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Conte: “La Ue aiuti o salta tutto”. Sul Mes, FI si smarca da Fdi-Lega

Politica

Il centrodestra le acque restano agitate dopo che Berlusconi ha chiesto un ‘ponte’ alla Ue sui ‘Recovery fund’ e continua a chiedere l’utilizzo del Mes

 

Giuseppe Conte

AGI – Oggi al vertice dei leader del centrodestra non si parlerà solo di candidati per le Regionali ma soprattutto di Europa. Perché Berlusconi ha chiesto un ‘ponte’ alla Ue sui ‘Recovery fund‘ e continua a chiedere l’utilizzo del Mes. Un atteggiamento che irrita gli alleati, con un ‘big’ della Lega che la mette in questo modo: “Se Forza Italia, quando ci sarà il voto sul fondo Salva-Stati, dovesse sostituirsi ai senatori del Movimento 5 stelle e soccorrere il governo, si metterebbe fuori dal perimetro del centrodestra”.

 

Il sospetto dei ‘lumbard’ va oltre, ovvero che si possa formare una ‘coalizione Ursula’, che gli azzurri possano fare da stampella al premier Conte, anche entrando in un nuovo governo. Tesi da tempo respinta dagli azzurri. Ma sta di fatto che sul Mes il Movimento 5 stelle continua ad essere spaccato e FI a favore. Già a luglio si voterà sulle risoluzioni in occasione del Consiglio europeo che sarà decisivo (“O ci sono subito aiuti o salta tutto”, ha detto oggi il premier Conte, “l’Europa deve intervenire subito, è la crisi più profonda della storia della Repubblica ma anche un’occasione storica e non solo per l’Italia”) mentre il voto sul pacchetto complessivo di aiuti potrebbe slittare a settembre. Il Pd preme ma potrebbe non alzare le barricate nell’eventualità di un rinvio a dopo l’estate. L’obiettivo è quello di arrivare alla pausa con una navigazione tranquilla perché i numeri al Senato restano ballerini. è vero che oggi è arrivato la fiducia a palazzo Madama al dl Giustizia ma due senatori del Gruppo delle Autonomie non hanno votato, in polemica – spiega una fonte parlamentare della maggioranza – sulla partita che riguarda le presidenze di commissione.

E poi all’orizzonte, oltre alla chiusura dei dossier (da Alitalia all’ex Ilva, da Autostrade alle modifiche sul dl sicurezza, dalla riforma del Csm – oggi si è tenuto un vertice tra Bonafede e le opposizioni ma è rimasto il muro contro muro – al tema delle infrastrutture, con il dl semplificazione arriverà sul tavolo del Cdm la prossima settimana) ci sono le Regionali che saranno un vero stress test per i rosso-gialli. Solo dopo quell’appuntamento potrebbe arrivare la richiesta di un rimpasto, in presenza di una eventuale sconfitta del Movimento 5 stelle. Intanto Salvini continua ad indicare solo la strada del voto, consapevole – spiegano fonti parlamentari leghiste – che a settembre arriverà l’ondata del disagio sociale.

Ma nel centrodestra le acque restano agitate. Ieri Fratelli d’Italia ha disertato l’Aula mentre la Lega è uscita subito dopo l’intervento del capogruppo Molinari, proprio nel momento in cui stava per intervenire il responsabile economico Brunetta. Per gli azzurri è stato uno ‘sgarbo’ che avrebbe potuto essere evitato. Da qui la protesta. “A meno che – osserva una fonte parlamentare forzista – non vogliano spingerci nelle braccia del Pd”. Oltre al tema delle candidature regionali, FI, Lega e Fdi dovranno trovare prima o poi un accordo pure sulla legge elettorale di tipo proporzionale. Salvini in ogni caso per ora è concentrato sulla necessità di perorare la causa delle imprese e non sembra orientato neanche a raccogliere l’invito che arriverà dal presidente del Consiglio Conte che nel frattempo ha teso la mano al numero uno di Confindustria.

Bonomi nella quarta giornata dei lavori degli Stati generali ha chiesto la restituzione immediata di 3,4 miliardi di euro di accise sull’energia. “Gli uffici ci stanno lavorando ma ora voliamo alto”, la risposta del Capo dell’esecutivo. “Vogliamo un confronto costruttivo. Siamo pronti a sostenervi con gli incentivi. Non abbiamo una concezione collettivista della produzione o statalista dell’economia. Per noi l’impresa – ha spiegato il presidente del Consiglio – è un pilastro della nostra società. Nessun pregiudizio da parte del governo”. L’attenzione è comunque legata agli equilibri interni, “l’obiettivo è puntellare la maggioranza ma con la serietà dei nostri impegni”, ha tagliato corto il presidente del Consiglio, rispondendo a chi ipotizza nuovi partiti o cambi in corsa. Il Movimento 5 stelle continua a fibrillare con i vertici che ripetono il no ad un congresso ora per ‘sterilizzarè gli affondi di Di Battista. 


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