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Scontro sullo stato d’emergenza: ipotesi di una proroga a fine ottobre​

Politica italiana e internazionale

La Lega presenterà una risoluzione contraria. Martedì il Parlamento voterà sulle comunicazioni di Speranza sul nuovo Dpcm per le misure che scadono il 14 luglio. Il premier riferirà in Aula prima del 31 luglio. Ma è alta tensione tra le forze politiche. 

 

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Francesco Fotia / AGF – Giuseppe Conte

 Tra le ipotesi sul tavolo del governo vi è quella di non prorogare lo stato di emergenza nazionale per la pandemia da Covid 19 di altri sei mesi, dal 31 luglio fino a fine anno, ma di procedere per ‘step’ e intanto estendere l’emergenza fino al 31 ottobre. E’ quanto riferiscono fonti parlamentari di maggioranza. Ma nessuna decisione definitiva sarebbe stata presa. 

“Duecentoventimila contagi Covid in un solo giorno a livello mondiale. Mai prima un numero così alto in sole 24 ore. Questo ci dice che non è vinta e che serve ancora attenzione da parte di tutti”, avverte il ministro della Salute Roberto Speranza. “Dobbiamo continuare a seguire la linea della prudenza e della gradualità”. Speranza illustrerà in Parlamento martedì i contenuti del nuovo Dpcm che rivedranno le misure anti-contagio in scadenza e che potrebbe aumentare i controlli in spiaggia e nei luoghi pubblici dove si possono verificare assembramenti come discoteche, sagre e feste.

Come anticipato da Giuseppe Conte, il governo poi va verso la proroga dello stato di emergenza in scadenza a fine mese. E le comunicazioni del ministro alle Camere, martedì, potrebbero essere una occasione per aprire il dibattito in Parlamento sulla proroga, contro la quale si è schierata l’opposizione di centrodestra. Intanto, l’intervento, improvvisato, ieri sera, al termine del concerto della banda della polizia, è stata una occasione per il presidente del Consiglio per tracciare una sorta di bilancio di questi mesi, alla vigilia di una settimana cruciale per il destino dell’Unione europea che si chiuderà con il summit dei capi di Stato e di governo di venerdì e sabato sul piano ‘Next generation Ue (Conte è atteso a Bruxelles già giovedì sera per in incontri preparatori al vertice, mentre domani volerà in Germania per un bilaterale con Angela Merkel).

“E’ stata una prova molto difficile per tutto il Paese, per tutti i cittadini, è stata una sfida molto insidiosa. In parte lo è ancora anche se adesso possiamo dire che ci siamo meglio attrezzati, abbiamo rinforzato le nostre strutture ospedaliere, la risposta del sistema sanitario sicuramente adesso sarà piu’ pronta anche in caso di cattive evenienze”, ha assicurato il premier, dopo il concerto di ieri sera. Conte ha parlato anche di come ha vissuto, a livello personale, i momenti del lockdown. “Sono anche io un essere umano e, anche se avevo e ho grandi responsabilità, ho vissuto come, credo, tutti i cittadini momenti di forte preoccupazione, momenti di angoscia, momenti anche di incertezza – ha riconosciuto -, perchè ci sono state delle fasi in cui non avevamo contezza di come si sarebbe sviluppata questa curva epidemiologica. Ci sono stati dei momenti in cui avevamo difficoltà a tenerla sotto controllo”. “Abbiamo fatti tanti test molecolari, sierologici, abbiamo una maggiore conoscenza, anche piu’ diffusa, c’è una cultura ormai di questo virus che nei primi tempi ci sfuggiva, quindi tutti sappiamo adesso che, con alcune regole precauzionali, possiamo affrontare anche questa stagione e la prossima con reattiva tranquillità”, ha detto Conte. “Dobbiamo stare attenti, questo sì”.

L’opposizione è invece sul piede di guerra per l’annunciato orientamento del governo a favore della proroga dello stato di emergenza nazionale. La Lega sta preparando una risoluzione contro la proroga dello stato di emergenza nazionale per la pandemia di coronavirus, da presentare martedì.

“Il ministro Boccia dice che lo stato d’emergenza è la nostra Arca di Noè. Ha ragione: anche in questo caso è pensata soprattutto per salvare specie a rischio estinzione, come grillini, piddini e renziani che fanno i ministri e occupano poltrone senza il consenso popolare”, attacca la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. L’emergenza sanitaria è “tutt’altro che risolta” e “pone dunque al governo il tema di garantire la salute pubblica anche con mezzi straordinari, adeguati alla gravità della situazione”, constata, dal canto suo, Silvio Berlusconi. Ma “questo – avverte poi il Cavaliere – non può tuttavia diventare un pretesto per una sostanziale sospensione di alcune fondamentali garanzie costituzionali, prima fra le quali un chiaro e trasparente controllo del Parlamento sulle decisioni dell’esecutivo”. 

In Forza Italia, c’è chi, come il vice presidente Antonio Tajani, avverte che occorre prepararsi nuovamente alla chiusura dei confini europei visto come l’epidemia si sta diffondendo in Africa e Asia.

Mentre la presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, è preoccupata per gli sbarchi, dopo che 28 migranti, approdati a Roccella Jonica, sono risultati positivi al virus. “Mi aspetto una risposta rapidissima da parte del governo e avverto che, in caso contrario- annuncia -, non esitero’ ad agire, esercitando i miei poteri di ordinanza per emergenza sanitaria, vietando gli sbarchi in Calabria”. Della situazione sbarchi parla anche Matteo Salvini. “Mentre aumentano gli sbarchi, con 8.087 arrivi dal primo gennaio 2020 al 10 luglio 2020 contro i 3.165 dello stesso periodo di un anno fa, si moltiplicano i casi di immigrati positivi al virus, Lampedusa è al collasso, non c’è traccia dei ricollocamenti, il famoso accordo di Malta è sparito e i rimpatri con la Tunisia sono bloccati con la scusa del Covid”, lamenta. “L’unica cosa che il governo è riuscito a chiudere sono i corridoi umanitari che permettevano l’arrivo in Italia di veri profughi e in condizioni di sicurezza – aggiunge -. Più che parlare con Gianni Letta e Mario Draghi, Conte e i suoi ministri si facciano sentire in Europa e a Tunisi. Questo governo mette in pericolo l’Italia”. 


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