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L’annuncio di Conte, ‘sara’ prorogato lo stato d’emergenza’

Politica italiana

NUOVO ULTIMATUM ALLA SOCIETA’ DI BENETTON

L’annuncio di Conte in vista della scadenza a fine luglio: non significa che non teniamo sotto controllo il virus ma che siamo nelle condizioni di continuare ad adottare misure, anche minimali. Bernini (FI), basta logica pieni poteri a Conte. Calderoli: il virus per mettere il bavaglio all’opposizione. Su Autostrade il premier lancia un nuovo ultimatum alla societa’ di Benetton: “Non possiamo piu’ regalare soldi a nessuno, men che meno ai privati”. Si infuoca il dibattito politico nel Governo. Boschi: si aprirebbe un contenzioso miliardario. Margiotta: restano aperte tutte le opzioni. 

 “Ragionevolmente ci avviamo verso la proroga dello stato di emergenza” per il coronavirus. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in un punto stampa a Venezia. “E’ una decisione che dobbiamo prendere in consiglio dei ministri, non voglio anticipare una valutazione da fare con tutti i ministri. Ma faccio una riflessione: lo stato di emergenza non significa che non teniamo sotto controllo il virus. L’eventuale proroga significa che siamo nella condizione di adottare le misure necessarie, anche minimali, non vi dovrete sorprendere se la decisione sarà di propagare. Se non ci fosse la proroga non avremmo i mezzi e gli strumenti per monitorare e intervenire e circoscrivere la chiusura di attività in territori predeterminati. Quindi ragionevolmente ci avviamo verso la proroga dello stato d’emergenza”, ha spiegato Conte. 

 L’attuale stato di emergenza, proclamato lo scorso 31 gennaio, termina il 31 luglio. E dunque l’esecutivo a breve dovrà prendere una decisione. L’idea, appunto, è quello di prorogarlo almeno fino al prossimo 31 dicembre e visto come sta andando la pandemia – sia in Italia dove comunque siamo lontano dall’obiettivo di zero casi sia nel resto del mondo, dove la situazione si sta aggravando – non sembrano esservi alternative. Si tratta di un scenario che vede favorevole il M5S, a partire dal dicastero della scuola guidato da Lucia Azzolina, fino al Partito democratico. Più tiepida Italia Viva, che però davanti a ragioni sanitarie difficilmente si metterà di traverso.

 Il premier Giuseppe Conte, insieme ai ministri Lamorgese, De Micheli e D’Inca’, e’ salito su una imbarcazione della Guarda Costiera per seguire dalla laguna le fasi di innalzamento progressivo delle ultime paratoie del Mose. Nel corso dei loro interventi, il presidente del Veneto Luca Zaia e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro avevano sottolineato positivamente il fatto che Conte “e’ sempre stato presente durante l’emergenza dell’acqua alta del 12 novembre scorso”.

 Si considera ‘riuscita’ la prova generale di innalzamento delle paratoie del Mose. Per la prima volta tutto il sistema di 78 dighe mobili e’ entrato in funzione sollevandosi dall’acqua alle tre bocche di porto del lido di Venezia, separando cosi’ la laguna dal mare. ‘Non siamo qui per fare passerelle’, ha detto il premier Conte, ‘ma per verificare come governo i lavori del Mose. Concentriamoci su quest’opera che deve essere completata “entro il prossimo autunno-inverno’. Ambientalisti e comitati contro le grandi navi hanno dato il via a una sorte di battaglia navale contro le imbarcazioni delle forze dell’ordine. Il Mose dovrebbe essere ultimato entro il 31 dicembre 2021. 

Le proposte di transazione di Aspi per le concessioni ‘non sono accettabili’ per il governo. ‘o avevamo gia’ detto, ieri e’ stato confermato. A questo punto o arriva in extremis una proposta cui il governo non potra’ dire di no, perche’ particolarmente vantaggiosa per la parte pubblica, oppure alla fine ci sara’ la revoca, dice il premier Conte, a margine del primo test completo del Mose a Venezia. La ministra De Micheli parla di ‘poche ore’ per avere la risposta. ‘Credo che Aspi sia nelle condizioni di sapere che cosa e’ quell’interesse pubblico indicato dal presidente del Consiglio’.

 
 

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