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Nel calumet dei nativi americani non c’era (solo) tabacco

Arte, Cultura & Società

Una ricerca svela che 1.400 anni fa gli abitanti dell’America del Nord fumavano il sommacco: tracce sono state trovate nel fornello di un’antica pipa indiana scoperta nel centro di Washington. Lo studio potrebbe anche  contribuire a chiarire la complessa evoluzione del commercio del tabacco nel nord-ovest americano. 

© Florilegius/Leemage/AFP – Grasso Dorso di Bufalo, capo dei Piedi Neri, in una litografia colorata a mano di George Catlin (1841)

AGI – Non c’era tabacco nelle pipe dei nativi americani. Gli abitanti dell’attuale stato di Washington 1.400 anni fa fumavano Rhus glabra, una pianta comunemente nota come sommacco liscio. Lo segnala uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Molecular Biosciences e condotto dagli esperti della Washington State University, che per la prima volta hanno identificato residui di una sostanza diversa la tabacco in una pipa scoperta nel centro di Washington

“Il reperto archeologico – spiega Korey Brownstein della Washington State University e ora studente presso l’Università di Chicago – conteneva anche residui di N. quadrivalvis, una specie di tabacco attualmente non coltivata nella regione ma che si ritiene sia stata comune in passato. Il fumo ha spesso svolto un ruolo religioso o cerimoniale per le tribù di nativi americani e la nostra ricerca dimostra che queste piante specifiche erano importanti per le comunità in passato”. 

L’esperto aggiunge che la Rhus glabra potrebbe essere stata mescolata al tabacco per le sue qualità medicinali e per migliorare il sapore del fumo. “La scoperta – precisa David Gang, docente presso la Washington State University e coautore dello studio – è stata possibile grazie a un nuovo metodo di analisi basato sulla metabolomica, che consente di rilevare migliaia di composti vegetali o metaboliti nei residui raccolti da tubi, ciotole e altri manufatti archeologici. Credo che questa tecnologia rappresenti la nuova frontiera dell’archeochimica”. In precedenza, l’identificazione di residui vegetali antichi si basava sulla rilevazione di un numero limitato di biomarcatori, come nicotina, anabasina, cotinina e caffeina, ma questo approccio consente di affermare semplicemente se un biomarker generico sia stato fumato o meno senza distinguerne la tipologia. 

“Oltre a identificare la prima sostanza diversa dal tabacco in una pipa archeologica – commentano gli autori – il nostro lavoro potrebbe aiutare anche a chiarire la complessa evoluzione del commercio del tabacco nel nord-ovest americano. L’analisi di una seconda pipa ha infatti rivelato la presenza di una specie diversa di tabacco, la N. rustica, che veniva coltivata dalle popolazioni autoctone sulla costa orientale degli attuali Stati Uniti”. Secondo le dichiarazioni degli autori, queste analisi mostrano che i nativi americani interagivano tra loro all’interno delle varie regioni, commerciando semi e materiali destinati al fumo. 


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