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Sanità in Scatola

Cronaca

In Italia ci sono mestieri, che espongono i lavoratori del settore, a rischio di denuncia e di esborso di risarcimenti o lungaggini in ambienti dei tribunali. Non vogliamo sostenere che chi sbaglia non deve e pagare, ma in certi casi, sarebbe necessaria una sorta di mini immunità propria del rischio del mestiere, e magari anche una sorta di copertura legale assicurata dalla associazione o dall’ente in cui si lavora.  Parlo della medicina ma potrei parlare delle forze dell’ordine e ci sarebbero altre 3 o 4 mestieri dello stesso calibro espositivo con le stesse problematiche di rischio.  Si pretende spesso la moglie ubriaca e la botte piena. Ma adesso parliamo di medici e medicine. Ogni mestiere ha dei rischi e quello del medico é un mestiere in cui l’errore può compromettere la salute dell’individuo o addirittura la sua stessa vita. Ma si sa, chi mangia spesso fa briciole e l’errore é insito nella natura umana. Esso può essere dovuto alla stanchezza, per turni particolarmente pesanti, a imperizia per casi particolarmente complessi, e al maledetto imprevisto. Lasciamo da parte la imprudenza e la negligenza che sono ben altra storia e che ravvisa o una colpa propria del professionista.

Con l’emergenza covid 19 sono affiorate diverse problematiche sulle quali bisognerebbe riflettere.

Prima di procedere oltre, tuttavia bisogna fare delle considerazioni tra queste, la principale é quella che siamo stati esposti ad un virus che NON SI CONOSCEVA. Sarebbe bastata solo questa considerazione per giustificare sperimentazioni meno rigide, sarebbe bastato anche, di consentire l’uscita dalle linee guida dettate dalla organizzazione mondiale della sanità che come tutto il mondo sanitario, NON CONOSCEVA A IL VIRUS per consentire una sperimentazione veloce di terapie e procedure a tutti i medici in trincea, dai quali poi in ultima analisi, di fatto, sono affiorare le vere linee guida e le procedure terapeutiche significativamente efficaci contro il virus e la sintomatologia provocata da questo. Inoltre va valutata  considerazione che NON ESISTONO CURE SICURE  CONTRO I VIRUS MA SI POSSONO USARE FARMACI PER LENIRE LA SINTOMATOLOGIA DERIVANTE DALLA INFEZIONE.  A volte in questo mestiere, si verificano delle situazioni grottesche nelle quali il medico si trova tra l’incudine E il martello ossia scegliere se sperimentare e rischiare la denuncia dell’ordine dei medici o dall’istituto superiore di sanità o dagli stessi parenti del paziente, per tentare di salvare una vita, uscendo dalle famigerate LINEE GUIDA imposte dalla comunità scientifica, , oppure scegliere di rimanere in territorio di sicurezza seguendo le linee guida, a costo a volte, di perdere una vita E passare il resto dei suoi giorni, senza perdonarsi per non averci provato.  È nostra convinzione che la codificazione di quadri patologici, spesso cozza col fatto che ogni paziente é un universo a sé stante, sia come essere vivente, sia come sua propria risposta alla malattia e alla terapia stessa. Spesso infatti ogni paziente, inspiegabilmente si comporta in modo diverso da un altro. Creare e imporre delle linee guida universali e infrangibili, denatura la competenza individuale e la possibilità di accrescere il sapere del medico stesso. A nostro avviso i medici dovrebbero poter sperimentare secondo scienza e coscienza, secondo comunque, una dimostrabile logica scientifica ed una personale esperienza acquisita e comprovata, che ne giustifichi questo o quel comportamento o l’uso di questo o quel farmaco. IL MEDICO DOVREBBE POTER SPERIMENTARE E CONFRONTARSI CON ALTRI COLLEGHI PER VALUTARE I RISULTATI RAGGIUNTI, ALTRIMENTI IL CAMMINO NELLE CONQUISTE SI FERMA.  Se non ci fosse stata la sperimentazione e, oggi saremmo all’età della pietra, ma nell’ultimo secolo ci siamo tagliati le gambe in molti settori creando linee guida, schemi, e procedure dalle quali, uscire, potrebbe costare molto molto caro al professionista. Senza le vittime della sperimentazione, oggi non si praticherebbero trapianti drogano e trasfusioni ne dialisi. . Questa schematizzaziine ad ogni costo, , a nostro avviso rallenta il raggiungimento dei traguardi anche e specie nel settore oncologico, dove uscire dalle linee guida é impossibile, Di Bella docet. Ci sembra che specie in casi di emergenza, come quello ultimo che abbiamo vissuto, la gestione delle linee guida rigidamente condotta, specie inizialmente, da squadre di saggi che, con tutto il rispetto, conoscevano il virus covid  come tutti gli altri medici e virologi ossia PER NIENTE, abbiamo assistito a tutto e il contrario di tutto, si é detto tutto e il contrario di tutto. Si sarebbe dovuta lasciare la parola e l’azione sin dalle prime battute, a chi é in trincea da sempre, reparti ospedalieri degli infettivi, medici di famiglia, pronto soccorso e reparti di emergenza in genere. Invece non sono stati neanche interpellate le basi,e la questione é stata subito dalle prime battute, gestita in maniera politico strategica, con linee guida imposte dall’alto e dalle quali il medico non doveva poter uscire troppo. Adesso parecchi colleghi rischiano denunce su decisioni imposte dall’alto e questo dovrebbe essere vietato. Il giudice dovrebbe considerare il non luogo a procedere viste le premesse. E non vogliamo considerare la pletora di malattie della personalità che questo terrore indotto avrà procurato ad un buon 20 %della popolazione specie giovanile, quali Insonnia, insicurezza, ansia ecc.; e delle persone abbandonate dai loro medici di famiglia ai quali fu addirittura vietato di assistere i propri pazienti, medici di famiglia lasciati senza DPI DISPOSITIVI PROTEZIONE INDIVIDUALI, intendo mascherine visiere tute ecc.

Dicendo loro di NON RICEVERE I PROPRI PAZIENTI IN STUDIO  CON LA PREDISPOSIZIONE DI TASK FORCE  MOLTO PIÙ COSTOSE E INOPPORTUNE GESTITE DALLA PROTEZIONE CIVILE… Questo ha evitato il molto più rassicurante rapporto tra il medico e il Suo paziente.

La tutela legale e una sorta di immunità per certe categorie sono indispensabili affinché si possa progredire e portare avanti i risultati attesi dai più. Un medico che non può sperimentare, o un poliziotto che non possa neanche picchiare un manigoldo, senza finire in tribunale, non si può sentire. Certo l’errore ci può stare, siamo solo uomini, del resto il dolo é dimostrabile e deve essere perseguito di sicuro, ma l’errore non deve intimorire a tal punto da far girare la testa dall’altra parte. Questo danneggia la società è limita i risultati.Certo le linee guida aiutano di certo i giovani medici bell’inizio del loro percorso professionale, ma quando spiccano il volo, non bisogna tenerli legati come un aquilone col filo, impedendo ai più dotati, di diventare aquile e volare alto o altissimo.

Sergio Incerrano


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