le mani per almeno 40-60 secondi. Se il sapone non è disponibile usare una soluzione idroalcolica per almeno 20-30 secondi.

I prodotti reperibili in commercio per la disinfezione delle mani in assenza di acqua e sapone (presidi medico-chirurgici e biocidi autorizzati con azione microbicida) vanno usati quando le mani sono asciutte, altrimenti non sono efficaci.

Perché è meglio non abusare dei gel igienizzanti

È importante non abusare di questi prodotti, in quanto il loro uso frequente e prolungato potrebbe favorire nei batteri lo sviluppo di resistenze nei confronti di alcune sostanze contenute nelle soluzioni, oltre a indebolire le difese naturali della cute, aumentando il rischio di contrarre infezioni.

Quando bisogna lavarsi le mani?

È importante lavarsi le mani: prima di toccarsi occhi/naso/bocca (per es., per fumare, usare lenti a contatto, lavare i denti, etc.) di mangiare, di assumere farmaci o somministrare farmaci ad altri. Prima e dopo aver maneggiato alimenti, soprattutto se crudi aver usato i servizi igienici, aver medicato o toccato una ferita aver cambiato il pannolino di un bambino aver toccato una persona malata aver toccato un animale.

Dopo aver frequentato luoghi pubblici (negozio, ambulatorio, stazione, palestra, scuola, cinema, bus, ufficio, etc.) e, in generale, appena si rientra in casa aver maneggiato la spazzatura, aver utilizzato soldi, aver toccato altre persone.

Cosa sono le Ica e come si prendono

L’igiene delle mani svolge un ruolo fondamentale per la nostra salute e quella delle altre persone anche e soprattutto negli ambienti assistenziali. Le ICA sono un problema globale che colpisce circa il 7-10% dei pazienti, a seconda del Paese.

In Italia si stima che il 5-8% dei pazienti ricoverati contrae un’infezione ospedaliera (fonte Istituto Superiore di Sanità). Non tutte le ICA sono prevenibili, ma si stima che almeno la metà potrebbero essere evitate.

 


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