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Zingaretti: il governo non può più tergiversare sul Mes

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“Mes: no alla danza immobile delle parole. Oggi possiamo avere le risorse per fare quei grandi investimenti che ci permetteranno di migliorare la qualita’ di assistenza e cura. Ecco 10 ragioni concrete per dire si’ ai soldi europei senza condizionalita’ da investire per il sistema sanitario italiano: Investire nella ricerca. Rivoluzionare e digitalizzare il settore sanitario. Dare piu’ centralita’ a medicina territoriale e distretti. Dare piu’ forza alla medicina di base. Riformare i servizi per anziani e malati cronici. Modernizzare e adeguare gli ospedali. Aumentare gli investimenti nel personale sanitario. Garantire l’accesso alle terapie. Ampliare le borse di studio. Aumentare i posti finanziati per gli specializzandi”. Lo scrive su facebook Nicola Zingaretti, segretario Pd, rilanciando una sua intervista al ‘Corriere della sera’. “Il Mes- aggiunge- e’ stato criticato e combattuto da molti, ma ora e’ uno strumento finanziario totalmente diverso da quello del passato. Le destre sono abituate a cavalcare i problemi e non a trovare soluzioni per risolverli. Il motivo? È semplice: sui problemi delle persone ci campano. Chi sta governando l’Italia ha il compito opposto. Io non credo possiamo permetterci ancora di tergiversare”.

Il segretario del Partito democratico (Pd), Nicola Zingaretti, in un suo intervento sul “Corriere della Sera” scrive che “questi mesi ci hanno mostrato quanto sia fondamentale investire nei sistemi sanitari e nelle scienze della vita per poter garantire il diritto a cure di qualita’. Per garantire a tutte e a tutti protezione e sicurezza. E’ evidente la necessita’ di promuovere il potenziamento e l’ammodernamento del nostro sistema sanitario: rafforzare gli ospedali, puntare sulle tecnologie digitali, aumentare la presenza sui territori, l’assistenza domiciliare, la prevenzione, sostenere la ricerca e costruire un nuovo sistema di presa in carico delle persone, a cominciare dagli anziani”. “Il sistema sanitario – spiega – ha risposto ed e’ stato capace di uno sforzo immane: grazie agli operatori che ci hanno messo cuore e competenza, e grazie anche a una capacita’ di innovazione che forse neanche sospettavamo di avere. Ora pero’ e’ il tempo di un salto nel futuro e di costruire un nuovo modello. L’attuale sistema di cura e presa in carico fondato su tre politiche distinte che spesso non comunicano — sanita’, sociale e terzo settore — ha mostrato tutti i suoi limiti, non va piu’ bene, e’ inadeguato. Rinascita e’ anche questo: avere una visione nuova, fondata su un modello di integrazione delle politiche sanitarie e sociosanitarie da realizzare con idee e investimenti”.

Secondo Zingaretti “si tratta di una parte fondamentale di quel nuovo modello di sviluppo sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale di cui spesso abbiamo parlato gia’ prima del coronavirus. Ora sappiamo che e’ indispensabile e improcrastinabile. Oggi possiamo avere le risorse mai viste prima per fare quei grandi investimenti che ci permetteranno di migliorare la qualita’ dell’assistenza e della cura delle persone e, insieme, anche di dare un concreto impulso alla ripresa economica. La spesa sanitaria e nella scienza e’ infatti un investimento produttivo decisivo, in un settore con un altissimo tasso di innovazione e livelli elevati di capitale umano”. “Per farlo, – continua – e’ necessario cambiare radicalmente approccio rispetto agli ultimi decenni, quando questo intero settore e’ stato considerato solo come ‘spesa pubblica’, spesso da tagliare. Il servizio sanitario va considerato invece come un grande driver di sviluppo e di benessere: investire in questo settore — la piu’ grande infrastruttura pubblica del Paese — e’ una delle variabili chiave per dare un impulso alla ripresa e ricostruire fiducia e speranza. Molte sono le innovazioni da promuovere, sulle quali aprire un confronto nel Paese e con il mondo delle scienze e della salute in primo luogo”. 

 “Bisogna avere coraggio – scrive Zingaretti -, visione e concretezza, anche per far uscire la discussione sul Mes dall’attuale confronto ancorato al passato e concentrarlo invece sulle opportunita’ e le cose possibili da fare per il bene comune. Io mi permetto di indicare alcuni grandi filoni su cui ragionare ma soprattutto bisogna partire. Piu’ risorse per ricerca biomedica e sviluppo delle apparecchiature. Nuovi investimenti nei settori delle scienze della vita e della farmaceutica. Ospedali e poli sociosanitari sempre connessi per lo scambio immediato di dati. Nuovi strumenti per la telemedicina, le televisite e i telemonitoraggi. Miglioramento della struttura delle Asl e dei distretti che svolgono attivita’ di promozione della salute, prevenzione e interventi terapeuticiriabilitativi”. “Piu’ medici di base, – riprende il segretario – risorse ed implementazione delle unita’ mobili di assistenza domiciliare e degli infermieri di famiglia e comunita’, degli psicologi di cure primarie. L’emergenza coronavirus ci ha mostrato tutti i suoi limiti ha indicato, drammaticamente, che e’ il momento di rivisitare il funzionamento delle Rsa e dell’intero sistema di assistenza agli anziani. Maggiore efficienza e integrazione socio-sanitaria nella prevenzione, diagnosi e gestione dei pazienti affetti da malattie croniche e nella cura degli anziani. Interventi per la messa in sicurezza e l’aumento dei posti letto, anche in terapia intensiva, di tutti gli ospedali. Investimenti in tecnologie avanzate per una strategia concreta di riduzione delle liste d’attesa”.

Il segretario ritiene inoltre necessario “l’adeguamento, in linea con gli altri Paesi europei, gli stipendi del personale sanitario. Piu’ risorse per assunzioni e formazione di una nuova generazione di professionisti. Aggiornare i Livelli essenziali di assistenza. Garantire l’accesso a terapie innovative e ai piani diagnostici terapeutici avanzati in tutto il territorio nazionale. Maggiori risorse per le borse di studio per gli studenti meritevoli ma in difficolta’ economiche. Aumento del numero dei posti finanziati, con donazioni pubbliche o private, nelle scuole di specializzazione”. “Queste sfide – osserva infine – saranno nei prossimi mesi e anni decisive non solo per produrre benessere, ma anche ricostruire fiducia nella capacita’ dello Stato di essere utile e vicino ai bisogni delle persone. Il Mes e’ stato criticato e combattuto da molti, ma ora e’ uno strumento finanziario totalmente diverso da quello del passato. Le destre sono abituate a cavalcare i problemi e non a trovare soluzioni per risolverli. Il motivo e’ semplice sui problemi delle persone ci campano e poco importa se, non risolti aggravano la situazione”. “Chi sta governando l’Italia ha il compito opposto. Io non credo – conclude Zingaretti – possiamo permetterci ancora di tergiversare. La danza immobile delle parole, slogan, furbizie lasciamoli alle destre, noi anche nel nostro partito dedichiamoci a dare risposte alle persone e ricostruire l’Italia uniti. Questa e’ la missione del Pd”.


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