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“Rispetto a Johnson e Trump, Conte è apparso un gigante”, dice Bettini

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Il grande consigliere del segretario Zingaretti : “Sarebbe una follia politica interrompere il tentativo di questo governo di risollevare e cambiare l’Italia” 

 

© Agf – Goffredo Bettini

E dopo Conte che sarà? “Dopo Conte per il Pd c’è il voto”. In un’intervista a Il Fatto Quotidiano, Goffredo Bettini, consigliere molto ascoltato dal segretario Zingaretti e eminenza grigia del Pd, dice che anche che la legislatura durerà perché “sarebbe una follia politica interrompere il tentativo di questo governo di risollevare e cambiare l’Italia e anche l’opportunità di eleggere un presidente della Repubblica democratico”.

Per Bettini il bilancio del governo “è buono” e “senza trionfalismi, siamo riusciti a tamponare l’emergenza, abbiamo cercato di non abbandonare nessuno, abbiamo sostenuto famiglie, lavoratori e imprese”. Per il suggeritore del segretario, dunque, “abbiamo combattuto bene in Europa. E ora stiamo cercando di delineare il futuro”, anche se ammette, “errori, ovviamente, ce ne sono stati” però “la Repubblica ha retto, non era scontato”. 

Su Conte e il suo operato nella bufera del Covd-19 il giudizio di Bettini è netto: “Conte è apparso un gigante rispetto ai vari Johnson, BolsonaroTrump – dice –, che per difendere una ideologia inumana e di destra hanno sacrificato migliaia di vite dei loro connazionali. Se da noi ci fossero stati Salvini e Meloni avrebbero fatto lo stesso”, chiosa Bettini.

E sempre su Conte Bettini dice che agli Stati Generali “Conte in dieci minuti ha detto che dobbiamo modernizzare il Paese, renderlo nella sua crescita ecologicamente compatibile e più giusto e inclusivo socialmente. Sottoscrivo al 100%. Da tempo un premier italiano non esprimeva insieme e con tanta chiarezza obiettivi così importanti”. 

Quanto alla guerra nel M5S, Bettini duita che possa mettere a rischio il futuro del governo, e a proposito dichiara: “Per certi aspetti, alcuni nodi all’interno del M5S è anche giusto che vengano finalmente sciolti. Alla fine, confido nella autorevolezza, l’intuito e la volontà unitaria di Grillo, che è stato, in questi mesi, molto più importante di quanto sia apparso pubblicamente” conclude.


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