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Coronavirus, nuove povertà, ansia e depressione

Benessere & Medicina

Disoccupazione, licenziamenti, cassa integrazione: il Covid-19 non ha colpito solo la salute ma anche le tasche degli italiani, causando nuova povertà e disturbi legati ad ansia e depressione. Se infatti la pandemia ha seminato panico e incertezza, si può dire che dopo il lockdown il senso di precarietà sia quasi aumentate. Le minori risorse economiche hanno costretto a cambiare le abitudini quotidiane, le rinunce e l’assenza di nuove prospettive hanno indotto a frustrazione, rabbia, stress, e calo di autostima.

Secondo uno studio del Politecnico di Milano, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, il lockdown conseguente alla pandemia potrebbe essere la causa dell’aumento della povertà e del divario sociale nel nostro Paese. Inoltre, in base alla stima della Coldiretti in Italia si assiste a un aumento del 40% dei nuovi poveri – spiega Eleonora Iacobelli, psicologa, presidente EURODAP (Associazione Europea Disturbo da Attacchi di Panico), responsabile trainer del Centro Bioequilibrium – Il periodo di grande incertezza, che abbiamo vissuto e che stiamo ancora vivendo non ha però ripercussioni solo sul piano finanziario e politico, ma anche sulla salute fisica e mentale”.

La quarantena e la conseguente crisi economica e instabilità lavorativa è significativamente correlata all’aumento della frequenza e dell’intensità di disturbi legati all’ansia e alla depressione – prosegue l’esperta – L’ansia, infatti, è la risposta che l’individuo mette in atto nel momento in cui percepisce un pericolo e che gli permette di fronteggiare o evitare ciò che lo minaccia. E il rischio maggiore lo corrono i più giovani. La precarietà economica genera incertezza sul futuro, innescando un senso di impotenza e frustrazione, ansia, rabbia, stress, depressione, riduzione dell’autostima, e rischio di abuso di sostanze. La perdita del lavoro può portare all’isolamento dalla rete di colleghi o amici e ad adottare un atteggiamento di chiusura nei confronti del mondo”.

Ecco allora alcuni consigli utili per combattere il disagio che sta emergendo:

1) Non vergognarsi di uno stato che non esprime un’incapacità personale, ma un momento di difficoltà sociale al quale dobbiamo opporci in maniera combattiva;

2) Non isolarsi, anzi, sforzarsi di mantenere ed ampliare la propria rete sociale poiché l’interazione contribuisce ad incrementare una generale sensazione di benessere;

3) Coltivare i contatti con amici e conoscenti: aumenta la probabilità di trovare opportunità lavorative e condividere la realizzazione di progetti;

4) Essere flessibili e scegliere degli obiettivi da raggiungere;

5) Non aver paura di chiedere aiuto qualora se ne abbia necessità. Più a lungo la sintomatologia viene ignorata maggiori sono le possibilità che diventi cronica.

 

 

 

 


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