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Le buone idee

Politica

C’è voluta una drammatica pandemia per evidenziare che l’Italia doveva cambiare in meglio, per evitare il peggio. Abbiamo vissuto mesi drammatici che ci hanno costretto a capire, finalmente, che un radicale mutamento socio/politico potrebbe ancora salvarci da un degrado che era inimmaginabile; anche da parte dei più smaliziati economisti. La politica, ovviamente, dovrà fare la sua parte. Però in modo coerente.

 Il problema strutturale, complicato da una burocrazia che sarà difficile sradicare, dovrà essere adeguato alle nuove esigenze di un Paese da “riordinare” a tutti i livelli. I cambiamenti, pur se progressivi, ci saranno. Ne va della stessa sopravvivenza economica nazionale. La nuova ripartizione dell’Italia dovrebbe partire dai “vertici” e, poi, distribuirsi verso la base. Comprendiamo che sarà difficile trovare i mezzi per riuscirci. Ma è indispensabile trovarli. Partendo dalla semplificazione burocratica e dai meccanismi di giustizia sociale.

 Le prime da “sanificare” saranno le nostre infrastrutture e i rapporti tra Burocrazia e Cittadino. L’attuale modello d’Italia non è più in grado di reggere una situazione tanto complessa. La nostra economia è sempre stata fragile; ora è in rapido declino. I rapporti tra Stato e Cittadino dovranno essere ridisegnati con una ripresa sostenibile che, però, non freni i progetti per il “nuovo”. Si dovranno riesaminare i concetti di beni comuni per agevolare le iniziative che, dai singoli, potrebbero passare ai più. Il pregio economico nazionale, necessariamente, dovrà essere distribuito in modo assai differente dall’attuale.

 L’impatto pandemico ha contribuito a dare una “spallata” a un’economia che aveva già i mesi contati. In cento giorni, tutti i “mali” nazionali sono emersi in modo tragico. Ovviamente, la politica dovrà fare la sua parte. Ma in modo diverso da quello al quale c’eravamo assuefatti. Prima, c’era molta inerzia. In futuro non dovrebbe essercene più. I progetti, a tempi brevi, non avranno più pregio e la responsabilità per realizzarli dovrà essere condivisa tra economia e politica. Favorendo i beni generali da quelli individuali. Insomma, l’Italia sarà soggetta a cambiamenti profondi; ma con la partecipazione responsabile di tutti. Come a scrivere che le buone idee dovranno essere trasferite nei fatti. Diversamente, non avranno il pregio che meritano.

Giorgio Brignola


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