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L’incoerenza

Politica

 Questa Pandemia, tra l’altro, ha evidenziato ciò che sembrava scontato. L’Unione Europea, pur coinvolta in problemi similari, non si presenta, politicamente, omogenea nelle decisioni che la coinvolgono. Mentre l’estate non è “decollata”, il Vecchio Continente è costretto ad affrontare problemi che, pur se comuni, sono interpretati in modo economico differente. La pretesa di “garanzie” è buona scienza. Ma solo quando ci sono le premesse per poterla onorare. Ora non è il tempo. Né per l’Italia, né per altri Paesi dell’Unione.

 Chi pretende garanzie per favorire la ripresa stellata ha fatto, anche politicamente, male i suoi conti. Solo se si riuscirà a riattivare i cicli produttivi, si potrà far conto su ciò che è stato richiesto. La garanzia resta l’impegno a operare per evitare un globale peggioramento del tessuto socio/economico UE. Tra l’altro, l’Italia ha evidenziato delle situazioni particolari che dovrebbero essere sanate prima del vario di un progetto UE in generale. Le sofferenze della penisola non sono minimizzabili e vanno ben oltre la pandemia che continua a imperversare nel mondo. Per tentare una ripresa, sono indispensabili risorse economiche da subito. Ogni ritardo, potrebbe essere causa di un nuovo peggioramento che andrebbe a coinvolgere il nostro Paese, ma anche gli altri Stati Stellati.

 Far parte di un “tutto” implica vantaggi e svantaggi che, per la palese emergenza, non sono da trascurare per tentare di contenere danni peggiori. Il secondo semestre di questo 2020 potrebbe evidenziare le mancanze per ciò che si poteva fare e non è stato fatto. Le urgenze non dovevano essere “rimandate”. Anche prima del Coronavirus. L’anno favorevole sarebbe stato il 2019. Però, già al suo inizio, si erano evidenziati contrasti tra Paesi membri dell’Unione. Ora la situazione s’è complicata a causa di una sorta di malcelato sovranismo che potrebbe provocare più danni economico/sociali della stessa Pandemia. L’Italia ha le carte in regola per essere assistita. Le garanzie e le assicurazioni per un buon fine della nostra manovra interna saranno evidenti prima di fine anno.

Sempre che si provveda al varo di un programma di mutua assistenza che favorisca quella ripresa che andrà, ne siamo certi, a interessare tutti gli Stati membri. Solo evitando tempi” lunghi” sarà possibile ridare forza a un’economia che, e lo ripetiamo, era “incerta” anche prima della Pandemia e per la quale non siamo stati in grado di far fronte direttamente. L’incoerenza politica, aggravata da decisioni correlate alla pandemia, ha accelerato il quadro recessivo che, ora, è indispensabile riscattare.

Giorgio Brignola


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