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La follia della rete: il La follia della rete: il “Blu Whale”

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Le regole del gioco della morte che dilaga in rete. Una regola per ogni giorno. Alzarsi alle 4.20 del mattino, incidersi sulla mano «f57», disegnare una balena su un pezzo di carte e inviare al curatore l’immagine, esprimere la volontà con un’altra incisione di voler diventare una balena, guardare video psichedelici, procurarsi dolore, guardare video horror.

Fino all’ultimo passo, saltare da un edificio alto, suicidarsi per prendersi la propria vita. Sono queste le regole. Questo “gioco”, che gioco non è,  viene chiamato  «Blue whale». È una balena blu che trascina nell’abisso gli adolescenti, i giovanissimi più fragili che vivono e si nutrono del virtuale, che cercano di costruire la propria identità fuori dagli schemi usuali, senza mai mettersi in gioco fino in fondo.

Il web nasconde le emozioni, maschera le debolezze e fa sentire meno insicuri. Sono queste le prede facili dei giochi mortali o dell’esibizionismo estremo che diventa un marchio indelebile sulla pelle,con conseguente cambiamento repentino di umore alla perdita del sonno.

Il “Blue whale”, nasce in Russia dove di vittime fino ad oggi ne ha fatto più di trecento. Tutti minorenni . La Polizia postale è in allerta, insieme ad un pool di ben 15 investigatori che si occupano da mesi a questa parte del fenomeno. Si monitorano i siti e le chat. Si indaga su segnalazioni. E ce ne sono tante e anche diverse.

Dal nord al sud, non fa eccezzioni, nel Fruili, ad Ancona e Roma, finanche nella provincia. E anche per gli ultimi drammatici incidenti che hanno visto giovanissimi morire per un banale selfie vicino a treni in corsa si è voluto guardare se dietro il folle gesto si nascondesse una delle prove del gioco mortale.

Questa volta – spiegano dalla Polizia postale – si è creata una sorta di catena di solidarietà tra giovani inimmaginabile. Sono proprio gli adolescenti a segnalare alle autorità competenti,  le problematiche del compagno di banco, di come reclutano i ragazzi, il pericolo, i tagli, il poco sonno notturno.Il pericolo.

Si tratta di emulazione, di provare gesti che hanno fatto altri coetani. Provare a vedere cosa effettivamente succede. In altri casi è pura curiosità che può coinvolgere anche giovanissimi. La fascia di età , precisano gli organi di Polizia, è quella compresa tra i 12 e i 16 anni. Un fenomeno che si evolve giorno dopo giorno e che ha messo in moto una catena di solidarietà.

Psicologi ed esperti criminologi, in particolare si sono pronunciati su tale fenomeno che influisce  sulla fragilità dei ragazzi, arrivando alla conclusione che vi è una vera propria manipolazione psicologica della vittima, per queste ragioni si è cercato di spiegare nelle scuole,  i rischi che la rete e che  questi giochi comportano, non solo ma anche il ruolo importantissimo che ricoprono i genitori, nell’ambiente familiare, con un corretto uso del sistema informatico a disposizione, al fine di  poter evitare eventuali coinvolgimenti.

Marcello Marcone


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