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Sant’Antonio: Aiutaci tu!

Arte, Cultura & Società

di Antonio Vox

Oggi, 13 Giugno, il giorno del mio onomastico, lo start up degli “Stati Generali di Conte”, sarà ricordato come l’apoteosi di un percorso politico di trasformazione della Società civile, da numerosità di persone dinamiche, vigili, intraprendenti, entusiaste in una mandria cloroformizzata, senza identità e cultura, adatta solo a supportare un regime dirigista e attento assistenzialista, agiato e ipocritamente benefattore. 

Gli “Stati Generali di Conte” partono in uno scenario di povertà popolare, di malinconico abbandono degli entusiasmi, di pessimismo nel futuro; di quel futuro illuminato dalla luce di ipocrisia e di analfabetica ignoranza di movimenti di protesta, sedicenti rivoluzionari, subito spenta.

Non si sente la voglia di vivere, di rinascere, di intraprendere; al contrario, c’è il male odore della rassegnazione.

Qualche increspatura d’energia; ma domina la calma statica della entropia.

Eppure, bisogna prendersi un caffè, forte, fortissimo, per svegliarci e cominciare a ragionare, sforzandoci di leggere non solo i titoli e i Twitter, e gli slogan; facendoci domande su tutto, soprattutto sui luoghi e sostantivi comuni, su tutto ciò che appare scontato;

perché è lì che muore la nostra identità.

Dobbiamo reagire, se non vogliamo abbandonarci al cloroformio della civiltà moderna; quello che ti dà tutti i diritti e i privilegi, basta che siano inutili; quello che ti priva dei diritti veri, gli unici che danno ossigeno alla tua libertà di intraprendere e di valorizzare la tua identità.

La centralità dell’individuo è in pericolo; oggi, si vuole che sia centrale il popolo, ma indistinto, preferibilmente bue, apparentemente libero, ma globalmente schiavo.

Gli “Stati Generali di Conte” non sono una passerella; sono il simbolo della vacuità di questo governo e di una maggioranza alla spasmodica ricerca di certificazione; sono l’immagine plastica di un percorso dirigista e statalista; sono l’affannosa ricerca di un ignoto progetto di crescita, che dovrebbe essere già noto a chi si candita a governare; sono la cinica ricerca di un alibi contro il rischio prevedibile di fallimento; sono la giustificazione della “mano libera”; appaiono un buffet riccamente imbandito.

Sui temi, tutti d’accordo: perché sono da manuale.

Ma è la progettualità realizzativa degli interventi che spaventa.

Svegliamoci! Rivendichiamo la libertà d’impresa, rivendichiamo il diritto alla iniziativa privata, alla economia reale che è l’unica che può assicurare la crescita, i posti di lavoro reali e redditizi, e il ritorno a noi stessi.

Non lasciamoci ingannare dai benefici temporanei indotti artificialmente dalla Stato imprenditore, in possesso di una ricca dotazione, che è nostra, pronta a divenire insopportabile imposizione fiscale.

Non chiediamo aiuto a Sant’Antonio, ma a noi stessi, perché vale la massima: aiutati che Dio ti aiuta!

Antonio Vox

 


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