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La consapevolezza

Cronaca

Sono bastati cento giorni di “picco” pandemico per evidenziare una situazione nazionale drammatica che ha dato spazio a un realismo del quale non avevamo mai dato la dovuta rilevanza. La Pandemia ci ha trovato impreparati e gli effetti sono stati devastanti. Molti “miti” sono crollati e ciò che prima era ipotizzabile non lo sarà mai più. L’Italia ha l’esigenza di cambiare anche sotto il profilo socio/politico. E in fretta.

 Nel caos s’è trovata anche la nostra incerta politica. I partiti di maggioranza e d’opposizione, non sono stati in grado, almeno in prima battuta, d’assumere una linea conforme all’emergenza che si era presentata come incontenibile. Le manovre politiche del passato sono crollate al cospetto di una realtà che non dava il tempo di tentare “aggiustamenti” atti a tamponare una situazione che si aggravava ogni giorno di più. I cento giorni “critici” della Repubblica, a causa del Coronavirus, hanno dato consistenza a una realtà inimmaginabile sino al tramonto del 2019.

 Mentre la pandemia mieteva vittime in tutto il mondo, ci siamo resi conto che il mito del Sovranismo sarebbe rimasto solo un concetto teorico per il quale non avrebbe più avuto senso investire il nostro futuro. La situazione è difficile e lo rimarrà ancora per molto. Pur senza pretendere d’esorcizzare il nostro futuro, si dovrà trovare un provvedimento capace, entro l’anno, di dare concreti benefici a chi ne ha bisogno. La crisi socio/economica è mondiale e l’Italia può contare sull’UE. Essere un Paese “stellato” dovrebbe essere garanzia di mutuo soccorso.

 Sempre che i rigurgiti nazionalisti non riemergano dal mare delle incomprensioni. Per quanto possa contare noi, siamo per provvedimenti di sostegno generalizzato; anche se a fondo perduto. Perché se un Paese “arretra”, non avrà più un suo ruolo indipendente e andrebbe a coinvolgere anche gli altri. In quest’estate sibillina, ci piace ricordare i milioni di Connazionali all’estero che sono parte d’Italia “altrove”. Anche la solidarietà giocherà un suo ruolo primario se non sarà dispersa nei “rivoli” dei conformismi nazionali. Il Dramma del Covid-19, tra l’altro, ci ha fatto intendere che la solidarietà internazionale può avere una sua logica proprio in questa fase d’emergenza globale. A nostro avviso, questo potrebbe essere un veicolo per stimolare la cooperazione, Con la consapevolezza che, diversamente, ci vorrebbe poco per deludere, irreversibilmente, le umane aspirazioni del nostro Paese.

Ora, lasciamo ai Lettori lo spazio per le loro riflessioni che ci saranno di grande aiuto per servire meglio il fronte dell’informazione.

Giorgio Brignola

redazione@corrierenazionale.net


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