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Prodi, maggioranza diversa sul Mes con Berlusconi non sorprenderebbe

Politica italiana

“Berlusconi ha cambiato la sua posizione sullo stesso tema, cioe’ su quello europeo. Ha preso il Mes” e si e’ “differenziato” dalla alleanza di destra sul tema europeo come “era successo l’anno prima”, “quindi puo’ succedere qualche cambiamento, non ne ho la minima idea se questo succedera’ o meno, perche’ e’ un processo in corso, ma non mi sorprenderebbe”. Cosi’ l’ex premier Romano Prodi a ‘Repubblica delle Idee’ risponde a una domanda sull’ipotesi che sul Mes nel Parlamento italiano si crei una maggioranza diversa da quella di Governo. “E’ su queste cose che si cambiano le alleanze, sarebbe – dice Prodi – un cambiamento sul contenuto e non, una volta tanto, su un semplice giochino”. Del resto, aggiunge, “era naturale per Berlusconi prendere posizioni su questo tema perche’ e’ la posizione del Ppe e avrebbe avuto grande difficolta’ a schierarsi contro una posizione europea condivisa su un aspetto cosi’ importante”.

L’apertura di Prodi a Berlusconi è al centro del dibattito politico in queste ore.  “I problemi che noi non abbiamo ce li creiamo, perche’ la faccenda del Mes e’ proprio una cosa post moderna”. Cosi’ l’ex premier Romano Prodi, intervistato da Maurizio Molinari e Marco Damilano a ‘Repubblica delle Idee’, evento a Bologna e in streaming, risponde a una domanda sul Mes. “Sono soldi per fare qualcosa per la sanita’ e siccome ne abbiamo bisogno credo sia giusto dire di si’. Ma serve anche elencare cosa si fa con quei soldi”. E su una maggioranza diversa da quella del Governo sul Mes dice: “E’ su queste cose che si cambiano le alleanze, sarebbe – dice Prodi – un cambiamento sul contenuto e non, una volta tanto, su un semplice giochino”. Del resto, aggiunge, “era naturale per Berlusconi prendere posizioni su questo tema perche’ e’ la posizione del Ppe e avrebbe avuto grande difficolta’ a schierarsi contro una posizione europea condivisa su un aspetto cosi’ importante”.

“Il problema e’ che il governo abbia una maggioranza solida e che quindi possa prendere delle decisioni. O noi diamo una spinta o il Paese si arrotola su se stesso. Non e’ certo un tabu’, la vecchiaia porta la saggezza…”. Romano Prodi, ai microfoni della trasmissione In Onda su La7, ritorna sull’argomento rispondendo alla domanda se il voto favorevole sul Mes annunciato da Forza Italia potrebbe essere l’anticamera di un ingresso del partito di Silvio Berlusconi nella maggioranza.

Il dibattito aperto. Il primo a intervenire è Matteo Salvini: “È una non notizia, Berlusconi non ha nessuna intenzione di entrare nel governo. L’ho sentito ieri”. Cosi’ il leader della Lega, a Rai Radio1 a Radio anch’io condotto da Giorgio Zanchini. Poi Salvini, in piazza Colonna, a ROma, insieme ai parlamentari liguri della Lega, ha ribadito: “Berlusconi l’ho sentito ieri. Era, e’ e rimane convintamente nel centrodestra. Capisco la disperazione di Prodi e del Pd, che ormai si sentono scivolare la poltrona da sotto le natiche pero’ il centrodestra e’ unito e compatto, sta lavorando e quando gli italiani potranno votare torneremo a governare in maniera piu’ seria e concreta di quanto stiano facendo gli amici di Prodi in questo momento”. 

“Le dichiarazioni di Romano Prodi invitano tutti gli europeisti a stare dalla stessa parte. Nessuno escluso. Nell’interesse dell’Italia. Io sono d’accordo con lui”. Lo scrive su twitter il capogruppo Pd in Senato Andrea Marcucci.

“L’analisi politica di Romano Prodi e’ assolutamente distaccata dalla realta’. E’ impossibile che Forza Italia entri in maggioranza, chi continua a fare politica attivamente e vive il Parlamento tutti i giorni sa bene che questa e’ un’ipotesi del terzo tipo dell’irrealta’”. Lo ha detto Licia Ronzulli, vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, ad Agora’ Estate su Rai 3.

Ma sempre da Forza Italia interviene Giorgio Mulè, deputato e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato: “È come la folgorazione di San Paolo sulla via di Damasco”, dice. Poi aggiunge: “Su Berlusconi c’erano già state parole significative da parte di Bersani, di Bertinotti. Quello di Prodi è un atto di serietà, di coraggio politico. Un modo per rimettere insieme i tasselli della storia, forse un primo vagito di pacificazione politica. Qualcuno dirà che Prodi parla così perché punta al Quirinale, ma io non lo credo assolutamente”.


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